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MSN Museo di Storia Naturale
Villa La Quiete

Villa La Quiete

Storia

Villa La Quiete deve il suo nome all’affresco “La Quiete che pacifica i venti”, dipinto nel 1632 da Giovanni da San Giovanni. Acquistata nel 1432 da Niccolò da Tolentino, passò nel 1453 a Pierfrancesco di Lorenzo de’ Medici e rimase di proprietà dei Medici fino al 1561. Nel 1627 la villa venne acquistata dalla granduchessa Cristina di Lorena e nel 1650 passò ad Eleonora Ramirez de Montalvo, fondatrice della Congregazione laica delle Ancille Minime della SS. Trinità, che si era data il compito dell’educazione religiosa e della formazione culturale delle fanciulle fiorentine di famiglia nobile.

Su commissione della granduchessa Vittoria della Rovere, protettrice della Congregazione, nel 1688 fu costruita e consacrata la chiesa della villa.

Dal 1716 la granduchessa Anna Maria Luisa de’ Medici, l’Elettrice Palatina, assunse il patronato delle Montalve, scegliendo La Quiete come luogo di villeggiatura e ritiro spirituale. Risalgono a questo periodo le sale affrescate al piano terreno e la sistemazione del giardino all’italiana, giudicato ancora oggi tra i giardini medicei più belli e meglio conservati. Con le soppressioni attuate dal governo dei Savoia nel 1864, Villa La Quiete divenne di proprietà statale, ma le Ancille della SS. Trinità poterono continuare a portare avanti la loro opera di istruzione delle fanciulle. Fino alla prima metà del Novecento, il Conservatorio Femminile de La Quiete godette di un notevole prestigio, ma, a partire dal Secondo Dopoguerra, questa secolare istituzione ha, in gran parte, perduto le sue prime finalità,subendo una drastica diminuzione di iscrizioni.

Villa La Quiete è attualmente di proprietà della Regione Toscana e data in concessione al Sistema Museale dell’Ateneo fiorentino (proprietario dei beni storici ivi rimasti) per la realizzazione del percorso museale nell’ambito di un più vasto progetto di valorizzazione del complesso.

 

Visite guidate 

"Signore e Padrone, tra vita contemplativa e vita attiva" è il percorso di visite guidate che permette di ripercorrere la storia della villa conoscendo le grandi figure femminili che l'hanno attraversata. 

 

Calendario delle visite | anno 2017

Settembre 2, 3, 9, 10, 16, 17, 23, 24, 30

Ottobre 1, 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28, 29

Novembre 4, 5

 

Orari

Sabato 14.30 - 15.00 - 16.30 - 17.00

Domenica 10.00 - 10.30 - 14.30 - 15.00 - 16.30 - 17.00

(Durata della visita 1,30h)

 

La villa si trova in via di Boldrone 2, Firenze | Mappa

L’ingresso e la visita guidata sono gratuiti, la prenotazione è obbligatoria.

Informazioni e prenotazioni

 

 

Percorso della visita

All’interno della chiesa viene presentata ai visitatori la storia della villa partendo dalle sue origini quattrocentesche e soffermandosi sulle vicende seicentesche, con particolare riferimento alle figure della “Signora” Eleonora Ramirez de Montalvo (1602-1659) – che acquistò la villa nel 1650 dove si trasferì con le sue Ancille della SS. Trinità, la seconda delle congregazioni laiche da lei fondata nel corso della sua vita – e della “Padrona” Vittoria della Rovere Medici (1622-1694), che commissionò l’edificazione della chiesa nel 1686. La chiesa custodisce il sepolcro della Venerabile Eleonora Ramirez de Montalvo, il cenotafio della granduchessa Vittoria realizzato da Giovan Battista Foggini, il crocifisso duecentesco attribuito a Coppo di Marcovaldo, il ciborio in argento di Adriaen Haffner, la grande tela nel soffitto di Giuseppe Nicola Nasini e l’affresco di Giuseppe Tonelli e il dipinto di Francesco Curradi dietro l’altare maggiore.

Passando attraverso il corridoio d’ingresso principale si possono ammirare i vasi a cratere in maiolica realizzati dalla manifattura Ginori alla fine dell’Ottocento. Il cortile coperto della lanterna rappresenta il cuore di Villa La Quiete, la parte più antica dell’edificio, seppur modificata nell’Ottocento, al di sotto del quale si trovavano le cucine delle Signore Montalve. La farmacia seicentesca e il giardino degli aranci testimoniano ancora oggi quel nesso tra vita contemplativa e vita attiva che ha caratterizzato la condotta delle Signore Montalve, dedite non solo alla preghiera, ma anche alla coltivazione di erbe medicinali e alla conservazione delle essenze aromatiche che ancora oggi sprigionano fragranze straordinarie.

Nel teatro si possono approfondire la storia della Villa e le vicende che hanno portato le Montalve a conservare nel tempo un patrimonio storico-artistico straordinario: alla fine dell’Ottocento, con le soppressioni leopoldine, le Montalve di città – ossia le Ancille della Santissima Vergine, poi dette della Divina Incarnazione, fondate dalla Venerabile Montalvo nel 1645 poco prima della fondazione delle Ancille della SS. Trinità – furono obbligate ad abbandonare la loro sede, il Monastero di Ripoli in Via della Scala (destinato ad usi militari ed oggi occupato dalla casa del soldato). Insieme alle consorelle di Città, arrivarono a Villa La Quiete anche le opere recentemente mostrate al pubblico con Capolavori a Villa La Quiete. Botticelli e Ridolfo del Ghirlandaio in mostra. Attraverso monitor interattivi, i capolavori sono visibili in alta definizione.

 

Dal teatro si accede al salone delle robbiane dove si possono ammirare due lunette di Giovanni e Marco della Robbia e un fregio in ceramica invetriata provenienti anch’essi, dal Convento di San Jacopo di Ripoli in via della Scala, sede dove le Montalve di città hanno vissuto per quasi un secolo, dal 1794 al 1886. In questo salone, un tempo chiamato “sala da musica”, si conservavano L’Incoronazione della Vergine e Santi di Sandro Botticelli e bottega e Lo Sposalizio Mistico di Santa Caterina di Michele Tosini.

Le sale affrescate nel 1726 da Benedetto Fortini e il giardino sono infine testimonianze ancora vive della presenza di un’altra “Padrona” Medici, l’ultima della famiglia: Anna Maria Luisa (1667-1743), Elettrice Palatina. Tornata a Firenze scelse Villa La Quiete come luogo di ritiro – a partire dal 1724, nei mesi di maggio e ottobre – dove fece realizzare un giardino d’impronta sacra, che custodisce tutt’oggi una rara ragnaia, e fece affrescare le due sale del piano terra, utilizzate allora come “parlatori”.

 
ultimo aggiornamento: 14-Set-2017
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