Nella sala XX sono esposti, nelle vetrine lungo le pareti, uccelli appartenenti a ben 77 famiglie diverse e, nella vetrina posta al centro della sala, si trovano gli esemplari delle famiglie Ptilonorinchidi (Uccelli giardinieri) e Paradiseidi (Uccelli del paradiso). Il nome di questi ultimi deriva dal fatto che per secoli furono conosciuti solo attraverso i reperti che giungevano in Europa fin dal XVI secolo e che erano stati privati delle zampe dai preparatori locali; l'assenza degli arti posteriori fu creduta la loro naturale condizione per cui si favoleggiava che essi non si posassero mai né al suolo né sugli alberi e che passassero tutta la loro vita in volo. Questa leggenda fu raccolta da Linneo che, pur sapendo che non esistevano Uccelli privi di zampe, assegnò a una specie il nome scientifico di Paradisaea apoda. L'inizio delle esplorazioni nelle foreste della Nuova Guinea e delle isole vicine permise ai naturalisti di farsi un'idea realistica dell'aspetto e delle abitudini di questi uccelli.
Un naturalista ed esploratore che senza dubbio contribuì in maniera notevole allo studio e alla conoscenza di queste due famiglie di Uccelli, fu il fiorentino Odoardo Beccari (1843-1920), il quale, durante i suoi viaggi di esplorazione in Nuova Guinea e nelle Molucche negli anni 1873-1876, raccolse una buona parte degli Uccelli del paradiso e Uccelli giardinieri presenti nella vetrina centrale di questa sala del Museo.
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