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SMA Sistema Museale di Ateneo

Déodat de Dolomieu

Il ruolo rivestito dal Museo all’interno del panorama scientifico europeo, fino dai primi anni della sua fondazione, è messo in evidenza dalla presenza fra i suoi numerosi visitatori italiani e stranieri, di personalità scientifiche di spicco che mantennero nel tempo contatti scientifici e di scambio con la struttura.

Fra questi personaggi non può non essere citato Déodat de Dolomieu, grande naturalista dalla vita avventurosa e scopritore della roccia calcarea diffusa nella regione alpina omonima che da lui prese il nome di “dolomite”. Dolomieu  durante i suoi numerosi viaggi in Italia non mancò di fermarsi a Firenze frequentando assiduamente, già dal 1784, il Museo. Durante le sue visite ebbe modo di ammirare le collezioni esposte, lodando la ricchissima parte mineralogica, ed intrattenendo scambi scientifici e rapporti di amicizia ad esempio con il vice direttore G. Fabbroni. Il “Cataloguedesobjectscontenusdansla cassettelavorée A Monsieur Fontana pour le Cabinet d’Histoire Naturelle de S.A.R. par le CommeurDolomieu”, presente fra i manoscritti del Museo, conferma i contatti del francese con l’istituzione fiorentina anche con lo scambio di esemplari mineralogici. Si tratta dell’invio di un numero limitato di esemplari, 38 campioni, significativi non solo per la figura del raccoglitore, ma anche perché la loro descrizione denota una moderna visione scientifica perché molto dettagliata nella provenienza. Si tratta di zolfo nativo, spato pesante, allume e pietra bituminosa siciliani delle miniere di S. Cataldo, Capo d’Arso, Sciacca, Taormina, frutto del viaggio compiuto nel 1781 attraverso tutta la Sicilia, ma anche diversi minerali di manganese della miniera di Sem, nella contea di Foix nei Pirenei francesi. A distanza di oltre duecento anni, grazie allo studio dei cataloghi settecenteschi e documenti storici, si sono potuti rintracciare fra gli esemplari del Museo alcuni di questi campioni, raccolti dal celebre geologo sia durante i suoi viaggi in Francia (sideriti e axiniti), che in Sicilia nel 1781 (alunogeno). Il museo ricambia con suoi esemplari: nell’ottobre del 1788 infatti lo stesso Dolomieu, che si trovava a Firenze, scelse 19 produzioni naturali, molte delle quali rocce. Tra i campioni scelti dal francese, alcuni erano legati ai suoi studi, come un esemplare del Tirolo o un pezzo di granito siberiano, servito per costruire la base della statua equestre di Pietro il Grande (un frammento analogo è ancora conservato in Museo).

 
ultimo aggiornamento: 28-Lug-2017
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