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 29-Mar-2010   Stampa la pagina corrente   Mostra la posizione di questa pagina nella mappa

TAXONOMICUS

taxonomicus

Mostra a cura di:
Linda Fontanelli e Marco Catone

dal 15 gennaio al 16 febbraio 2010

PROROGATA FINO AL 16 marzo 2010

orario mostra:
dal martedì al sabato 9,30 - 16,30
domenica 9,30- 18,00
lunedì chiuso

Sez. Zoologia "La Specola"

La Specola, celebre sezione di Zoologia del Museo di Storia Naturale di Firenze, accoglie come un immenso Cabinet de Curiosités. Occhieggianti dalle teche vitree, centinaia di creature sono i muti testimoni dello splendore naturale, del caleidoscopio delle forme animali, ricondotti ad un semplice e leggibile fil rouge dall’inestimabile valore semantico.

Nel 1927, a Zurigo, Hermann Rorschach creava il suo test psicologico, con le sue mutevoli macchie di inchiostro che interrogano gli archetipi annidati nelle pieghe più riposte della psiche umana. Ancora prima, nel fatidico 1915, Franz Kafka pubblicava la sua terribile Metamorfosi.

Il mite Gregor Samsa si destava in un’alba livida, rinserrato in fredde membra chitinose. Ruoli, identità, rovesciamenti radicali; tutto all’insegna dell’Enigma. E’ tra questi due poli che si articola l’esposizione di opere di Linda Fontanelli e Marco Catone.

Tutto si stempera, assume una parvenza larvale. Forme nette, volumi articolati, divengono macchie sfocate, entità umbratili. Come se la materia tornasse duttile, indifferenziata; siamo negli ignoti territori che sfuggono ad ogni precisa identificazione.

In lunghi quadri bianchi, come in dei moderni emakimono, i tradizionali rotoli dipinti giapponesi; appaiono ombre teratomorfe, dai contorni indistinti che atterriscono, inquietano, prive come sono di bordi netti e di confini precisi. E’ la dimensione della pura potenzialità.

Poco oltre, ecco apparire una sequenza di solide teste, maschere apotropaiche, feticci, copricapi rituali; le suggestioni sono sottili e vanno dal tema greco-romano dei bucrani scolpiti, sino agli studi fisiognomici di lombrosiana memoria. Materiali tradizionali, antichi: terrecotte policrome, gesso, cartapesta; danno corpo ai vari stadi di una inquietante trasformazione che diventa paradigma dei nostri tempi, così devoti al mutamento incessante. Vengono in mente i volti ghignanti dei fauni, geneticamente modificati, di un Matthew Barney.

I rimandi e le associazioni sorgono, prendono consistenza, quasi spontaneamente; in una dimensione straniata e straniante. Vi è una sottile difficoltà nel mettere a fuoco, nel definire, nel classificare. Un impasse che paradossalmente assume le evocative spoglie di una incessante metamorfosi, di una inarrestabile ibridazione.

Al di là, oltre ogni tentativo di sistematizzare, di chiarire, di bloccare una decomposizione, uno sfarinarsi delle cose; di interrompere l’invincibile processo entropico.

Temi eminentemente contemporanei, ma dalle innumerevoli risonanze antiche. Ovidio, Apuleio, Stevenson, Kafka; come in una danza macabra degna di uno Hieronymus Bosch, le incarnazioni di questo archetipo si succedono, si accavallano, sino alle fibrillazioni del morphing digitale, con le sue incorporee declinazioni; con i suoi pallidi avatar.

 

 

Marco Catone

Locandina
Linda Fontanelli

Fiorentina di nascita, (1978), dopo gli studi in pittura ed incisione presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, tiene numerose esposizioni in tutta Italia, ad iniziare dalla partecipazione, nel 2003, ad Innesti Doc, collettiva di artisti nell’ambito di Tuscia Electa, nel Chianti fiorentino. Di particolare rilevanza le mostre allestite a Torino, in concomitanza con le Olimpiadi invernali 2006, e a Cortona, nel Chiostro di S.Agostino, nel giugno dello stesso anno; culminanti nel gennaio 2006 in una mostra personale patrocinata dal Comune di San Casciano in Val di Pesa e nella vittoria del Premio di pittura, bandito dal Comune di Massa Marittima, seguita da un’esposizione nel locale Museo Archeologico. Nel luglio 2006, in collaborazione con lo scenografo Marco Catone, ha allestito una mostra personale di scultura, presso il Museo di Arte Sacra di Greve in Chianti. Nella primavera del 2007, i due artisti hanno realizzato una mostra di scultura a Zurigo, dal titolo Ziege, allestita presso la Eve Ballmann Homegallery. Nel 2008 ha partecipato alla collettiva Das Kleine Format, sempre a Zurigo. Attualmente vive e lavora in Svizzera.

Marco Catone

Nato a Vicenza nel 1969, si forma nel corso di Emilio Vedova presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Nel 1982 e 1983 vince il Premio Giovani al Concorso Nazionale Autori di Fumetti di Prato. Nel 1989 prende parte alla collettiva di design: Mobile E/Motivo, allestita nella Scuola Grande di S.Giovanni Evangelista a Venezia, a cura di Ennio Chiggio. Nel 1991, partecipa alla mostra collettiva Videoarte, organizzata dal Museo Fortuny di Venezia. Nel 2003 è lo scenografo per il film documentario di Mario Zanot, (il regista dell’ultima intervista a Tiziano Terzani), sulla storia dell’Arsenale di Venezia, trasmesso da RaiTre nell’ambito del programma “Ulisse”, di Piero ed Alberto Angela e su RaiUno, in “SuperQuark”. Scenografo per il film documentario.Venezia e la Galea perduta di Marco Visalberghi, (uno dei creatori dello storico programma Quark), una coproduzione Francia-Italia; presentato in prima mondiale al Teatro La Fenice di Venezia il 25 aprile 2006. In collaborazione con Linda Fontanelli ha realizzato le mostre: La Fortezza della Solitudine, Museo di Arte Sacra di San Francesco, Greve in Chianti, luglio 2006; Ziege, Eve Ballmann Homegallery, Zurigo, Svizzera, aprile – maggio 2007.

 

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