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MSN Museo di Storia Naturale
Antropologia ed Etnologia

Antropologia ed Etnologia

Il Museo di Antropologia e Etnologia possiede un patrimonio scientifico di grande importanza, attraverso il quale è possibile ripercorrere la storia delle metodologie di studio adottate dagli antropologi del XIX e del XX secolo e avvicinarsi alla conoscenza delle culture native. Vi è una importante raccolta di resti umani: mummie, reperti tricologici, calchi in gesso, preparati anatomici e serie scheletriche riferibili a un arco temporale che va dalla preistoria all’epoca odierna, una collezione che è terreno di ricerca per molti studiosi italiani e stranieri che indagano sull’evoluzione della specie umana e sulla variabilità biologica tra gli individui e le popolazioni.

Il Museo conserva un archivio fotografico di circa 26.000 stampe originali,  comprende una cospicua serie di ritratti antropologici e molte immagini scattate durante i viaggi di esplorazione oltre a una serie di immagini dedicate allo studio della mimica facciale e delle espressioni emotive. Accanto all’Archivio fotografico è conservato l’Archivio cartaceo, dove si trovano i carteggi relativi alle collezioni etnografiche, manoscritti, corrispondenza e documenti diversi di Paolo Mantegazza, fondatore del Museo e dei personaggi che gli succedettero alla direzione del Museo.

La componente più spettacolare delle collezioni è data da oltre 25.000 manufatti etnografici, provenienti da viaggi di esplorazione e missioni scientifiche che a cavallo tra ottocento e novecento si sono susseguite in molte regioni del Pianeta. Esse sono formate da oggetti di ogni tipo: abiti, accessori dell’abbigliamento, ornamenti e gioielli, maschere, elementi architettonici, imbarcazioni, paramenti da cavalcatura, idoli e amuleti, armi da offesa, da difesa e da caccia, utensili per la produzione agricola, per la pesca, per la cucina, oggetti d’arredo delle abitazioni, strumenti musicali, oggetti liturgici di culti diversi, libri, dipinti e manoscritti. Nella costituzione degli oggetti etnografici si trovano tutti i materiali reperibili in natura e lavorati dall’uomo: il legno, la corteccia, le foglie e le fibre vegetali sia allo stato naturale che come componenti di tessuti e lavori di intreccio,  i frutti e i semi, l’osso, l’avorio, il corno, le conchiglie, i metalli, la pietra, le argille, i coloranti naturali, la pelle, le piume, i capelli. Le collezioni etnografiche comprendono inoltre una raccolta di materiale paletnologico, composta da reperti litici, fittili e metallici. Gli oggetti provengono da tutti i continenti e appartengono a raccolte effettuate in epoche diverse: dalle più antiche, risalenti al XVI e XVII secolo, rari e preziosi cimeli provenienti dalle collezioni medicee che comprendono manufatti dell’Africa e delle Americhe, la preziosa raccolta settecentesca effettuata da James Cook durante i suoi viaggi nel Pacifico, che annovera testimonianze della cultura materiale dei popoli della Polinesia e delle coste occidentali del Canada, le raccolte ottocentesche del periodo coloniale fino alle più recenti, frutto di campagne di ricerca sviluppatesi nel deserto della Giordania meridionale a partire dal 1980.

Particolarmente interessanti le raccolte effettuate in Indonesia da Elio Modigliani, oltre 2000 oggetti documentari della cultura dei popoli di Sumatra e degli arcipelaghi vicini, corredate da fotografie e da resoconti di viaggio; molto importanti le testimonianze della cultura Ainu di Hokkaido, Giappone, che il Museo deve all’antropologo e scrittore fiorentino Fosco Maraini, la raccolta di oggetti, costumi teatrali e tessuti tailandesi donati al museo dal pittore Galileo Chini, gli splendidi lavori di artigianato dei nativi del Nord America, giunti in Museo grazie a donazioni e scambi con illustri istituzioni americane come la Smithsonian Institution. Tra le raccolte etnografiche africane, si ricorda quella realizzata da Carlo Piaggia tra i popoli nilotici del Sudan, quella di Ernesto Brissoni tra le etnie dell’Africa centrale e la grande collezione proveniente dalla “Missione Eritrea”, compiuta tra il 1905 e il 1906, dalla quale sono stati riportati i manufatti dei popoli Saho e degli Amhara. Per la quantità e qualità dei beni culturali che conserva e rende fruibili al pubblico, il Museo di Antropologia e Etnologia di Firenze è uno dei più importanti del mondo nel suo genere.

Responsabile della Sezione di Antropologia e Etnologia: Monica Zavattaro

 
ultimo aggiornamento: 11-Lug-2017
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