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SMA Sistema Museale di Ateneo

Peperoncini

Di peperoncini coltivati esistono migliaia di varietà diversificate per forma, colore, dimensioni, sapore e piccantezza del frutto. Tale ricchezza varietale deriva da 5 specie spontanee originarie dell’America, appartenenti alla famiglia delle Solanaceae: Capsicum annuum L., dal quale deriva la maggior parte di peperoncini coltivati; C. chinense Jacq. progenitore degli Habanero e delle varietà più piccanti; C. frutescens L., C. baccatum L., C. pubescens Ruiz & Pav.

Ogni anno, all’inizio di autunno, l’Orto botanico organizza “Le forme del piccante”, una mostra temporanea dedicata a più di 70 varietà di peperoncino; accanto alle varietà sono presenti anche le specie spontanee che le hanno originate.

Per una migliore comprensione della collezione, pannelli illustrati descrivono le caratteristiche delle specie selvatiche, la loro area di origine, la domesticazione, le vie di diffusione dei peperoncini nel resto del mondo dopo la scoperta dell’America.

Altri approfondimenti sono dedicati all’utilizzazione del frutto come spezia: diffusa in tutto il mondo, è elemento caratteristico di piatti locali tradizionali come gulash in Ungheria, harissa in Tunisia, yassa in Senegal, ndujia in Calabria, ma anche di nuove sperimentazioni culinarie come componente di gelati, cioccolate, liquori, confetture. Sono riportate alcune ricette che esaltano il sapore di particolari varietà.

Un altro capitolo è dedicato alla piccantezza: come si misura, come si neutralizza se non si sopporta il bruciore, quali sono i peperoncini più piccanti al mondo.

Altre notizie riguardano l’uso medicinale del frutto, di antichissima tradizione nei popoli sudamericani, ma ancora oggi presente in balsami, cerotti, stick ad azione revulsiva e antidolorifica. Il peperoncino è stato oggetto di ricerca farmacologica: il biochimico ungherese Albert Szent-Györgyil, premio Nobel nel 1937 per la Fisiologia e Medicina, estrasse grandi quantitativi di vitamina C per studiare l’ossidazione biologica e l’attività antiscorbutica proprio dal peperoncino. Tuttora questo frutto è oggetto di ricerca: in particolare si studia la capacità di bloccare la sostanza prodotta sui recettori del dolore; capire le modalità di attivazione delle sensazioni dolorifiche diverse da quelle bloccate da aspirina e fans, è la premessa per individuare nuovi farmaci per lenire quei tipi di dolore che non possono essere trattati dagli attuali analgesici.

Al momento della mostra – realizzata anche grazie al contributo dei volontari dell’orto - la cui durata dipende dall’andamento stagionale, viene promossa la vendita delle varietà destinando il ricavato ad associazioni che si occupano di solidarietà sociale, come la Cooperativa sociale Le Rose dell’Impruneta (FI) e l’associazione Filiderba di Firenze.

Per gli approfondimenti è disponibile il libretto “Peperoncini” di M. Clauser, A. Grigioni e M. Landi (€ 3) in vendita nel bookshop dell'Orto Botanico. oppure online


Contatti

Marina Clauser

Sergio Ferli

Andrea Grigioni

 

 

 
ultimo aggiornamento: 24-Nov-2017
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