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SMA Sistema Museale di Ateneo

Pteridofite

Le pteridofite costituiscono un grande gruppo di piante vascolari che comprende le felci, gli equiseti, i licopodi. Discendono da antichissimi gruppi di piante vascolari che dominarono le flore del Paleozoico, soprattutto durante il Carbonifero. In questo periodo infatti le estese paludi che occupavano vaste regioni del Globo erano coperte da foreste la cui componente principale era costituita da grandi licopodi arborei (sigillarie e lepidodendri) che potevano superare i 50 metri in altezza. In quel periodo grande importanza assunsero anche le “felci del Carbonifero” che in buona misura contribuirono a formare imponenti depositi fossili.

Le pteridofite sono piante vascolari che si riproducono per spore, quindi non producono semi né tanto meno fiori. Il loro ciclo biologico presenta un’alternanza di generazioni: la fase diploide è rappresentata da un individuo (sporofito) composto anatomicamente da radice, fusto e foglie con tessuti ben differenziati. Esso produce all’ interno di organi detti sporangi le spore. Da esse di origina il gametofito aploide, di norma di piccole dimensioni e con tessuti non differenziati che produce i gameti maschili e femminili che unendosi daranno origine ad un nuovo sporofito.

Già dal XVIII secolo abbiamo testimonianze della presenza di felci in coltivazione nell’Orto Botanico di Firenze: infatti in un catalogo redatto da Giovanni Targioni Tozzetti nel 1748 venivano elencate 12 specie di felci.

Attualmente il catalogo riporta 211 esemplari appartenenti a 129 specie, alcuni dei quali introdotti tra la fine dell'Ottocento ed i primi anni del Novecento. Purtroppo a causa dell’incompletezza delle informazioni contenute nei cataloghi storici non abbiamo notizie sulla provenienza e data di acquisizione di molti esemplari che comunque sono sicuramente presenti nella collezione da moltissimi anni. In tempi recenti si è avuto un notevole incremento della collezione sia con esemplari raccolti in natura nel corso di varie missioni in Messico, India e Nepal, Uganda e Sumatra (anni ’80 e ’90 del secolo scorso). Ricca è anche la collezione di specie presenti sul territorio regionale. In questi ultimi anni ha avuto un notevole incremento non l’introduzione di numerosi taxa ottenuti soprattutto per propagazione da spore. Buona parte della collezione è ospitata in una serra dedicata. Molti esemplari, ben adattati alle condizioni climatiche del territorio, sono coltivati in piena terra all’esterno.

Contatti

Luciano Di Fazio

 

 
ultimo aggiornamento: 24-Nov-2017
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