Salta gli elementi di navigazione
banner
logo ridotto
logo-salomone
MSN Museo di Storia Naturale

Collezione Invertebrati

L’insieme dei fossili di animali invertebrati ammonta a oltre 200.000 esemplari, costituendo la più importante collezione paleontologica italiana e una delle massime d’Europa, se si considera anche il suo valore storico. Raccolta in oltre 150 vetrine al secondo piano del museo, è suddivisa in ordine stratigrafico, andando dai fossili del Cambriano di varie località europee a quelli del Pleistocene toscano, con bivalvi quali Arctica islandica testimoni delle più recenti fasi glaciali, passando per i fossili raccolti da Giotto Dainelli (1878-1968) durante la Spedizione De Filippi in Caracorum (1913-1914), i brachiopodi del Permiano di Palazzo Adriano in Sicilia, e le centinaia di ammoniti dal Triassico al Cretaceo, raccolte dentro e fuori Italia, con esemplari studiati da Giovanni Targioni Tozzetti (1712-1783) e Carlo De Stefani (1851-1924), solo per citare una piccola parte delle collezioni. La raccolta conosce una grande fase di espansione nel 1861 quando, per impulso del primo Comitato Geologico Italiano, si costituisce a Firenze la Collezione Paleontologica Centrale, strumento per il rilevamento della Carta Geologica d’Italia e luogo d’incontro dei più grandi paleontologi italiani.

Molti degli esemplari più significativi sono esposti nel corridoio centrale al piano terra lungo un’immaginaria “freccia del tempo” che può essere percorsa andando dai fossili più antichi ai più recenti, o in ordine opposto, dai resti di animali a noi più familiari, come le conchiglie di bivalvi e gasteropodi ancora presenti nel Mar Mediterraneo, a quelli di un passato remoto, sepolti nell’"oscuro abisso del tempo", come gli artropodi degli Scisti di Burgess, provenienti dal Canada e con un’età geologica di 500 milioni d’anni.

Nella “Sala della balena” al termine del percorso espositivo, sono esposti invertebrati fossili con l’intento di mostrare in un grande spazio immersivo le relazioni tra specie vissute nell’ecosistema del mare pliocenico toscano, che ha conosciuto la sua massima espansione circa 3 milioni di anni fa. Tra di essi i resti degli animali che si sono nutriti dei tessuti di una grande carcassa di balenottera, esposta al centro della sala, e le tracce lasciate dai “vermi mangiossa” rinvenute nei reperti delle collezioni storiche raccolte a Orciano Pisano nella seconda metà dell’ottocento.

Curatore: Stefano Dominici
 
ultimo aggiornamento: 07-Set-2017
Home page > Collezioni > Geologia e Paleontologia > Collezione Invertebrati
Unifi Home Page

Inizio pagina