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MSN Museo di Storia Naturale

Piante acquatiche

Le piante acquatiche sono dislocate in serra calda (SC5) e nelle aiuole esterne; sono esempi di attività di conservazione (specie delle liste di attenzione toscane e nazionali, invasive aliene) e di strategie di sopravvivenza (organi galleggianti, ecc.).

Le idrofite sono piante adattate a vivere completamente o parzialmente sommerse nell’acqua. Presentano adattamenti particolari come organi galleggianti (foglie o piccioli) grazie alla presenza di tessuto aerifero, foglie grandi (massima attività fotosintetica) con stomi concentrati sulla pagina superiore, foglie sommerse laciniate o nastriformi (minore resistenza alle correnti), radici respiratorie che emergono dall’acqua e permettono lo scambio gassoso ai tessuti sommersi, foglie piccole e leggerissime (galleggiamento e massima mobilità). Le piante acquatiche possono essere galleggianti o radicate nel terreno.

Nell’Orto si trovano diversi esempi di idrofite dislocate in varie parti del giardino: nella serra calda (SC5) ci sono le piante sommerse e galleggianti che mostrano i principali adattamenti. Nelle vasche esterne si trovano alberi igrofili, specie di habitat protetti in Toscana, fior di loto, ninfee, piante cioè alle zone umide che rappresentano habitat di grande valore conservazionistico.

La presenza di piante acquatiche propriamente dette o legate comunque a zone umide risale al 1884 quando nell’Orto Botanico fu seminato un esemplare di Taxodiummucronatum Ten., proveniente dall’ Orto Botanico di Palermo e ora censito nell’Albo degli Alberi monumentali della Toscana. Nel 1937 furono introdotti 2 esemplari di cipresso calvo, Taxodiumdistichum (L.) Rich.: in entrambe le specie, anche se in particolar modo nel cipresso calvo, si possono notare gli pneumatofori (radici respiratorie).

L’incremento più cospicuo della collezione è stato realizzato negli anni 2005 e 2006 grazie a un finanziamento del Ministero dell’Istruzione per la diffusione della cultura scientifica che ha permesso l’acquisto di acquari e l’allestimento dell’esposizione. L’introduzione di specie selvatiche è stata realizzata grazie a missioni in Toscana con la collaborazione dei giardinieri dell’Orto botanico e di Lorenzo Lastrucci, del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze.

Alla collezione di piante acquatiche è legata la sperimentazione sulla sopravvivenza di invasive aliene in ambiente controllato (Lemna minuta, Myriophyllumaquaticum, Salvinia molesta, Eichhorniacrassipes) e alla conservazione ex situ di idrofite provenienti dallo Stagnone dell’isola di Capraia (LI) nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano, habitat di interesse comunitario: Ranunculusbaudotii.Baldelliaranunculoides, Potamogetoncrispus.

Per maggiori approfondimenti è disponibile nel bookshop: Clauser M., Lastrucci L., 2006 – Piante acquatiche: adattamenti e habitat. Museo di Storia Naturale, Firenze pp. 32.

Contatti

Marina Clauser

 

 

 
ultimo aggiornamento: 30-Nov-2017
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