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La Sezione Biomedica, istituita nel 2012 come VII sezione del Museo di Storia Naturale dell’Università degli Studi di Firenze, comprende tre grandi nuclei museali conservati all’interno dell’area ospedaliera di Careggi: il Museo Anatomico,  il Museo Patologico,  il Museo di Medicina Legale, oltre alla Collezione del Laboratorio di Fisiologia, situata nei locali del Dipartimento di Scienze Fisiologiche, in viale Morgagni.

Negli anni di metà Ottocento, veniva strutturandosi la collezione dei preparati del Museo Anatomico, a sua volta derivato dal Museo Fisiologico del Regio Istituto di Studi Superiori. I vari preparati vi sono suddivisi secondo un criterio sistematico per apparati: dai numerosi materiali ossei (ricchissima la collezione di crani) ai preparati secchi legati all’apparato locomotore e a quello cardiocircolatorio. Una sezione particolarmente originale è rappresentata dai reperti di Girolamo Segato (1792-1836), che costituiscono un singolare esempio del connubio tra perizia anatomica e intento estetico.

La collezione del Museo Patologico dell’Università di Firenze comprende prevalentemente opere in cera ed in gesso che documentano i quadri patologici noti e ritenuti più significativi, per rarità o per gravità, dell’Ottocento, periodo storico nel quale la collezione vede la sua nascita e il suo sostanziale ampliamento, parallelamente all’istituzione della prima cattedra di Anatomia Patologica.

Il Museo di Medicina Legale, trasferito nel 1958 da Santa Maria Nuova all’edificio attuale, deve la sua collezione prevalentemente al Prof. Lorenzo Borri (1864-1923), che dette vita a un originario Museo di Medicina Forense, costituito con il materiale che aveva raccolto nella casistica peritale. La collezione comprende preparati osteologici, mummie, preparati sotto formalina, frammenti di cute con tatuaggi, armi bianche e da fuoco.

La Collezione del Laboratorio di Fisiologia è situata nei locali del “Dipartimento di Scienze Fisiologiche”. Conta circa 200 reperti, databili a partire dal 1880,  tra apparecchi per la stimolazione elettrica e la registrazione di parametri elettrici o meccanici, raccolti principalmente grazie all’impulso del fisiologo tedesco Maurizio Schiff, che fondò il Laboratorio di Fisiologia Umana in via Gino Capponi nel 1863.