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SMA Sistema Museale di Ateneo

Collezione gemme

Questa raccolta riunisce pietre sfaccettate e grezze di valore gemmologico, sia naturali che sintetiche e artificiali. I campioni presenti in Museo fino dalle sue origini sono spesso di qualità non altissima, mentre quelli più recenti sono stati acquisiti per finalità espositive e rispettano l’importanza odierna in gioielleria di certe specie. Così tra le prime si trovano diamanti, smeraldi, quarzi e granati, mentre tra le seconde, alessandriti, kunziti e tanzaniti.

La collezione gemme comprende, accanto ad una scelta delle più importanti pietre preziose, due esemplari grezzi veramente unici: il topazio giallo di 151kg — entrato in Museo nel 1947 tramite uno scambio col collezionista americano Caplan—e un’acquamarina di quasi 100 kg, con una porzione di qualità gemmologica, appartenente alla collezione Ponis.
Pietre preziose e non, affiancano questi esemplari importanti in un arcobaleno di colori: dai diamanti (tra cui un ottaedro grezzo di 20 carati) ai berilli verdi (smeraldo), azzurri (acquamarina) e rosa (morganite), dai variopinti opali alle tormaline. Numerose anche le gemmesfaccettate da collezione, ottenute da specie non usate normalmente in gioielleria, quali ad esempio sfalerite, cerussite e ortoclasio. Nel 1869 A. Liebemann donò al Museo una collezione di 28 diamanti, grezzi o tagliati a brillante o a rosetta, di varie colorazioni. Nell’immediato dopoguerra Carobbi, direttore del Museo, avviò una grossa operazione di scambio con L. Magistretti di Milano: cedendo alcuni esemplari sardi, il Museo ottenne molte pietre tagliate, insieme a una serie di minerali vari.
Nel 1984 fu acquistata una collezione di 110 pezzi tagliati, soprattutto di materiali di non altissimo pregio. Erano spinelli, tormaline, giade, quarzo (sia come citrino sia nei vari “occhi”), definibili gemme per le loro caratteristiche ottiche, ma non pietre preziose per il modesto valore legato in genere alla bassa durezza. A scopo didattico fu acquistato anche un materiale artificiale, la così detta “cubiczirconia”, in quattro tagli che simulano bene i rispettivi oggetti di diamante, oltre a materiale sintetico come due smeraldi e due opali. In passato, vista la carenza di esemplari naturali, il Museo si è dotato di modelli di gemme: così nella seconda metà dell’800 fu acquistato un astuccio contenente i modelli in vetro di Boemia dei più celebri diamanti mentre risale al 1930 l’acquisizione di 4 scatole con un grosso modello di diamante grezzo, una serie di modelli di 4 diamanti celebri, un gruppo di 10 diversi tipi di taglio a brillante e 40 modelli con forme e colori perfettamente corrispondenti a pietre preziose o semipreziose.

 
ultimo aggiornamento: 28-Lug-2017
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