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22-Feb-2007
Che cosa si inventano le piante
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(ovvero cosa si fa per riprodursi)
Moltissime piante sfruttano gli insetti, usandoli come “postini” per portare il polline da fiore a fiore. Questi animaletti hanno quindi un ruolo importantissimo nella riproduzione di tantissime specie vegetali.
Ma perché gli insetti sono attratti dai fiori?
Nella maggior parte dei casi i fiori sono abili nel produrre sostanze zuccherine (il nettare) molto gradite ai loro piccoli visitatori: un classico esempio sono le api che fanno incetta di nettare per produrre grandi quantità di miele (noi utilizziamo questa loro abilità da millenni a nostro vantaggio).
Molti fiori però usano sistemi più ingannevoli e meno dispendiosi: producono infatti sostanze molto volatili che imitano quelle che gli insetti emettono per richiamare il partner per l’accoppiamento.
L’insetto, richiamato da questi odori atterra sul fiore e il gioco è fatto. Un’ulteriore attrazione viene svolta dai petali o altre parti del fiore di colori appariscenti che fungono da vere e proprie piattaforme di atterraggio.
Nelle orchidee queste attrazioni ottiche ed olfattive sono molto evolute: nel genere Ophrys il labello (un petalo modificato) riproduce nella forma, pelosità e colori l’addome delle femmine delle varie specie d’insetti pronubi.
Per rendere più efficace il mascheramento i fiori emettono odori simili a quelli che le femmine delle varie specie d’insetti propagano per attirare i maschi della propria specie.
L’insetto (calabroni, bombi, vespe ed api) sceglierà il fiore col labello per lui più "attraente". Essendo la forma e il colore del labello caratteri ereditari, è pensabile che l’evoluzione della pianta sia condizionata proprio sulla scelta dell’impollinatore.
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