Pubblicazioni con Firenze University press
Gruppi di Studio e Laboratori
|
18-Apr-2006
Curiosità
| Informazioni
|
Collezioni
|
Curiosità
|
Dietro la scena
|
|
Grembiule di Lama
L'utilizzo di reperti anatomici umani come ornamenti nella costruzione di oggetti è diffusa in aree geografiche ed in complessi etno-antropologici diversi fra loro. Il reperto umano, soprattutto l'osso, diviene parte funzionale per la costruzione di oggetti. L'osso sembra perdere, almeno in parte, la propria identità anatomica, in quanto viene trattato e manipolato tanto da divenire parte integrante di un oggetto, acquisendo significato simbolico che trascende la sua essenza corporea. (Tibet occidentale - Spedizione De Filippi, 1913-14; dono Edmea De Filippi - 1952)
|
|
Arpa Ostiacca
Strumento con nove corde metalliche e la cassa a forma di gru o cigno. Detto dagli Ostiacchi Toropin o Toropit-ink (gru di legno; tor o tora significa gru nella lingua locale); è chiamata anche Kotang (cigno) da cui il nome russo di Liébed. Lo strumento è tratto da un unico tronco d'albero. Prima vuotano la parte per la cassa armonica, poi vi sovrappongono il piano armonico, incollandolo con colla di pesce. L'arpa accompagna gli Ostiacchi nei loro balli, rozze pantomime in cui riproducono i loro miti e leggende.(Siberia occidentale - Spedizione Sommier, 1880).
|
|
Kabila
Fra gli oggetti dell'etnia Luba raccolti da Brissoni mentre era alle dipendenze dell'esercito dello Stato Indipendente del Congo, ci sono sculture lignee e in avorio di notevole pregio. Le "Kabile", figure per lo più femminili, sono fra gli oggetti più diffusi della produzione Luba. La scultura rappresenta uno spirito tutelare di un gruppo dei Luba centrali. Fra le funzioni dell'oggetto, due sono fondamentali: talvolta la statuetta era sotterrata davanti alla capanna di una puerpera o esposta sulla soglia per informare della nascita e invitare ad aiutare la madre che non può, in questo periodo, dedicarsi ai lavori agricoli. (ex Congo - Raccolta E. Brissoni, fine '800-inizio '900. Dono P. Gortassa - 1906).
|
|
Portafrecce
Insegna di comando dei Luba, forgiato in ferro battuto decorato con un piccolo busto umano da cui originano due bracci arcuati per posare le frecce. La testa è molto stilizzata. L'esemplare costituisce un'opera di alto livello e mostra che i Luba erano abili nella metallurgia come nella scultura del legno. Forse è molto antico, in continuità con la tradizione evidenziata dagli scavi archeologici. Era custodito della prima sposa del capo, insieme ad altri segni di potere. (ex Congo - Raccolta Ernesto Brissoni, 1901)
|
|
Casa di un Capo Batacco
La casa del capo è al centro del villaggio, ha pareti lignee dai vivaci colori, con ricche incisioni. La palizzata accoglie bufali, cavalli e maiali, separati da traverse di legno. Il tetto "a carena" costruito con filamenti di igiuc (Arenga saccarifera) è solido e impermeabile. Una finestra che si apre su una sorta di balcone illumina l'interno. Il tetto è decorato da un ornamento detto giorognom giorognom o da un cranio di bufalo. Due sculture simboliche, signa, ornano la facciata. (Indonesia, Isola di Sumatra, Lago Toba - Raccolta Elio Modigliani, 1891)
|
|
Inau
Gli Inau degli Ainu sono bastoncini rituali offerti agli dei (Kamui) di foggia diversa a seconda delle divinità. Gli Inau, generalmente scolpiti nel legno del sacro salice, sono in genere interpretati come sostituti antropomorfi o teriomorfi di messaggeri a cui si affidano le preghiere. I più potenti e temuti (Inau Kamui) sono considerati vere divinità, corpo del dio. Le più note specie di Inau hanno trucioli (Kike) con valore di capelli o di sacro mantello con potere protettivo. (Hokkaido, Giappone settentrionale - Raccolta Fosco Maraini, 1940-45)
|
|
|