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MSN Museo di Storia Naturale

Collezione Vertebrati

La Collezione dei Vertebrati fossili ammonta a più di 20.000 reperti, di cui oltre il 60% è costituito da mammiferi continentali del Pliocene e Pleistocene della Toscana. Una rilevante testimonianza della grande trasgressione marina pliocenica, è costituita dagli importanti esemplari di mammiferi marini (balene, delfini, sirenii) raccolti in Toscana dai primi del 1800 fino all’acquisizione più recente, uno scheletro di balena scavata nel 2007 a Orciano Pisano (Pisa, Toscana).

Reperti indicativi di ambiente forestale di clima caldo-umido, fra cui tapiri (Tapirus arvernensis), mastodonti (Zygolophodon borsoni), orsi (Ursus minimus), provengono dai livelli lignitiferi più profondi del Valdarno superiore. Dai depositi soprastanti proviene la ricca fauna di ambiente caldo tropicale, con esemplari-tipo di Equus stenonis, Leptobos vallisarni, Leptobos etruscus, Hippopotamus antiquus, Stephanorhinus etruscus, Homotherium crenatidens, Sus strozzii, Mammuthus (Archidiskodon) meridionalis.

Importante la raccolta di faune mioceniche della Maremma, i cui fossili rappresentano un’associazione endemica di elementi di origine africana (coccodrilli, scimmie e tartarughe) ed europea (cervidi, suidi, bovidi), tra i quali spicca lo scheletro di scimmia antropomorfa Oreopithecus bambolii, raccolto nella miniera di lignite di Baccinello (Grosseto) nel 1958 dal Prof. Hürzeler di Basilea. La specie O. bambolii , istituita da Paul Gervais nel 1872 su una mandibola delle collezioni fiorentine, è sempre stata oggetto di un acceso dibattito scientifico internazionale relativo alla sua posizione nell’albero filogenetico che porta a Homo sapiens.

La Collezione dei Vertebrati comprende significative faune tardo-quaternarie di grotta, come quelle della Tecchia di Equi (Fivizzano, Toscana), frequentato fin da 50.000 anni fa, come testimoniano gli abbondanti resti di una fauna estinta e i diversi manufatti e ossa umane. Più di cento anni di scavi nella Tecchia hanno restituito una grande quantità di orso delle caverne, associato a leone, leopardo e tante altre specie di mammiferi, pesci, anfibi e uccelli.

Significativa la collezione Fucini, un insieme di 1200 campioni raccolti dal geologo fiorentino nei primi decenni del Novecento sui Monti Pisani, contenenti orme o tracce di vari organismi. Importante e di estrema rarità la piccola orma tridattila denominata Grallator toscanus, del Triassico medio - superiore, lasciata da un piccolo dinosauro teropode bipede.

Oltre ai reperti toscani si conservano anche molti resti di famose località fossilifere italiane e straniere, tra i quali i pesci dell’Eocene di Bolca (Verona), il rinoceronte lanoso del Pleistocene della Siberia, gli uccelli Moa della Nuova Zelanda, il mosasauro cretaceo della Nigeria, il bradipo gigante e i gliptodonti della megafauna sudamericana, acquistati, ottenuti in dono o scambio dai vari studiosi o raccolti dal personale del nostro museo.

Curatore: Elisabetta Cioppi
 
ultimo aggiornamento: 07-Set-2017
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