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NUOVO SPAZIO ESPOSITIVO IMMERSIVO

Geologia e Paleontologia, Via La Pira, 4 Firenze

Un nuovo spazio espositivo permanente, denominato “Storie di una balena”, arricchisce il percorso espositivo della Paleontologia, noto al pubblico soprattutto per gli scheletri di grandi proboscidati.

La balena di Orciano e gli altri fossili di animali marini qui esposti per la prima volta, raccontano l’ecosistema esistente in Toscana tre milioni d’anni fa, quando la regione era in larga parte coperta dal mare. Immagini, suoni e reperti unici offrono al visitatore ispirazioni, emozioni e conoscenza sulla vita nelle profondità, la ricerca scientifica, i grandi temi della storia geologica e i delicati equilibri tra uomo ed ecosistema.

Storie di una Balena in video

RITROVAMENTO

Nel 2006 è avvenuto lo straordinario ritrovamento del grosso cetaceo nel Comune di Orciano Pisano: uno scheletro di balena fossile in connessione anatomica e pressoché completo, lungo 10 metri, giacente appena 50 cm sotto il livello di un campo coltivato. La balena era vissuta tre milioni di anni fa nel mare che all’epoca occupava gran parte della moderna Toscana, un antico Mar Mediterraneo più esteso del moderno, esistito in un tempo in cui l’Appennino non era completamente emerso dalle acque.

Durante lo scavo, i paleontologi del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze hanno potuto mettere in luce tutto lo scheletro della balena. Per recuperarlo dal terreno e portarlo in museo è stato necessario dividerlo in blocchi e “impacchettarlo” con poliuretano. Il trasporto è avvenuto con il supporto e i mezzi dei Vigili del Fuoco di Pisa.

Abbondanti resti fossili di altri organismi sono emersi fin dai primi giorni di scavo in corrispondenza del livello dello scheletro. È stata quindi applicata una metodica raccolta, indirizzata a rilevare tutte le informazioni ricavabili dal contesto geologico.

La fauna fossile associata, costituita da resti di pesci e invertebrati, è una preziosa documentazione della comunità marina che si crea attorno alla carcassa di un cetaceo di grandi dimensioni quando questo si adagia sul fondo del mare, fornendo con la sua decomposizione risorse energetiche ad altri organismi per lungo tempo e alimentando una varia comunità di organismi (whale-fall community), come quelli ritrovati nel corso dello scavo.

Le colline attorno ad Orciano Pisano sono da tempo note per il ricco materiale conservato nelle importanti collezioni paleontologiche del Museo di Storia Naturale, raccolte fin dall’Ottocento e comprendenti resti di altri vertebrati, quali foche, delfini, squali e testuggini marine, e splendidi campioni di invertebrati tra cui gasteropodi, bivalvi e crostacei risalenti al Pliocene.

In questi anni il reperto di Orciano è stato adeguatamente restaurato e preparato, ricomponendo lo scheletro nella sua interezza, mantenendo il contesto sedimentario di giacitura. Nello stesso tempo si sono compiute analisi, fonte preziosa per studi ulteriori.

ALLESTIMENTO

Grazie alle moderne tecnologie multimediali, si è realizzata un’esposizione di tipo immersivo allo scopo di permettere al visitatore di camminare sul piano di giacitura della carcassa di balena, come se camminasse sul fondo di quell’antico mare, ed esplorare l’ecosistema seguendo una trama narrativa che si snoda attraverso i reperti e le interfacce interattive, in una dimensione audiovisiva.

Sul soffitto della sala, coperto da un velario, il visitatore vedrà proiettata la superfice del mare solcata da grandi balenottere che nuotano, in un ambiente attraversato dal suono emesso dai grandi cetacei.

L’uomo al centro di un antico ecosistema, non molto diverso da quello che oggi si trova nel mare tra Toscana, Liguria e Corsica, nella grande area marina protetta denominata Santuario Pelagos.

 

PERCORSO ESPOSITIVO

Il percorso espositivo spiega, con una didattica illustrata, come riconoscere le varie specie che hanno tratto energia vitale dalla carcassa di Orciano Pisano, anelli della catena alimentare dell’ecosistema come squali, granchi e ricci di mare.

E, ancora, animali vissuti insieme alle balene, provenienti da quello stesso mare: delfini,capodogli,foche,razze e altri pesci, tartarughe e uccelli marini.

Accanto a tanti fossili, nelle teche alle pareti il visitatore ammirerà reperti di specie analoghe moderne, in un’esposizione integrata paleontologica e zoologica che lo aiuta a comprendere a quali forme a lui note si riferiscono resti fossili a volte di difficile interpretazione.

La parete finale dell’esposizione racconterà i rapporti tra uomo e natura: come balene e altri grandi animali marini siano stati fonti di sussistenza per tante popolazioni affacciate alle coste oceaniche e come abbiano ispirato ispirato scrittori antichi e moderni a noi familiari, da Dante fino a Collodi.  

Sopra la principale parete espositiva si trovano due grandi schermi dove si raccontano, attraverso un video di circa 20 minuti, le varie storie a cui si riferisce il titolo dell’esposizione, narrate attraverso le parole dei paleontologi, ecologi e antropologi, arricchite da suoni e immagini estremamente coinvolgenti. Per realizzare l’immersività e consentire ai visitatori di tutte le età di esplorare al meglio l’ecosistema marino, sono state realizzate interfacce che simulano strumenti di osservazione come microscopi per lo studio delle microfaune e maschere subacquee.

Normali strumenti di osservazione che consentono di passare a una dimensione audiovisiva altrimenti difficile da comunicare.

DETTAGLIO REPERTI ESPOSTI:

  • Scheletro di grande balenotteride, le varie ossa conservano grosso modo la posizione che avevano in vita
  • Denti di squalo megalodonte, forse il più grande mai vissuto
  • Grande Squalo bianco
  • Mandibole e denti di altri mammiferi marini, come stenella, globicefalo e foca
  • Denti e placche ossee di altri pesci come razza, chimera e pesce martello
  • Cranio di Sirenio o mucca di mare
  • Ossa consumate dai vermi mangia-ossa
  • Granchi con le appendici ancora articolate
  • Grossi gasteropodi
  • Ricci di mare ed altri invertebrati I reperti zoologici provengono dal Mar Mediterraneo occidentale e includono:
  • Bocca di squalo
  • Cranio di Stenella (delfino)
  • Granchi e ricci di mare
  • Uccelli pescatori I reperti antropologici provengono invece delle isole fiji: collane ornate da denti di Capodoglio

Storie di una Balena  

Nuovo spazio espositivo immersivo

Dal 12 maggio 2016. Geologia e Paleontologia, via La Pira, 4 Firenze

Orario: fino 31 maggio: 9.30-16.30. Sabato, domenica e festivi: 10-16.30. 1 giugno-30 settembre: 10.30-17.30. Chiusura: mercoledì.

Info e prenotazioni:  055 2756444

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