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 23-Feb-2007   Stampa la pagina corrente   Stampa tutto   Mostra la posizione di questa pagina nella mappa

Scavo paleontologico - feb. / apr. 2007

 

vertebre 

Da Febbraio a Marzo 2007 la Sezione di Geologia e Paleontologia è stata impegnata
sulle colline pisane nello scavo di un CETACEO di grosse dimensioni, testimonianza
dell'antico mare pliocenico presente nella zona.

Il reperto è stato trasportato presso il Museo dove verrà adeguatamente restaurato

Ad opera dei paleontologi del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze si è svolta una campagna di scavo presso Orciano Pisano, condotta - con le necessarie autorizzazioni della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana - sotto il coordinamento della dott.ssa Elisabetta Cioppi, Responsabile della Sezione di Geologia e Paleontologia del Museo. Si è trattato del recupero di uno scheletro fossile di un grosso balenide, cetaceo di grandi dimensioni vissuto nell'antico mare pliocenico della Toscana. Il reperto è apparso nel fondo di un fosso poco dopo i lavori di dissodamento per un campo coltivato e il sopralluogo fatto in seguito alla segnalazione pervenutaci ci ha pertanto spinto ad avviare i lavori di scavo. E' più di un secolo che nella zona non erano stati segnalati altri significativi rinvenimenti, ma solo sporadici resti isolati. Le colline attorno ad Orciano Pisano infatti erano da tempo note ai conservatori del nostro Museo per il ricco materiale conservato nelle importanti collezioni di provenienza locale, raccolte dall'800 ad oggi, comprendenti anche altri vertebrati quali foche, delfini, squali, testuggini marine e splendidi campioni di invertebrati tra cui gasteropodi, bivalvi e crostacei. I terreni di provenienza di queste collezioni, gli stessi da cui si stanno recuperando in questi giorni i resti di balena, sono argille grigio-azzurre del Pliocene, con un'età stimata attorno ai 4 milioni di anni.
Lo scheletro di balena è in connessione anatomica e quindi il ritrovamento è particolarmente importante dal punto di vista scientifico e spettacolare per chi ha la fortuna di partecipare al recupero di un animale lungo poco meno di dieci metri.
Il recupero ha interessato anche la fauna fossile associata, costituita da pesci ed invertebrati, di notevole interesse per la scienza costituendo la documentazione di un ecosistema marino che viene a crearsi attorno al corpo di un cetaceo di grandi dimensioni quando questo si adagia sul fondo del mare fornendo così con la sua decomposizione risorse energetiche ad altri organismi per lungo tempo, alimentando una varia comunità di organismi (whale-fall community), molti dei quali sono stati puntualmente ritrovati nel corso del nostro scavo.

segui le varie fasi dell'operazione di recupero...

Il reperto è stato trasportato presso il Museo dove verrà adeguatamente restaurato e quanto prima esposto al pubblico, insieme ad altri significativi resti presenti nelle nostre collezioni, al fine di creare una suggestiva esposizione sull'ambiente presente nell'antico mare pliocenico della Toscana.
segui le varie fasi del trasferimento...
 
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