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Indirizzo

Via del Proconsolo 12
50122 Firenze

Mappa

Informazioni

Lun-ven
Tel. 055 2756444
Sab, dom e festivi
Tel. 055 2757720

Orario

1 ottobre- 30 novembre
Lun, mar, gio, ven 9-13
Sab, dom, festivi 10-17


dal 1 dicembre 2014
Lun, mar, gio, ven 9-17
Sab, dom, festivi 10-17
1 giugno-30 settembre
Lun, mar, gio, ven 10 -18
Sab, dom, festivi 10 -18

Chiusura

Mercoledì e
1 gennaio, Pasqua, 1 maggio, 15 agosto, 25 dicembre

Biglietti

Intero € 6,00
Ridotto € 3,00
Vedi tutte le tariffe

Accessibilità

Prenotazioni e Guide Turistiche

Tel. 055 2756444
edu@msn.unifi.it

Eventi

A due passi dal Duomo, nel Palazzo Nonfinito, progettato dall’architetto di corte Bernardo Buontalenti alla fine del XVI, c’è Antropologia e Etnologia.

Il Museo fu fondato nel 1869 dall’antropologo Paolo Mantegazza che perseguiva l’intento di raccogliere le testimonianze della diversità umana: 18 sale espongono prestigiose e ricche collezioni etnografiche, documento di grande importanza delle culture del mondo.

Sono presenti oggetti di ogni tipo che illustrano usi e costumi di vari popoli: abiti, accessori di abbigliamento, ornamenti e gioielli; elementi architettonici, imbarcazioni. Idoli e amuleti; armi da offesa, da difesa e da caccia; utensili per la produzione agricola, per la pesca e per la vita domestica; oggetti d’arredo delle abitazioni; strumenti musicali; oggetti liturgici di culti diversi; libri, dipinti e manoscritti. Le più antiche collezioni risalgono al XVI e XVII secolo, provengono dalle raccolte medicee e sono dovute all’interesse della famiglia Medici che collezionava oggetti raffinati provenienti dal Nuovo Mondo.

Il nucleo più corposo di manufatti è costituito dagli oggetti raccolti da esploratori durante i loro viaggi nel corso dei secoli, dal XVIII secolo in poi e da donazioni di studiosi e viaggiatori.

Spettacolari le testimonianze dall’America Meridionale con i manufatti del popolo dei Tupinanba, in particolare i due mantelli di Ibis Rubra. Rarissimi gli oggetti della cultura Ainu, dall’isola di Hokkaido in Giappone con kimono, gioielli e utensili domestici. Attirano l’attenzione del visitatore le mummie dal Perù del periodo Inca e, dalla Polinesia, uno spettacolare abito da lutto (Heva). Nella sala della Nuova Guinea ammiriamo colorate maschere da lutto e crani-trofeo. E ancora, testimonianze dall’America del Nord, Lapponia, Siberia, Arcipelago Indonesiano, Corno d’Africa, Sudafrica.

Nella sala dedicata a Mantegazza e ai suoi molteplici approcci allo studio dell’uomo sono presenti una serie di strumenti classici di antropometria (vari tipi di compasso, il goniometro a pendolo, antropometri per la misura della statura, craniofori e recipienti per la misura della capacità cranica), che illustrano le metodologie di indagine e di analisi applicate nell’antropologia fisica alla fine dell’Ottocento e durante la prima metà del Novecento.

Al piano terra, si trovano le stupende sale dedicate del “Museo Indiano” con le collezioni raccolte e riunite da Angelo De Gubernatis, noto orientalista, durante il suo viaggio in India. Tra i reperti più significativi sono da ricordare una serie di bronzi di significato religioso, alcune formelle in avorio con scene a sfondo erotico provenienti dal trono di Tanjore, varie sculture e frammenti architettonici di templi, giochi, ceramiche, stoffe e tessuti. Notevole anche il ricco archivio fotografico. Visitabile su prentazione.

Patrimonio del Museo è una collezione di migliaia di fotografie scattate tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900, prezioso corredo documentario delle raccolte etnografiche.

Pianta del percorso espositivo

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