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MSN Museo di Storia Naturale

Esemplari rilevanti

Nelle ricchissime collezioni mineralogiche si segnalano alcuni esemplari di particolare importanza.

Covellina, Calabona, Alghero (SS) splendido esemplare in grandi cristalli tabulari di forma esagonale coperti di minuti cristalli di pirite. Fa parte della collezione Ciampi, acquistata dal Museo nel 1938.

Topazio, Fazenda do Funil, Minas Gerais, Brasile, grosso cristallo di topazio giallo dal peso di 151 Kg, pari a 755000 ct. È stato acquisito dal Museo nel 1847 per scambio con A. Caplan, collezionista americano, a cui il Museo cedette 151 esemplari in prevalenza dell’isola d’Elba e della Sardegna.

Tormalina oggi Elbaite, Elba, Grotta d’Oggi, eccezionale esemplare con 132 cristalli di colore verde chiaro e verde scuro insieme a berillo, albite, quarzo, ortoclasio e zircone. È uno dei più famosi esemplari provenienti dall’Elba, testimonianza della ricchezza mineralogica dell’isola. Venduto al Museo da G. Roster nel 1881, anticipa di pochi anni l’acquisto della collezione (1888).

Berillo varietà morganite, Galileia, Urucum, Minas Gerais, Brasile, trasparentissimo cristallo esagonale di colore rosa tenue attraversato da lunghi individui aghiformi di tormalina dal notevole peso di oltre 5 Kg. Appartenente alla collezione Ponis, è arrivato in Museo nel 1988.

Zolfo, Sicilia, spettacolare piastra calcitica con splendidi cristalli di zolfo talvolta cariati. Di notevoli dimensioni (65x45x25 cm) fa parte della collezione Ponis, acquistata nel 1988.

Axinite, Puyva, Urali, esemplare costituito da grandi cristalli bruni parzialmente trasparenti impiantati su matrice. Appartenente alla collezione Piccolomini-Pratesi è entrato nelle raccolte del Museo nel 1998.

Tormalina, Madagascar. Fra la spettacolare serie di fette sottili di minerali spiccano tre campioni di tormalina provenienti dal Madagascar che mostrano un evidente accrescimento sulle facce del cristallo con relativa variazione di colore disposta secondo le regole della cristallografia.

Piano di tavolo in ebano intarsiato in pietre dure con tessere in lapislazzuli, diaspri e corniole bordate da un filo di rame dorato. Probabilmente faceva parte dello stipo di Ferdinando I, realizzato da Domenico del Tasso attorno al 1580, trasferito al Museo di Fisica e Storia Naturale di via Romana nel 1780. Il mobile fu distrutto recuperandone i materiali lapidei e il piano estraibile, trasformato poi in tavola.

 
ultimo aggiornamento: 28-Lug-2017
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