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SMA Sistema Museale di Ateneo

Piante succulente

Le piante succulente, comunemente conosciute come piante grasse, devono il loro nome e il loro aspetto a una riserva d’acqua contenuta all’interno del fusto o delle foglie. Tale riserva idrica permette loro di vivere in ambienti caratterizzati da scarsità idrica.

Le succulente presentano un’ampia gamma di adattamenti per vivere in ambienti caratterizzati da scarsità di acqua. L’adattamento più vistoso è la succulenza: il tessuto di riserva localizzato nel fusto o nelle foglie permette alle piante di sopravvivere ai lunghi periodi di siccità.

La Collezione conta 850 esemplari appartenenti a 28 famiglie e 148 generi, la maggior parte dei quali è alloggiata nella serra fredda. Qui le piante sono suddivise in gruppi in modo da dare maggior risalto alle varie strategie adattative: succulenza fogliare (Agave e Aloe); succulenza del fusto nelle euforbie e nei cactus colonnari; Lithops, detti sassi viventi, caratterizzati dal mimetismo; le specie di HaworthiaoFenestrariacon porzioni di tessuto trasparente che funzionano da “finestre” per far passare la luce ai tessuti interrati dove avviene la fotosintesi; le piante ad anfora come Nolina e Calibanus.

Al di fuori della serra fredda, nel cassone 4 sono presenti circa 150 cactacee appartenenti a 36 generi.

La prima notizia sulla presenza di piante grasse nell’Orto Botanico di Firenze risale al 1890 quando furono accolti due esemplari di Aloe striata dal Giardino Hanbury della Mortola, nei pressi di Ventimiglia. Fino alla metà del XX secolo gli incrementi furono fatti esclusivamente tramite semi ottenuti da altri Orti botanici; successivamente la collezione si è arricchita di esemplari raccolti in natura nelle missioni in Sud America compiute da Luciano Giugnolini, tecnico dell’Orto botanico. Negli anni ’90 la collezione si è ulteriormente accresciuta di circa 550 nuovi esemplari provenienti da Orti botanici e da donazioni private. Di particolare importanza l’incremento delle cactacee (160) provenienti dalla sezione toscana dell’Associazione Italiana Amatori Succulente, dei Lithops donati dal collezionista Giuseppe Piccione di S. Floriano (Verona), dei 100 esemplari provenienti dalla collezione Lodi dell’Orto botanico di Bologna.

La Collezione è stata la base per il riconoscimento di specie sequestrate dal Corpo Forestale nell’ambito della Convenzione CITES sulla tutela di piante e animali dal traffico internazionale illegale. Le cactacee coltivate nel cassone 4 sono state oggetto di una sperimentazione volta a individuare le specie coltivabili senza riscaldamento e con il solo ausilio di una copertura in policarbonato. Il risultato della ricerca è disponibile nel bookshop: Fabiani L., Clauser M, 2007 – Coltivare piante grasse senza sprechi di energia. Museo di Storia Naturale, Firenze pp. 8

Per altri approfondimenti: Clauser M. - La collezione di succulente nell'Orto Botanico "Giardino dei Semplici" di Firenze: criteri espositivi e occasioni didattiche". Colloquio italo-francese "Il giardino informa, educa, insegna" Giardini Botanici Hanbury, 15-17 marzo 1996; Clauser M., 1996 - La collezione di succulente nell'orto Botanico "Giardino dei Semplici" di Firenze: criteri espositivi e occasioni didattiche". Inf. Bot. It. 28, n.3:507-508.

Contatti

Marina Clauser

Luigi Fabiani

 
 
ultimo aggiornamento: 30-Nov-2017
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