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Michelangelo Pistoletto a ‘La Specola’

Prologo La fine del Mondo

29/09/2016 / 17:30 - 19/03/2017 / 16:30

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Michelangelo Pistoletto a “La Specola”

La Specola

Via Romana, 17 – Firenze

Fino al 19 marzo 2017

Orario di apertura e costo ingresso a “La Specola”

In occasione della riapertura al pubblico del Centro Pecci di Prato ampliato e rinnovato – oggi sede della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana – un’importante cornice di collaborazioni presenta opere emblematiche della collezione d’arte contemporanea pratese in prestigiose sedi istituzionali della regione.

Una selezione di opere esemplari della collezione d’arte contemporanea del Centro Pecci di Prato fa da introduzione e “cornice” al progetto espositivo LA FINE DEL MONDO, curato dal direttore Fabio Cavallucci per la riapertura al pubblico della rinnovata istituzione culturale pratese.

Raccolte nel corso di tre decenni d’attività artistica e presentate a cura del conservatore del Centro Stefano Pezzato, le opere sono esposte per l’occasione all’interno di alcune fra le più prestigiose sedi istituzionali della regione:

  1. Museo di Scienze Planetarie di Prato, Anish Kapoor dal 16/9/2016
  2. Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, Remo Salvadori dal 24/9/2016
  3. Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze / Zoologia “La Specola”, Michelangelo Pistoletto dal 29/9/2016
  4. Museo Leonardiano di Vinci / Castello dei Conti Guidi, Mario Merz dal 7/10/2016
  5. Museo e Istituto Fiorentino di Preistoria “Paolo Graziosi”, Daniel Spoerri dall’8/10/2016
  6. Scuola Normale Superiore di Pisa / Palazzo della Carovana, Giulio Paolini dal 18/10/2016

A ciascuno di questi importanti luoghi del sapere è stato richiesto un contributo specifico, il prestito di materiali o un possibile intervento riferiti alla questione più generale de “La fine del mondo”, presentati al Centro Pecci o pubblicati sul sito e nel catalogo della mostra. Fra i vari contributi si segnalano i testi di Fabio Beltram, Fabio Martini e Marco Morelli inseriti nel “Journal”, il nuovo portale culturale del Centro Pecci: www.centropecci.it/it/journal

Le sei grandi opere provenienti dalla collezione del Centro Pecci – lavori di affermati artisti italiani e stranieri della seconda metà del XX secolo – sono collegate al progetto espositivo LA FINE DEL MONDO e formano una campionatura variegata ma eloquente di proposte artistiche contemporanee associate al tema centrale della “condizione di incertezza in cui versa il nostro mondo”, inserite e perciò messe in relazione a diversi contesti della conoscenza umana quali lo studio bibliografico e la ricerca scientifica, in particolare la preistoria, la zoologia, l’astronomia, la fisica, la geometria e la tecnologia.

Da ognuna delle opere d’arte contemporanea selezionate scaturisce una possibile “visione del mondo”, mentre da ciascun ambito di studio e di ricerca in cui si collocano le opere derivano possibili interpretazioni, tali da innescare un insieme diversificato e complesso di scenari o suggestioni culturali nei quali l’arte e le scienze tornano a dialogare, a confrontarsi fra di loro, aprendo spiragli per potere o almeno provare insieme a intendere il presente e immaginare il futuro.

Intorno a questo ambizioso tentativo di apertura e raffronto interdisciplinare, davanti a una realtà quotidiana sempre più spaventosa o apparentemente incomprensibile, ruota e si colloca l’insieme delle proposte artistiche disseminate in altrettanti luoghi di grande interesse storico e culturale oltreché di intensa attività scientifica del territorio toscano.

L’opera: Uomo nudo di schiena

1962/1987 – Serigrafia a colori su acciaio inox lucidato a specchio (quadro specchiante” h 225×150 cm)

L’opera invita il visitatore a rispecchiarsi davanti ad un archetipo umano contemporaneo, entrando nell’opera di Pistoletto allo stesso modo di come entra nello specchio posto all’interno della sala XIII, dedicata alle scimmie presso il Museo di Storia Naturale /Zoologia “La Specola”.

L’autore: Michelangelo Pistoletto

(Biella, 1933. Vive e lavora a Biella)

L’elaborazione dei “quadri specchianti” da parte di Michelangelo Pistoletto risale agli inizi degli anni Sessanta quando, al fondo nero lucido riflettente che caratterizzava la serie di sperimentazioni pittoriche intorno al proprio autoritratto, in particolare quella intitolata Il Presente (1961), l’artista sostituisce una lastra di acciaio inox lucidata a specchio. Esposti per la prima volta nell’aprile del 1963 in occasione di una mostra personale alla galleria Galatea di Torino, i “quadri specchianti” riportano sulla loro superficie silhouettes di oggetti e di persone riprodotte fotograficamente in scala reale, decontestualizzate e isolate dal fondo neutro attraverso un procedimento realizzato inizialmente con l’applicazione di inserti di carta velina dipinta a cui subentra, a partire dal 1971, un procedimento di riporto serigrafico.

Collocati ad altezza del pavimento come soglie che dilatano lo spazio reale, mettendolo in comunicazione con quello della rappresentazione, i “quadri specchianti” costituiscono dei veri e propri dispositivi spazio-temporali che si attivano al momento dell’incontro tra l’immagine data della fotografia e quelle momentaneamente accolte dal fondo. In questa prospettiva, in cui opera e spettatore “si riguardano” innescando un cortocircuito tra arte e vita, la rappresentazione varca i confini tradizionali della pittura rivoluzionando il concetto di quadro ed assumendo quelle prerogative specifiche da cui, tra il 1968 e il 1970, Pistoletto svilupperà anche l’esperienza collettiva del gruppo Lo Zoo.

“I quadri specchianti non potevano vivere senza pubblico. Si creavano e ricreavano a seconda del movimento e degli interventi che riproducevano. Il passo dai quadri specchianti al teatro – tutto è teatro – mi sembra semplicemente naturale.” (Pistoletto).

Protagonista del movimento dell’Arte Povera, riconosciuto a livello internazionale tra le figure di maggiore rilievo nell’ambito dell’arte e della cultura contemporanea, Pistoletto ha esposto al Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci nel 1988, alla mostra inaugurale Europa Oggi, con l’opera Divisione e moltiplicazione dello specchio (1975-87), coeva a Uomo nudo acquistata dal Centro in occasione della mostra laboratorio Habitus, Abito, Abitare. Progetto Arte, curata dallo stesso artista con Bruno Corà e prodotta all’interno della Prima Biennale della Moda di Firenze nel 1996.

A partire dalla figura a grandezza naturale, che con una nota di sottesa malizia sembra fare leva sul voyerismo dei visitatori, l’opera proietta questi ultimi nel “quadro specchiante” in posizione apparentemente frontale a Uomo nudo, riassumendo in sé le caratteristiche della serie che ha scandito fino ad oggi l’intero percorso dell’artista.

Bibliografia

Europa oggi, catalogo della mostra, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, Centro Di, Firenze1988; Abito, Habitus, Abitare. Progetto Arte, catalogo della mostra, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, Skira, Milano 1996; Collezione Permanente, catalogo, Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci, Prato, 1998; Michelangelo Pistoletto. Il varco dello specchio. Azioni e collaborazioni 1967-2004, Edizioni Fondazione Torino Musei, Torino 2005.