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MSN Museo di Storia Naturale

Rocce

Le rocce, anche se meno apprezzate per il loro minore valore estetico, non possono mancare nella raffigurazione del mondo terrestre. Fino dalla nascita del Museo, esemplari litologici rappresentativi hanno posto nelle sale espositive e non mancano testimonianze di acquisizioni di collezioni o scambi di esemplari con studiosi dell’epoca.

Fra i campioni litologici troviamo esemplari appartenenti ad antiche collezioni geo-mineralogiche, come ad esempio la Targioni Tozzetti, dove sono rappresentati vari materiali da costruzione come calcari, arenarie, basalti, o che negli anni sono stati raccolti e ceduti al Museo da studiosi come G. Bardi, G. Raddi, R. Colacicchi, B. Lotti, G. Grattarola. Fra i fornitori compaiono anche semplici appassionati come P. Barral, ufficiale e ispettore di ponti e strade, che pubblicò nel 1789 un volume sulla geologia della Corsica, con carta geologica e catalogo dei tipi litologici affioranti nell’isola. Ancor oggi nelle nostre collezioni si rintracciano cinque campioni di rocce della Corsica di questa collezione. Accanto a queste acquisizioni più o meno sporadiche vanno però elencate vere e proprie collezioni come quella di rocce italiane acquisita dalla ditta Palumbo di Roma nel 1940 in cambio di vari minerali e la più antica collezione di F. Kranz di Bonn, della omonima ditta fornitrice di minerali, rocce e supporti didattici tuttora esistente. Questa raccolta, corredata da un proprio catalogo, comprende 500 esemplari di rocce di origine magmatica, metamorfica e sedimentaria alcuni dei quali attualmente visibili in esposizione con alcune delle relative sezioni sottili per l’osservazione al microscopio polarizzante facenti parte della collezione.

Fra esemplari litologici più esteticamente gradevoli si possono collocare i materiali da decorazione, come marmi, pietre dure, graniti, materie prime per la realizzazione di manufatti di pregio che hanno da sempre meritato, per il loro aspetto appariscente, un ruolo ambito nelle varie collezioni e nell’esposizione del Museo dal ‘700 ad oggi. Marmi, in formelle, in globi o in fette lustrate, dai colori variopinti e sgargianti, pietre calcaree con macchie dendritiche a simulazione di arborescenze o “Pietra di rovine”, cioè pietra paesina, che appaiono come dipinti di paesaggi lunari o come lo stesso nome suggerisce rovine di città o templi. Alcuni di questi esemplari provenivano dalla Galleria dei Lavori (oggi Opificio delle Pietre Dure), come testimoniato da numerose note di consegna indirizzate al Direttore del museo abate Fontana.

Pietre ornamentali, contenute in ricchi cofanetti, erano spesso utilizzate come doni a famiglie nobili ottocentesche, trovando poi posto fra i tanti soprammobili. E’ questo il caso di una raccolta di “pietre composite lustrate” del principe Lambertini e di un cofanetto in velluto con stemma della casa reale Savoia contenente un campionario di 50 tipi diversi di pietre ornamentali provenienti dalla Sicilia. Questo cofanetto appartenente al principe di Napoli (poi Vittorio Emanuele III) venne donato a fine ‘800 all’ufficiale di Ordinanza Capitano Marchese Giuseppe Malvezzi de’ Medici. Nel 1931 il cofanetto arrivò poi come dono all’allora Gabinetto di Mineralogia.

 
ultimo aggiornamento: 28-Lug-2017
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