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SMA Sistema Museale di Ateneo

Nico Koekkoek

La collezione Koekkoek è formata da 3500 esemplari, quasi tutti di piccolissime dimensioni, rappresentanti circa 2500 specie mineralogiche. Si tratta di una raccolta di esclusivo interesse scientifico, nella quale è stato recentemente scoperto il primo quasicristallo naturale.

Questa raccolta costituisce il tipico esempio di una moderna collezione: piccoli esemplari (osservabili in modo dettagliato esclusivamente al microscopio) che occupano poco posto ma sono rappresentativi di numerosissime specie mineralogiche anche molto rare e rinvenibili solo in individui di ridottissime dimensioni.

La collezione dell’olandese N.Koekkoek riunisce circa 3500 campioni, ciascuno contenuto in una piccola scatola cubica di 2,5 cm di lato, ma rappresentativi di oltre 2500 specie mineralogiche, molte delle quali non presenti in Museo all’atto dell’acquisto nel 1990. Quindi l’arrivo di questi esemplari, dopo le grandi collezioni di elevato valore estetico, ha elevato in modo notevole il livello scientifico, già notevole, delle raccolte fiorentine. A corredo dei campioni è conservato l’elenco manoscritto, completo e dettagliato, tanto che riporta anche un paio di esemplari di ghiaccio che, ovviamente, non hanno fatto il viaggio dall’Olanda a Firenze.

Il lavoro di ricerca sugli esemplari ha confermato il valore della collezione, riservando anche una grossa sorpresa: la scoperta del primo quasicristallo naturale da parte di L. Bindi, che all’epoca prestava la sua opera in Museo.

Secondo le regole classiche della cristallografia, gli atomi nei minerali si dispongono in modo regolare, cioè periodico. Questo si verifica in presenza di certi elementi di simmetria di rotazione, in particolare quelle di ordine uno, due, tre, quattro e sei; le simmetrie di rotazione di ordine cinque, sette, otto o di grado più alto sono proibite. I quasicristalli sono, invece, caratterizzati da una quasi periodicità, cioè non rispondono alle leggi classiche della cristallografia e mostrano delle simmetrie di rotazione di ordine cinque. I primi quasicristalli sono stati scoperti nel 1982 durante lo studio di leghe artificiali di alluminio e manganese sovra raffreddate e solo dopo oltre venti anni si è avuta l’evidenza che tali materiali potevano esistere anche in natura, col rinvenimento del  primo esempio trovato come minerale. La nuova specie è stata chiamata icosahedrite e il suo olotipo è depositato, secondo le regole internazionali, presso questo Museo

 
ultimo aggiornamento: 28-Lug-2017
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