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SMA Sistema Museale di Ateneo

Meteoriti

“Sassi” dal cielo: la collezione di meteoriti


Seppure non particolarmente ricca (meno di 100 esemplari) la collezione di meteoriti è interessante, per la presenza di esemplari unici che hanno fatto la storia dello studio dei corpi extraterrestri. Infatti, anche se all’inizio non fu colta la loro importanza, nelle raccolte fiorentine sono conservati fino dal ‘700 frammenti di due celebri meteoriti: quella Pallas, descritta nei cataloghi del Museo del 1776, e quella di Siena, caduta nel 1794.

A fine ‘700 venne elaborata la prima teoria sull’origine extraterreste delle meteoriti, ma fu necessario parecchio tempo perché fosse accettata; così gli esemplari più antichi presenti in Museo furono a lungo considerati delle semplici curiosità. La meteorite Pallas, raccolta dal viaggiatore P. Pallas nel suo viaggio attraverso l’Impero, ha dato il nome ad una classe di meteoriti (le pallasiti, composte da una lega ferro-nickel e da minerali del gruppo dell’olivina) e a seguito del suo studio fu elaborata la teoria sull’origine extraterrestre di questi corpi. Oggetto di un volume di A. Soldani sull’eccezionale evento, la caduta della meteorite di Siena del 1794, di cui il Museo conserva un frammento, suscitò un’accesa discussione e alcuni studiosi ipotizzarono addirittura, data la coincidenza con un’eruzione del Vesuvio, che si trattasse di lapilli eruttati dal vulcano. Sempre fra le meteoriti più antiche possiamo ricordare quelle cadute a Renazzo (1824), Monte Milone (1846), Girgenti (1853) e Alfianello (1883). In particolare la Renazzo rappresenta un caso di rarissima condrite carbonacea e ne costituisce il campione tipo. Da notare che, a parte la meteorite Pallas, tutti i frammenti antichi sono di provenienza italiana, mentre sono più recenti le acquisizioni di materiale proveniente dall’Africa, dalla Russia e dal Messico.

Solo negli ultimi trent’anni il Museo ha rinnovato il suo interesse verso questo tipo di materiali, ma questa volta con un supporto scientifico che ha seguito l’evoluzione delle ricerche. Quindi ci sono state importanti acquisizioni, di notevole valore anche dal punto di vista espositivo: nel 1977 si registra l’acquisto della meteorite Chupaderos, un ferro meteoritico (cioè una meteorite composta prevalentemente da leghe ferro-nickel) scoperto in Messico nel 1852 dal peso di 28 kg. Successivamente nel 1994 vengono acquistati altri due esemplari di meteoriti: la prima, del peso di 5.8 kg, è un campione di Gibeon, scoperta in Sud Africa nel 1836; la seconda, del peso di 20.7 kg, è un frammento della Sikhote-Alin, caduta nel 1947 nella Russia orientale.

Quello delle meteoriti è un settore il cui studio è in pieno sviluppo e, proprio per consentire un ulteriore passo avanti nelle ricerche, si sono moltiplicate le spedizioni di raccolta; nel 2001 personale del Museo ha partecipato ad una spedizione nel Sahara libico per la ricerca di meteoriti, finanziata dalla Provincia di Prato. La missione risultò alquanto fruttuosa: furono ritrovate 13 nuove meteoriti condritiche che, in parte, entrarono a far parte della collezione meteoriti del Museo.

 
ultimo aggiornamento: 28-Lug-2017
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