Salta gli elementi di navigazione
banner
logo ridotto
logo-salomone
SMA Sistema Museale di Ateneo

Festuche

Il genere Festuca rappresenta uno dei generi critici per la flora del sud Europa: il Dipartimento di Biologia di Firenze da più di 20 anni è impegnato nella revisione critica del genere. Per il supporto alla ricerca è stata realizzata una collezione fra le più importanti in Europa comprendente anche numerosi tipi viventi.

La collezione dell’Orto Botanico di Firenze dedicata al genere Festuca è una delle più importanti in Europa. Comprende circa 200 esemplari appartenenti a oltre 70 specie ed è in continuo incremento. Le specie sono state raccolte in diverse località europee, soprattutto in Italia. Molti campioni sono stati prelevati nel “locus classicus”, luogo di prima descrizione dell’entità: si tratta quindi di tipi viventi.

La collezione è di supporto alle attività di ricerca, ma si pone anche come elemento di approfondimento per i visitatori: si tratta infatti di specie poco conosciute, ma largamente utilizzate in agronomia, zootecnica, arredo urbano, recupero di aree degradate (cave, discariche e miniere), manutenzione delle piste da sci, difesa e stabilizzazione del suolo in aree acclivi. Le festuche, in associazione con altre graminacee, sono usate per formare tappeti erbosi da calpestare, prati ornamentali, campi da tennis come quello di Wimbledon.

Il genere Festuca è considerato uno tra i più complessi della flora italiana sia per la grande variabilità, sia per l’assenza di caratteri chiari che permettano la netta distinzione ed identificazione delle specie.

Per ampliare le conoscenze relative al genere Festuca in Italia, dal 1996 si è costituito un gruppo di ricerca al quale afferisce il personale dell’Università di Firenze e dell’Università di Pavia. La ricerca si effettua su campioni prelevati in natura: di questi, un esemplare è essiccato e studiato successivamente, gli altri sono destinati alla collezione viva dell’Orto Botanico per la determinazione del numero cromosomico.

In base alla ricerca effettuata sulla collezione, sono state riconosciute più di 100 entità interpretate a vario rango (specie e sottospecie). Sono state descritte nuove specie (per es. Festuca riccerii Foggi et Graz. Rossi, endemismo dell’Appennino Tosco-Emiliano). Le ricerche sono indirizzate allo studio della variabilità morfologica, dei corredi cromosomici e della variabilità genetica. È stato, inoltre, effettuato il confronto tra la sezione trasversale del lembo fogliare del campione secco e quella dell’esemplare vivo, in modo da rilevare eventuali differenze conseguenti alla coltura in vaso. Questo ha permesso di valutare la persistenza e l’affidabilità dei caratteri come discriminanti per il riconoscimento delle varie specie.

Importante anche l’aspetto della conservazione legato alla ricerca che fornisce elementi informativi sul corretto uso delle specie per gli inerbimenti (per es. delle piste da sci) nelle praterie d’altitudine ad elevata naturalità, dove è necessario intervenire con specie autoctone, evitando rischi di inquinamento genetico e conseguente messa a rischio di ecotipi locali, in osservanza alla normativa in materia di conservazione di biodiversità.

Contatti
Marina Clauser
Claudio Marraccini

 
ultimo aggiornamento: 24-Nov-2017
Unifi Home Page

Inizio pagina