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Le collezioni di rocce e fossili che dalla Toscana e dal resto del mondo si sono venute a radunare a Firenze per più di quattro secoli (oltre 300.000 esemplari), appartengono non solo alla storia del museo e della città, ma a quella della scienza in genere. In mezzo a quegli esemplari è possibile rintracciare il processo di nascita della geologia come disciplina storica, iniziato nella seconda metà del sedicesimo secolo e culminato nei primi decenni dell’Ottocento, attraverso le colline e i monti della Toscana e per le collezioni private e granducali di Firenze, città-simbolo del Rinascimento.

Dalle conchiglie delle colline descritte da Leonardo da Vinci, ai fossili appartenuti a Niccolò Stenone, dalle collezioni granducali a quelle di Giovanni Targioni Tozzetti studiate da Georges Cuvier, alla Collezione Paleontologica Centrale, radunata da Igino Cocchi per servire la geologia di un’Italia finalmente unita, per finire alle raccolte fatte nel corso di ambiziose esplorazioni prima del Regno, poi della Repubblica d’Italia, nelle esposizioni e dentro i depositi del museo si trovano elementi per ricostruire una storia affascinante. Collezioni geologiche e paleontologiche come testimonianza del ruolo di Firenze in una rivoluzione culturale dimentica: la scoperta del tempo profondo.

Responsabile della Sezione di Geologia e Paleontologia: Stefano Dominici, stefano.dominici@unifi.it