Salta gli elementi di navigazione
banner
logo ridotto
logo-salomone
SMA Sistema Museale di Ateneo

Philip Barker Webb

Nato in Surrey da una nobile famiglia inglese, fin da giovane Philip Barker Webb (1793-1854) dimostrò un grande interesse sia verso le lingue classiche (studiò infatti latino e greco oltre all’italiano, al francese e allo spagnolo) sia verso la botanica e la geologia. Questi suoi interessi, insieme alla grande passione per i viaggi, lo portarono a visitare molto presto l’Italia, dove effettuò le sue prime raccolte botaniche, la Grecia e la Turchia, alla scoperta di importanti siti archeologici, infine la Spagna e il Portogallo, da cui ricavò i materiali per un paio di pubblicazioni botaniche sulla flora di quei paesi. Nel 1828 si imbarcò su un piroscafo inglese in partenza per il Brasile, ma durante uno scalo sull’isola di Tenerife, nell’arcipelago delle Canarie, decise di fermarvisi fino all’agosto del 1830. Dalle Canarie Webb sarebbe tornato in Europa solo dopo averne esplorate tutte le isole, con ben 2 navi cariche di reperti naturalistici. Dal loro studio, insieme all’amico e compagno di raccolte Sabin Berthelot (1794-1880), pubblicò tra il 1836 e il 1850 l’opera monumentale in 3 volumi ‘Histoire Naturelle des Isles Canaries’, dei quali quello intitolato ‘Phytographia Canariensis’ costituisce una vera e propria Flora dell’arcipelago, opera mai affrontata prima e ricca di oltre 200 specie nuove per la scienza. Per studiare le sue raccolte e, soprattutto, quelle ottenute o acquistate dai numerosi botanici e raccoglitori che in quegli anni stavano esplorando per la prima volta paesi lontani e sconosciuti, Webb aveva acquistato a Parigi un appartamento che ben presto si trasformò in un grande erbario privato, un luogo aperto a tutti gli studiosi e corredato da una vastissima biblioteca botanica. A Parigi avvenne anche l’incontro con Filippo Parlatore, con il quale si stabilì da subito una grande simpatia, tanto che Webb appoggiò fortemente l’idea del giovane siciliano di fondare un erbario centrale italiano a Firenze. Per due volte l’inglese venne in Italia a visitarlo e fu conquistato da quello che Parlatore aveva saputo realizzare, tanto che decise di lasciare in eredità al Museo fiorentino tutte le sue collezioni, biblioteca inclusa, e addirittura una rendita annua per il loro arricchimento, purché Parlatore ne fosse il curatore. Due anni dopo la morte di Webb, nel 1856, il Museo si arricchì ‘improvvisamente’ di quello che era considerata all’epoca la più grande collezione botanica privata del mondo, con oltre 230.000 campioni d’erbario e migliaia di preziosissimi volumi, collezione che rappresenta ancor oggi una delle nostre maggiori ricchezze, continuamente visitata e consultata da studiosi di tutto il mondo.

 

 

 
ultimo aggiornamento: 02-Ott-2017
Unifi Home Page

Inizio pagina