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MSN Museo di Storia Naturale

Filippo Parlatore

Filippo Parlatore (1816-1877) fu il fondatore dell’Erbario Centrale Italiano. Nelle sue Memorie egli ricorda la proposta di una collezione di riferimento nazionale che inviò nel settembre del 1841 da Parigi, dove si trovava per incontrare alcuni tra i più importanti naturalisti dell’epoca, agli scienziati italiani riuniti a Firenze per il loro terzo congresso. L’idea fu accolta in maniera entusiastica tanto dai botanici quanto dal lungimirante Granduca di Toscana, Leopoldo II, che chiamò proprio lui a dirigere la nascente struttura. Fu così che Filippo Parlatore, giovane medico siciliano che fin dall’adolescenza aveva mostrato una grande attitudine per la botanica, venne nominato nell’aprile 1842 direttore del nascente Erbario e professore di botanica e fisiologia vegetale nel Museo. Appena insediatosi, egli donò la sua raccolta privata, a quell’epoca costituita da più di 30.000 campioni, raccolti personalmente sia in Italia che all’estero, soprattutto in in Francia, Svizzera, Germania, Gran Bretagna e Scandinavia; inoltre si adoperò con il Granduca affinché vi venissero conservate due collezioni pre-linneane fondamentali per la storia della disciplina: l’erbario di Andrea Cesalpino, del 1563, e quello di Pier Antonio Micheli, vecchio già di oltre un secolo. Con il suo esempio e con le sempre energiche esortazioni ai colleghi botanici e in un tempo relativamente breve, riuscì ad arricchire l’Erbario di migliaia di reperti. Oltre che di piante italiane, Parlatore arricchì personalmente l’Erbario di tantissimi campioni raccolti nel corso dei suoi numerosi viaggi in Francia, Svizzera, Germania, Gran Bretagna e Scandinavia. Durante la direzione di Parlatore, nel 1854, alla morte del celebre botanico collezionista Philip Barker Webb, il Museo fiorentino si arricchì grazie alla donazione del suo erbario privato, con più di 230.000 campioni provenienti da tutto il mondo e ricchissimo di campioni tipo di specie nuove, assumendo definitivamente un rilievo di livello internazionale. Tra il 1848 e la morte, Parlatore fu autore di una delle Flore italiane più importanti, della quale curò personalmente i primi 5 volumi e gettare le basi per i successivi cinque, solo parzialmente completati dal successore, Teodoro Caruel. Nel 1874 Parlatore pubblicò un volume con il titolo ‘Les collections botaniques du Musée Royal de Physique et d’Histoire Naturelle de Florence’, dando conto non solo degli accrescimenti dell’Erbario, quanto anche di tutte quelle collezioni – fossili, legni, frutti, modelli in cera ed altri materiali, oggetti di derivazione vegetale – che nella sua visione dovevano ‘accompagnare’ quella principale, con un’idea complessiva della botanica che tenesse conto di ogni sua valenza museologica e persino etnologica.Dalla lettura di questo resoconto si comprende come l’Erbario Centrale Italiano,sotto la direzione di Parlatore, divenne uno dei più importanti d’Europa e del mondo.

 

 

 
ultimo aggiornamento: 02-Ott-2017
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