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SMA Sistema Museale di Ateneo

La ricerca mineralogica

Minerale
Peretaite: Pereta (GR), Toscana, Italia

Il Museo di Storia Naturale ha una lunga tradizione di ricerca mineralogica, che è iniziata nei primi anni del ‘900 ed ha coinvolto diversi settori della mineralogia. Tra gli anni 50 e 60 il Museo ha dedicato particolare attenzione alle rocce sedimentarie dell’Appennino settentrionale e allo studio della classe dei borati; negli anni 70 e 80 si è sviluppata la ricerca sui minerali della classe dei solfuri e sulle zeoliti; recentemente la ricerca si è incentrata sulle meteoriti delle collezioni del Museo e sulla caratterizzazione di nuove specie mineralogiche, producendo importanti risultati e pubblicazioni su riviste internazionali.

Nuovi minerali
Il riconoscimento di un nuovo minerale è un evento piuttosto frequente; ogni anno vengono identificate nel mondo dalle 70 alle 90 nuove specie.
Dal 1959 esistono norme dettate dall’IMA, International Mineralogical Association, per il riconoscimento di un nuovo minerale. Perché una specie possa essere considerata nuova, un report con il dettaglio della struttura e composizione chimica e delle proprietà ottiche, deve essere inviato a una commissione internazionale (Commission on New Minerals, Nomenclature and Classification) che ne dà l’approvazione formale.
Il nome viene generalmente attribuito in onore ad un personaggio conosciuto nella mineralogia o alla località di provenienza del campione. Il campione tipo deve essere depositato presso una struttura che fornisca adeguate garanzie sia sotto il profilo della competenza scientifica che sotto quello della conservazione.
Il Museo di Storia Naturale è depositario di numerosi olotipi

Bottinoite:Miniera Bottino, Seravezza, Alpi Apuane (LU), Toscana, Italia

La scoperta dei quasicristalli naturali

Tra i risultati più interessanti della ricerca sulle nuove specie all'interno del Museo, vi è stata la scoperta nel 2011 del primo quasicristallo ritrovato in natura, l'Icosahedrite. 
I quasicristalli erano già stati sintetizzati in laboratorio nel 1982 da Dan Shechtman, che  nel 2011 ottenne il Premio Nobel per la chimica per via delle possibili applicazioni volte al risparmio energetico; la struttura atomica dei quasicristalli - un insieme di simmetrie trigonali che simulano una simmetria pentagonale - li rende infatti molto efficienti nel condurre il calore.
Nel 2015 all'interno del Museo è stata identificata un'altra specie di quasicristallo, la Decagonite, della stessa località di provenienza della Icosahedrite. Il suo olotipo è stato poi donato al Museo di Storia Naturale.
I ritrovamenti dei quasicristalli hanno permesso, insieme a simulazioni di laboratorio, di confermare le ipotesi scientifiche fatte sulla loro origine extraterrestre. Sarebbe stata infatti una violenta collisione fra asteroidi avvenuta agli albori del Sistema Solare  che avrebbe fornito l’energia necessaria alla loro formazione.


Referente MSN: Vanni Moggi Cecchi

 

 
ultimo aggiornamento: 03-Apr-2018
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