 Visto il crescente disagio dovuto alle infestazioni estive delle zanzare, ma soprattutto per fronteggiare il problema del preoccupante incremento dei prodotti chimici immessi nell'ambiente, il CNR (Consiglio Nazionale della Ricerca) ha organizzato una serie di incontri tra specialisti per analizzare la questione e mettere a punto delle linee guida che permettano di affrontare in modo eco-sostenibile il problema “zanzare”. I dati presentati riguardanti gli insetticidi di sintesi chimica sono stati a dir poco allarmanti per quanto riguarda sia l'impatto sull'ambiente che sulla salute dell'uomo. Per preservare dunque il buono stato di entrambi è stata richiesta la piena collaborazione delle istituzioni nel diffondere tecniche di lotta biologica alla zanzara e nell'incrementare i fondi da utilizzare per la ricerca di composti chimici a basso impatto (le bio-molecole). Informazioni più precise e ulteriori approfondimenti si possono trovare nel sito web www.infozanzare.info Sono stati recentemente diffusi alcuni comunicati stampa da parte di associazioni di entomologia applicata e da parte di assessori comunali poco informati, in cui si diffonde l’infondata notizia che i pipistrelli non sono in grado di predare le zanzare, rendendoli strumenti del tutto vani per la lotta biologica a questi insetti. Prima che questa voce inizi a divulgarsi eccessivamente, vanificando così i nostri sforzi per la tutela dei Chirotteri, abbiamo voluto puntualizzare la questione in maniera scientifica, sfatando così qualsiasi diceria a riguardo. Di seguito riportiamo parte dell’intervista che abbiamo rilasciato al sito web Scienza Online, in cui facciamo un po’ di chiarezza: - A proposito della dibattuta questione sulle “evidenze scientifiche” riguardo all’azione dei pipistrelli come controllori biologici degli insetti. Il quesito ricorrente è “quante zanzare i pipistrelli riescono a predare in una singola notte”? - A questo proposito leggiamo sui giornali delle cifre che poi rimbalzano da un articolo all’altro, aumentando di volta in volta come in una specie di gioco al rialzo. Vale la pena di fare un po’ di chiarezza: un pipistrello italiano di medie dimensioni può, durante una sola notte di caccia, aumentare il proprio peso fino al 50%. Questo significa che un individuo di 20 g può predare in una sola notte fino a 10 g d’insetti. Il peso degli insetti è variabile e se calcoliamo a quante zanzare (circa 5 mg ciascuna) corrispondono 10 g d’insetti, ricaviamo un totale di circa 2.000 zanzare ogni notte. Ovviamente, questo non significa che un pipistrello esca la sera con l’assoluta determinazione di predare solo e soltanto zanzare! Il pipistrello in questione mangerà ogni insetto che incontrerà durante la sua uscita serale, senza fare troppa attenzione al fatto che questo possa essere una zanzara o una falena. Ciò significa che il numero di zanzare catturate dai pipistrelli, così come il numero di altri gruppi di insetti predati, dipende grosso modo dalla loro disponibilità: più zanzare ci sono e più facilmente saranno predate. Occorre sapere poi che non tutti i pipistrelli cacciano nello stesso modo e negli stessi ambienti, quindi le probabilità di cattura di un particolare gruppo di insetti varia anche in funzione della specie di pipistrello. Per le specie di Chirotteri italiani disponiamo di molti dati sperimentali (anche se perlopiù studiati in altri Paesi europei) e da questi risulta che la cattura di Culicidi è una componente importante della dieta di molti pipistrelli.
