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Villa Galileo

Villa Galileo

Villa Galileo è la dimora in cui il grande scienziato trascorse l'ultima parte della sua vita, confinato agli arresti domiciliari dalla condanna del Santo Uffizio del 1633. 

Parte di una tenuta denominata "il Gioiello", la Villa, dal 1920 Monumento Nazionale, appartiene al Demanio dello Stato, settore storico-artistico, in consegna all'Università degli Studi di Firenze, che, attraverso il Sistema Museale di Ateneo, cura il mantenimento e la valorizzazione della Villa e del resede con l'appezzamento di terreno dove era l'orto galileiano.

Restaurata nel 2006, la Villa ospita conferenze e seminari - organizzati dai centri di ricerca e alta formazione che sorgono ad Arcetri, uniti dall'accordo denominato "Colle di Galileo" - ed è visitabile su prenotazione.

 

La Villa e il suo giardino raccontano ancora oggi gli studi scientifici, gli affetti familiari, le relazioni con gli allievi e la passione per le vigne di Galileo. 

Galileo affittò la Villa nel 1631, spinto dalla figlia Virginia, monaca con il nome di Suor Maria Celeste, insieme alla sorella minore, nel monastero di San Matteo, distante appena 300 metri. Le figlie desideravano che il padre, ormai anziano, abitasse vicino e non dovesse, per visitarle, affrontare le due ore di viaggio in groppa a un mulo, necessarie per raggiungerle dalla villa di Bellosguardo dove abitava prima di trasferirsi al Gioiello. Qui, dalla finestra della stanza che scelse come studio, Galileo poteva vedere la vigna del convento delle sue figlie, la Verdea di Arcetri, che produceva il vino. Con lui viveva la domestica Piera che curava i lavori quotidiani seguendo gli ordini attenti di Virginia, che pur essendo monaca di clausura, gestiva dal convento gli aspetti pratici della vita del padre.

Dalla Villa partì, per la sua prima stampa nel 1632, il manoscritto del “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, sequestrato dopo pochi mesi e ristampato successivamente in Olanda, e fra queste stesse mura, Galileo completò la sua ultima grande opera, i “Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze”, pubblicata nel 1638 in Olanda quando Galileo era ormai divenuto completamente cieco.

La cecità non gli impedì di lavorare e molti collaboratori si alternarono al Gioiello per aiutarlo. Tra questi, Vincenzo Viviani e Evangelista Torricelli, discepoli e interlocutori di dotte discussioni scientifiche, che vissero al Gioiello con Galileo negli ultimi mesi di vita del Maestro. Galileo morì alla Villa l'8 gennaio 1642 e fu sepolto in una stanza secondaria a Santa Croce senza celebrazioni solenni.


La villa si trova in via Pian dei Giullari, 42 - Firenze  

 

 

 
ultimo aggiornamento: 14-Giu-2018
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