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SMA Sistema Museale di Ateneo

Dipinti, disegni, fotografie

Dipinti

Quella dei quadri a soggetto vegetale è una delle collezioni della Sezione che più richiamano l’origine granducale del Museo. Sono 58 i dipinti ad olio di natura morta che abbelliscono le sale della Sezione fin dal loro allestimento nel 1775, da un’idea del Granduca Pietro Leopoldo di Lorena di collocare nelle sale della Botanica del nascente Museo di Fisica e Storia Naturale un certo numero di dipinti a soggetto botanico provenienti dalle Ville Medicee. Tra questi, una trentina sono di Bartolomeo Bimbi (1648-1730), pittore di corte di Cosimo III de’ Medici, uno è di Filippo Napoletano (1589-1629), due sono attribuiti a Bartolomeo Ligozzi (1620-1695 circa) e uno a Baccio Del Bianco (1604-1656), mentre i restanti sono copie settecentesche dagli originali del Bimbi, conosciuti come ‘campionari di frutti’ oggi conservati nel Museo della Natura Morta a Poggio a Caiano.

I quadri, talvolta anche molto grandi, illustrano barbabietole, cocomeri, tartufi, zucche e poponi dalle dimensioni straordinarie, tutti ritratti a grandezza naturale, così come piante di frumento, di fave o di zucchine eccezionalmente produttive. Da sottolineare gli straordinari ritratti di cavoli o degli agrumi bizzarri e mostruosi tanto ricercati dalla famiglia Medici. Alcuni dei dipinti più grandi oggi sono collocati nelle sale della Biblioteca di Botanica.

Tutti i quadri sono caratterizzati da un estremo rigore scientifico, non solo nella riproduzione quasi fotografica dei vegetali ma anche nella precisa annotazione nei cartigli della provenienza del frutto o ortaggio e delle sue straordinarie dimensioni. Infatti, negli stessi anni di Bimbi, era attivo il grande Pier Antonio Micheli (1679-1737), con la mansione di botanico di corte, nei cui manoscritti non mancano frequenti riferimenti ai quadri del pittore, con annotazioni di tipo tassonomico, in una sorta di integrazione scientifica.

La quasi totalità delle opere è stata ripulita e restaurata nel corso di questi ultimi anni, a cura della scuola di restauro dell’Università Internazionale dell’Arte di Firenze. Esse sono tra gli oggetti più richiesti della Sezione per mostre sulla natura morta.

 

Disegni

Per quanto riguarda i disegni botanici, la Sezione conserva alcune collezioni di particolare rilievo. Si tratta dei disegni di Adriano Fiori (1865-1950) e di Odoardo Beccari (1843-1920).

Di Fiori, uno dei più famosi botanici italiani, si conservano i disegni originali che pubblicò nell’ Iconographia Florae Italicae (1895-1904). All’inizio si contarono 4.236 disegni d’insieme e 12.540 di particolari, che successivamente, nella Nuova Flora Analitica (1933) aumentarono fino ad arrivare rispettivamente a 4.419 e 13.020. Per una tale quantità di lavoro, Fiori fu affiancato da due aiutanti disegnatori. Gli originali, tuttora in ottimo stato di conservazione, sono disegnati su fogli semitrasparenti di vario formato e conservati all’interno di contenitori.

Anche Beccari realizzò una vasta collezione di disegni, in parte autografi, usati per illustrare campioni botanici o come appunti di studio. Una raccolta importante fa parte dell’Herbarium Palmarum, costituita da tavole illustranti i particolari morfo-anatomici di specie di palme; un’altra raccolta, che non riguarda le Palme, è custodita presso la Biblioteca di Botanica.

Degni di nota anche i disegni autografi realizzati da Ugolino Martelli (1860-1934) a corredo di tanti campioni della sua collezione della famiglia di Pandanaceae, oggi conservata nel nostro erbario, di inestimabile valore e unica al mondo.

 

Fotografie

Un’altra collezione particolare è quella delle lastre fotografiche di vetro realizzate tra la fine dell’800 e il ‘900. L’uso scientifico della fotografia, come nuovo strumento di indagine in campo botanico si deve a Giorgio Roster (1843-1927) e ai già citati Odoardo Beccari e Ugolino Martelli.

Il medico Giorgio Roster si occupò di fotomicrografia, della fotografia stereoscopica e della telefotografia. La sua raccolta è costituita da 538 lastre di vetro negative, che hanno come soggetti paesaggi, piante di ambienti naturali o esotiche coltivate nel suo giardino ‘dell’Ottonella’ all’isola d’Elba.

Anche Odoardo Beccari usò la fotografia come mezzo di supporto alla ricerca, tanto che si fece costruire un modello di camera appositamente per i campioni di piante, in modo da non capovolgerli. I soggetti delle foto sono soprattutto Palme, campioni interi o parti di esse, per un totale di 1.382 lastre di grandi e medie dimensioni. Oggi queste lastre sono custodite, sulla base di un accordo, presso gli Archivi del Museo Alinari a Firenze.

Ugolino Martelli utilizzò la fotografia allo stesso modo del maestro Beccari, per documentare il suo lavoro di ricerca sulla famiglia delle Pandanacee. A supporto delle 599 lastre fotografiche realizzate egli compilò anche un registro in cui sono elencate tutte le foto corredate dei relativi riferimenti alla provenienza dei campioni o gli erbari in cui questi erano conservati.

A queste raccolte più famose sono da aggiungere 145 negativi di vetro, di piccolo formato, relativi alle Felci di Adriano Fiori; poche decine di negativi inerenti la flora della Libia di Renato Pampanini (1875-1945); una piccola collezione di immagini di soggetto antropologico fatte da Odoardo e Nello Beccari e da R.E.G. Pichi Sermolli (1912-2005).  A queste collezioni ‘storiche’ si aggiungono le migliaia di diapositive, negativi, stampe e immagini digitali che vengono continuativamente realizzate a supporto delle attività di ricerca, di prestito e di divulgazione.

 
ultimo aggiornamento: 02-Ott-2017
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