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SMA Sistema Museale di Ateneo

Odoardo Beccari

Odoardo Beccari (1843-1920) nacque a Firenze ma, rimasto orfano in tenera età, studiò a Lucca sotto la guida dell’abate Ignazio Mezzetti (1820-1876), naturalista e botanico, e già giovanissimo iniziò le prime raccolte di piante. Continuò gli studi presso l’Università di Pisa ma, a causa di divergenze col docente Pietro Savi, concluse gli studi a Bologna laureandosi con Antonio Bertoloni nel 1864. A Bologna conobbe il marchese Giacomo Doria, genovese, naturalista ed esploratore, con il quale decise di intraprendere un viaggio per esplorare le regioni sconosciute del Borneo. Per prepararsi al viaggio il giovanissimo Odoardo trascorse alcuni mesi negli erbari di Kew e del British Museum di Londra, e in quel periodo conobbe il Raja del Sarawak, Sir James Brooke, che gli offrì il suo aiuto una volta giunto in Borneo. Nel 1865 partì per il Borneo, dove rimase fino al 1868. Altre due furono le spedizioni che compì verso il sud-est asiatico e l’Oceania: la seconda dal 1871 al 1876, nelle isole Celebes, nelle Molucche e in Nuova Guinea, la terza dal 1877 al 1878, in Australia, Tasmania, Nuova Zelanda e Sumatra, dove scoprì il famoso Amorphophallus titanum, spettacolare aracea dall’enorme infiorescenza che ancora attrae centinaia di visitatori in occasione delle rare fioriture negli orti botanici. Tra le prime due spedizioni, nel 1870, riuscì anche a compierne una in Africa Orientale, con incarichi “esplorativi” in aree destinate a divenire successivamente colonie italiane. Da tutti questi viaggi, nonostante le condizioni disagiate, il rischio di malattie e i contatti con tribù indigene schive e potenzialmente ostili, Beccari riportò una quantità straordinaria di reperti zoologici, botanici, antropologici ed etnologici che egli stesso raccolse e preparò con grande cura. I primi vennero collocati soprattutto nel Museo Civico di Storia Naturale di Genova, fondato dal marchese Doria, ma numerosi duplicati vennero distribuiti ad altri musei, tra i quali quello di Firenze. Conclusa la stagione dei grandi viaggi, Beccari si stabilì definitivamente a Firenze e nel 1878 venne nominato direttore dell’Erbario Centrale Italiano, dopo la morte di Filippo Parlatore, dedicandosi allo studio delle proprie collezioni botaniche e pubblicando i risultati dei suoi studi e i resoconti dei suoi viaggi, il più famoso dei quali, Nelle foreste del Borneo, solo in età avanzata, nel 1902. Per un certo periodo, tra il 1890 ei primi del 1900, Beccari interruppe i suoi studi a causa di contrasti insorti con la Direzione del Museo di Storia Naturale. Successivamente riprese la sua attività concentrandosi su un gruppo sistematico in particolare, quello delle palme, per il quale acquisì un’autorità di fama mondiale: palme non solo osservate, raccolte, studiate e descritte, ma anche disegnate e fotografate con estrema perizia dal Beccari, che tra gli altri meriti ha quello di pioniere della fotografia scientifica. L’Erbario della Malesia e quello delle palme di Beccari sono stati fondamentali per l’arricchimento delle collezioni botaniche conservate nel Museo e sono ancora uno dei motivi per cui continua ad essere un centro di ricerca frequentato dai maggiori studiosi del mondo.

 

 

 
ultimo aggiornamento: 02-Ott-2017
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