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La spiritualitā Tibetana é la protagonista del progetto fotografico di Melina Mulas che per 14 anni ha viaggiato per il mondo alla ricerca degli ultimi grandi maestri di questa antica tradizione buddista. Ne é risultato un lavoro prezioso, fondamentalmente in bianco e nero, con un oasi dedicata al colore in cui lo sguardo dei Lama si incontra con il nostro generando inaspettate e profonde emozioni come sottili complicitā.
Dopo la prima mostra intitolata "Il terzo occhio" I lama del Tibet, curata da Angela Vettese per la Galleria Civica del Comune di Modena ed esportata anche in Francia e in Spagna, questo nuovo percorso creato in occasione dell'iniziazione di Kalachakra per la Pace nel mondo a Firenze, in collaborazione con l'Universitā degli Studi ed il Museo di Storia Naturale di Firenze, ha proposto un'equilibrata selezione di immagini di maestri provenienti dalle cinque scuole del buddismo Tibetano creando un vero e proprio percorso introduttivo ed iniziatico alla spiritualitā e cultura Tibetana.
Il cuore della mostra č stato un Mandala tradizionale appositamente realizzato in loco da 4 monaci Tibetani con sabbie colorate nei giorni del 28 e 29 giugno, che poi č stato ritualmente distrutto e dissolto in Arno in segno dell'impermanenza delle cose.
Nello spazio espositivo era stato creato un percorso paesaggistico e documentale a colori, una postazione video e alcuni rari e preziosi oggetti Tibetani provenienti dalla collezione del Museo di Storia naturale di Firenze e da collezioni private.
Era disponibile un catalogo della Mostra edito dalla 5 continents editions di Milano.
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