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Eventi

Questa sezione dei musei universitari fiorentini si è aggiunta recentemente, dopo un lungo restauro,  al già ricco patrimonio dell’istituzione. Una prima sistemazione delle collezioni, risalenti soprattutto al periodo dal 1880 in poi, risale al 1936, quando il Laboratorio di Fisiologia si trasferì a Careggi. Le collezioni avevano essenzialmente uno scopo didattico, in parte ancora presente, a cui si è aggiunto col tempo il notevole interesse storico, tra i più rilevanti in Italia per quantità e qualità delle collezioni. A Firenze fu istituita la prima cattedra di Anatomia Patologica in Italia, nel 1840.

I nuclei delle collezioni si trovano presso l’ospedale di Careggi.

Museo Anatomico

Il “Museo anatomico”, di anatomia normale e medicina legale deriva dal Museo Fisiologico del Regio Istituto di Studi Superiori, sorto su iniziativa di Filippo Pacini, che ne fu il primo direttore. I vari preparati vi sono divisi sistematicamente, dai numerosi materiali ossei (ricchissima la collezione di crani) ai preparati secchi relativi, fino a preparati legati all’apparato locomotore e all’apparato cardiocircolatorio. Rara e originale è la sezione di preparati di Girolamo Segato.

Cartografo, naturalista, viaggiatore: Girolamo Segato fu veramente spirito eclettico, figlio del Settecento classificatore e razionalista, curioso e dissacratore.Studioso di chimica e di mineralogia, tornò dai suoi viaggi in Egitto con la passione per la mummificazione e con l’ambizione di sfidare il tempo, elaborando una tecnica che consentisse la conservazione dei corpi, dopo la morte.

Museo Patologico

La collezione del “Museo patologico” ha una ricca e ben conservata serie di modelli in gesso e, soprattutto, in cera che documentano alcuni casi patologici ottocenteschi ritenuti all’epoca eccezionalmente significativi per rarità e gravità. Conserva inoltre numerosi campioni in preparazioni anatomiche ( osteologiche, essiccate e conservate nel liquido fissativo), oltre a una serie di busti in marmo e gesso legati ad alcune delle figure più significative dello Studio Patologico toscano. Vi si trovano inoltre gli strumenti per lo studio dell’istologia, il catalogo museale originale (con esaurienti descrizioni dei preparati), il “Registro delle Autopsie” e i volumi contenenti le “Storie Cliniche”, che recano la memoria delle 1469 autopsie svolte tra il 1839 e il 1881.