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SMA Sistema Museale di Ateneo

Osteologia e Preistoria

Cranio

Perché studiare le ossa?

Lo studio dei reperti scheletrici consente di ottenere una ricostruzione diretta delle condizioni di vita delle popolazioni scomparse. Questo tipo di studio può essere fatto a vari livelli: morfologico, istologico, biochimico e molecolare. Per fare un esempio, dallo studio macroscopico, istologico e radiografico delle lesioni presenti sullo scheletro, è possibile risalire alle malattie delle quali erano affette le popolazioni del passato e comprenderne l’origine e la diffusione attraverso l’individuazione del DNA batterico. Le lesioni sullo scheletro possono portare a diagnosticare episodi traumatici, conseguenze di conflitti tra individui, i cosiddetti ‘marcatori di stress’ presenti sullo scheletro e riconducibili ai movimenti ripetutamente effettuati, alla postura ed al carico meccanico sopportato in vita possono informarci sul tipo di lavoro svolto e offrire gli strumenti per formulare ipotesi ricostruttive circa l’economia, lo di stile di vita, la divisione del lavoro all’interno delle antiche società. L'analisi degli isotopi stabili di carbonio e azoto su resti scheletrici umani di popolazioni del passato, si concentrano sulla capacità di associare il rapporto isotopico di questi elementi con grandi classi di alimenti cosi da poter ricostruire, per linee generali, la dieta consumata. 

Alle origini delle popolazioni

Lo studio dello scheletro umano è inoltre utile all’identificazione dell’origine delle popolazioni e delle parentele esistenti tra loro. Per esempio, la struttura dei tubercoli dentari, come anche alcuni caratteri non metrici dello scheletro, essendo determinati geneticamente, sono utilizzabili come marcatori di affinità e di migrazione, mentre le datazioni del tessuto osseo con il metodo degli isotopi radioattivi consente di attribuire una età ai reperti.

I resti scheletrici offrono inoltre la possibilità di procedere all’analisi del DNA antico, utilizzata per individuare le caratteristiche genetiche delle popolazioni aborigene contemporanee con lo scopo di determinarne l’origine e le rotte migratorie.

La capacità dello scheletro umano di rispondere alle sollecitazioni interne ed esterne e di conservarne traccia fa quindi delle collezioni osteologiche un eccezionale e insostituibile archivio antropologico.

Le collezioni
Le serie di reperti scheletrici di epoca preistorica – protostorica (dal Paleolitico Medio all’Età del Ferro compresa), sono costituiti per la stragrande maggioranza da crani Etruschi provenienti da numerose località, soprattutto delle province di Siena e Grosseto. Questi furono acquisiti dal museo fin dagli anni immediatamente seguenti la sua fondazione. Ai primi anni del ‘900 risalgono invece reperti di epoca Neolitica provenienti dagli scavi di Ettore Regàlia sull’isola di Palmaria. In seguito, entrarono a far parte delle collezioni del museo reperti del Paleolitico Medio provenienti dalla Buca del Tasso (LU), oltre ad una cinquantina di reperti di epoca Eneolitica provenienti da varie grotticelle sepolcrali (Le Pianacce, La Tana) nel comune di Camaiore (LU). Di epoca Eneolitica anche circa 20 reperti dalla Grotta di Equi, in Lunigiana. Un numero consistente di serie scheletriche della cultura Eneolitica del Rinaldone (circa 80 reperti) proviene invece da vari siti della provincia di Grosseto e dell’Alto Lazio (Ponte San Pietro, Garavicchio, Chiusa d’Ermini, La Porcareccia), risultato delle attività di scavo congiunta di E. Rittatore e Luigi Cardini, condotte tra la metà degli anni ’50 e i primi anni ’60 del ‘900.

Inoltre, tra le collezioni preistoriche, si trovano una notevole quantità di reperti probabilmente di epoca Neolitica, risalenti agli scavi condotti alla fine dell’800 da N. Morelli e A. Issel alla Grotta delle Arene Candide, e da GB Rossi alla Grotta Pollera.  

Queste collezioni sono oggetto di assidue ricerche, grazie alla collaborazione del prof. Jacopo Moggi Cecchi del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze.


Referente MSN: Monica Zavattaro

 
ultimo aggiornamento: 03-Apr-2018
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