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SMA Sistema Museale di Ateneo

Giuseppe Raddi

Giuseppe Raddi (1770-1829) nacque a Firenze da una modesta famiglia e da giovane frequentò una spezieria dove apprese le basi della botanica; studiò poi Medicina a Pisa, dove conobbe il grande botanico Gaetano Savi (1769-1844). Fu soprattutto grazie alla conoscenza con Ottaviano Targioni Tozzetti (1755-1829), professore di Botanica all’ospedale di Santa Maria Nuova a Firenze, che divenne nel 1795 curatore delle collezioni del Museo. Durante il periodo dell’occupazione francese Raddi ebbe vita travagliata presso il Museo e si trovò senza posto di lavoro; solo dopo la caduta di Napoleone venne riassunto con le medesime mansioni. Riprese quindi i suoi studi, che si incentrarono soprattutto sulle Briofite della Toscana e sulle Felci del Brasile, territorio all’epoca ancora poco esplorato che poté esplorare dall’agosto del 1817 all’agosto del 1818. Tra il 1819 e il 1825 pubblicò i primi studi sulle piante brasiliane, che gli dettero ben presto fama internazionale. L’ultimo viaggio effettuato da Raddi fu in Egitto dal 1827 al 1829, a seguito della spedizione franco-toscana di Champollion e Rosellini, viaggio che gli fu fatale poiché morì durante il ritorno per una violenta infezione contratta proprio in Egitto. Le collezioni di Raddi, in particolare quelle del Brasile, sono ancora oggi un patrimonio scientifico prezioso. Grazie ai suoi studi Raddi raggiunse una fama internazionale tanto da essere definito “ornamento d’Italia”, come si può leggere oggi sulla lapide che accompagna il suo busto nella chiesa di Santa Croce.

 

 

 
ultimo aggiornamento: 02-Ott-2017
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