- Attualmente qualcosa si muove in modo negativo nei confronti della Vostra iniziativa, ce ne vuole parlare? - Volentieri. Nonostante queste evidenze scientifiche, infatti, c’è ancora chi non si arrende: alcuni entomologi coinvolti nella lotta chimica agli insetti sostengono di avere le prove che i pipistrelli non siano per niente efficaci nel regolare il numero delle zanzare, e basano questo convincimento su una serie di pubblicazioni per lo più americane. Recentemente abbiamo letto alcuni articoli su riviste e quotidiani che negano l’efficienza e l’utilità dei pipistrelli nella regolazione del numero degli insetti, in particolare delle zanzare, nonostante che questi piccoli mammiferi si siano specializzati in questo ruolo nel corso di ben 52 milioni di anni! - Le va di fare un po’ di chiarezza sulla questione? - In questi articoli vengono citati lavori scientifici che, oltre ad essere ripresi per lo più da siti e riviste settoriali che si occupano esclusivamente di disinfestazione chimica, non fanno altro che dimostrare che esistono alcune specie di pipistrelli che non si cibano quasi per niente di zanzare. Questo non dovrebbe sorprendere più di tanto: visto che circa il 70% delle 1.100 specie di pipistrelli che esistono al mondo mangiano insetti, è più che normale che alcune di queste specie abbiano delle abitudini che le portano a cacciare in luoghi in cui la presenza di zanzare non è poi così elevata da costituire una delle loro prede di elezione. Non è quindi sufficiente documentare che pochissime specie di pipistrello americane e pochissime altre tedesche usualmente non mangiano le zanzare per dimostrare che i pipistrelli in generale non mangiano le zanzare. La Scienza non funziona così! E’ bene inoltre sottolineare che non esiste, attualmente, nessuna tecnica (o sostanza chimica di sintesi o naturale) che possa da sola risolvere il “problema” delle zanzare. Possiamo però impegnarci nella miglior gestione di questi insetti con l’utilizzo di più tecniche integrate che ne tengano sotto controllo il numero. Se ci concentriamo semplicemente (e ciecamente) sull’eliminazione delle zanzare, viste come un pericoloso problema, ci limiteremo a diffondere una serie interminabile di veleni che, è all’attenzione di tutti, hanno l’unico effetto di avvelenare l’ambiente in cui viviamo, in cambio solo di un breve sollievo temporaneo. Se invece impegneremo le nostre risorse nella gestione sostenibile delle zanzare, per riportare l’ambiente a quella situazione di equilibrio che l’azione dell’uomo ha compromesso, allora le cose cambieranno radicalmente. La salvaguardia dei pipistrelli rientra quindi a pieno titolo in quelle tecniche sostenibili di gestione delle zanzare che hanno come priorità la salute dell’uomo e dell’ambiente.
- Questo significa che non si può delegare soltanto ai pipistrelli la lotta alle zanzare? - Esatto. Occorre mettere in campo una serie di diverse tecniche a basso impatto che riescano a ridurre efficacemente il numero di questi insetti in ogni fase del loro ciclo vitale. Sappiamo che prima di diventare quei fastidiosi insetti volatori che noi tutti conosciamo, le zanzare hanno una prima fase di vita larvale che si svolge in acqua. Risulta dunque necessario adottare anche delle tecniche che siano in grado di ridurre il proliferare di uova e larve nella fase acquatica. Anzi, occorre tener presente che le tecniche larvicide sono quelle che generalmente riducono in maniera più efficace il numero degli individui. Non si può pensare ad una lotta alle zanzare che sia rivolta soltanto alla forma adulta o alla forma larvale, l’unico modo per gestire efficacemente il proliferare di questi insetti è la lotta integrata e visto che la nostra priorità è la salute, le tecniche utilizzate devono essere sostenibili per noi e per l’ambiente in cui viviamo. - Parliamo però della Zanzara Tigre, che da qualche anno ha colonizzato il nostro Paese. Questa specie ha abitudini tipicamente diurne, mentre i pipistrelli, cacciano durante la notte. Cosa può dirci in proposito? - Giusta osservazione, e, in effetti, ritorna il problema delle specie alloctone che evolutesi in ambienti diversi, spesso non trovano da noi dei predatori “preparati” dall’evoluzione a cacciarle efficacemente. Al tramonto, tuttavia, l’attività della zanzara tigre è massima e questo momento coincide con l’involo serale dei pipistrelli che escono particolarmente affamati dai loro rifugi. Durante il giorno, poi, le rondini e gli altri insettivori, che non siano già stati decimati dalle sostanze chimiche, contribuiscono a liberarci dalla sgradita presenza estiva di questa specie alloctona di Culicidi. Intervista tratta da www.scienzaonline.com |