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Gli antropologi che operarono in Europa tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, si dedicarono in modo particolare allo studio del corpo umano nelle sue caratteristiche fisiche, analizzandone la morfologia e le proporzioni, con lo scopo di studiare l’uomo da un punto di vista naturalistico e di  allargare le conoscenze del rapporto tra uomo e ambiente, individuando nuove metodologie per studiare la variabilità tra le popolazioni.

Questo approccio allo studio della specie umana e della sua evoluzione fu uno dei cardini del pensiero di Paolo Mantegazza, fondatore del Museo di Antropologia e Etnologia, oggi Sezione del Museo di Storia Naturale di Firenze.

Le collezioni del Museo si sono dunque costituite ed ampliate sulla base di questa premessa, sostenuta dalla convinzione della universalità di un approccio metodologico basato sulla indagine di quelle caratteristiche umane che fossero quantitativamente misurabili.

Ecco che, quindi, parallelamente  alle raccolte di reperti osteologici, il Museo si arricchisce, negli anni successivi alla sua fondazione e durante la prima metà del ‘900, di una collezione di strumenti scientifici che oggi conta 84 oggetti corredati da accessori e contenitori e annovera al suo interno molti strumenti appartenuti a Paolo Mantegazza.