Museo di Storia Naturale

BAT BOX: un pipistrello per amico

Per contribuire alla conservazione di questo straordinario gruppo animale, gli zoologi del Museo di Storia Naturale di Firenze, con la collaborazione di Unicoop Firenze, hanno messo a punto un progetto per la diffusione delle bat box, piccole casette di legno da utilizzare per offrire nuovi rifugi a questi efficienti predatori di insetti. Le nostre bat box sono studiate per attrarre proprio i pipistrelli che frequentano gli ambienti urbanizzati, e potranno essere appese alla parete esterna della casa, meglio se al riparo sotto la grondaia del tetto. Quando tali rifugi saranno colonizzati avremo per alleato un formidabile cacciatore di insetti.

 

Le nostre Bat Box sono distribuite, al prezzo di costo di 23,90
euro, negli ipermercati e nei più grandi supermercati COOP
di tutta Italia. Per l'elenco dei punti vendita e per essere
sempre aggiornati sui nostri bat-eventi e iniziative
Vai all'elenco dei punti vendita
 
guida bat box
Insieme alla bat box viene distribuita una nostra breve guida per scoprire tutto o quasi sui pipistrelli, conoscere le loro abitudini e tante curiosità sul loro mondo notturno. Da questanno, la guida è stata rivisitata in chiave più divulgativa e accattivante grazie alla collaborazione con Disney Italia che ha deciso di sostenere il nostro progetto.

E possibile scaricare la precedente versione della guida, contenente comunque tutte le informazioni relative al progetto. Vai alla guida .pdf

Ma la promozione 2010 non si ferma qui: a partire dal mese di Aprile, nei negozi COOP aderenti alliniziativa è possibile ricevere in omaggio uno splendido fumetto dedicato ai nostri amici pipistrelli!

 

copertina paperino
 
Grazie alla vasta distribuzione delle nostre bat box abbiamo potuto avviare una ricerca scientifica per raccogliere dati sperimentali utili a ottimizzare l'impiego dei rifugi artificiali e per coinvolgere direttamente le persone sui temi della conservazione e della lotta biologica alle zanzare in alternativa all'uso indiscriminato di pesticidi. Partecipate a questa sperimentazione! Sarete periodicamente aggiornati sulle più curiose novità in campo chirotterologico. Compilate la nostra scheda di posizionamento e monitoraggio, fornita insieme alla bat box, e inviatela tramite e-mail all'indirizzo batbox@unifi.it oppure tramite fax al numero 055 225325.
 
bat box
 
I rifugi artificiali per pipistrelli, meglio conosciuti come bat box, vengono comunemente utilizzati per scopi scientifici. Nella letteratura specializzata, ma anche in internet, possiamo trovare vari modelli di bat box, diversi per forma e materiali. Ognuno di essi si adatta a particolari situazioni e soprattutto è studiato per particolari specie. Se si usa la bat box sbagliata, molto difficilmente questa verrà colonizzata e così avremo perso del tempo e l'opportunità di dare una casa ai nostri amici alati. Le bat box messe a punto dagli zoologi del Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze insieme a Unicoop Firenze sono il risultato di studi ed esperienze dirette condotte in questi ultimi anni. Progettate per favorire le specie di pipistrelli più frequenti negli ambienti urbani e suburbani italiani, offrono un rifugio sicuro dai predatori e sono studiate in modo che la temperatura al loro interno possa stratificarsi per offrire agli animali la possibilità di scegliere il microclima ottimale.

pipistrelli dentro batbox

pipistrelli dentro batbox

bb_ragazza.jpg
   
schema costruttivo bat box
Non è difficile costruirsi da soli una bat box (scarica lo schema fai da te), ma occorre sapere che sono necessari pannelli di legno di almeno 1,5 cm di spessore e un trattamento da esterni con vernice ad acqua. In ogni caso non usare materiali particolarmente odorosi o peggio tossici, mal tollerati dai pipistrelli. Assicurarsi che la superficie interna della bat box sia abbastanza ruvida per permettere l'appiglio dei pipistrelli. Verificare la perfetta tenuta delle giunture tra le tavole, in modo da consentire quella stratificazione verticale interna della temperatura che tanto piace ai nostri piccoli amici. Dopo aver costruito il vostro rifugio artificiale potrete partecipare alla sperimentazione inviando un'apposita richiesta all'indirizzo di posta elettronica batbox@unifi.it. Vi inoltreremo così la scheda di posizionamento e monitoraggio in formato elettronico, necessaria per comunicarci i vostri dati. È opportuno precisare che finora soltanto pochi rifugi artificiali costruiti autonomamente di cui abbiamo notizia sono stati colonizzati, vi invitiamo dunque a cimentarvi nella costruzione "fai da te" solo nel caso abbiate a disposizione le opportune strumentazioni e una buona manualità.
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Il periodo migliore per l'installazione delle bat box è il mese di marzo, all'arrivo della buona stagione, in modo che i pipistrelli le possano trovare durante i loro primi voli al risveglio dal letargo invernale. E comunque importante posizionare la bat box il prima possibile, in modo che questa perda lodore di nuovo ed i pipistrelli la percepiscano come sicura. Ricordiamo che il periodo in cui più facilmente i pipistrelli colonizzeranno le bat box è durante i mesi più caldi (da aprile a settembre), quando le temperature più alte favoriscono la presenza di numerosi insetti e lattività dei pipistrelli è dunque maggiore. Alle nostre latitudini durante l'inverno i chirotteri si ritirano per lo più in grotte e cavità sotterranee dove, salvo sporadiche uscite, trascorrono in stato di letargo tutto il periodo invernale. Applicando questa particolare strategia riescono a superare brillantemente la stagione sfavorevole. Sappiamo tuttavia che non è raro che i pipistrelli passino linverno nelle bat box, è dunque opportuno non rimuovere i rifugi artificiali durante i mesi invernali. E' bene sottolineare infine che sono sempre i pipistrelli a scegliere il loro rifugio e non è proprio possibile trasferirli forzatamente nelle bat box! Anzi, rammentiamo che la legge li protegge rigidamente e vieta anche di manipolarli, se non dietro rilascio di specifici permessi accordati dal Ministero dellAmbiente solo per motivi di studio.
Per qualsiasi altra informazione o curiosità sull'iniziativa è possibile rivolgersi all'indirizzo:
batbox@unifi.it

 

collaborazioni Collaborazioni logo Bat-Art
grafico Risultati della sperimentazione pipistrello Attività del Museo per i pipistrelli
maglietta Gadget giornale Rassegna stampa
zanzara CNR - lotta biologica alle zanzare corda Link utili
FAQ FAQ - Frequently Asked Questions youtube Video su youtube

anno del pipistrello anno internazionale del pipistrello


Punti vendita

 

Le nostre bat box sono prodotte e distribuite da COOP e messe in vendita nei principali negozi di questa catena di distribuzione italiana (ipermercati, megastore e supermercati di maggiori dimensioni).
Le bat box MSN-COOP si possono trovare in vendita a partire da
metà marzo al prezzo di costo di 22,00 euro.

Per trovare il negozio più vicino a voi consultate l'elenco aggiornato dei supermercati COOP in cui la batbox è disponibile

 

elenco negozi




Rassegna stampa

Articolo del 14 marzo 2012 su LA Nazione

Articolo del 14 marzo 2012 su IL Corriere di Firenze

Articolo  13 marzo 2012 su Libero quotidiano.it

Articolo settembre 2011 su Donna moderna

Articolo settembre 2011 su Messaggero di S.Antonio

Articolo del 1 settembre 2011 su La Nazione Firenze

Articolo del 3 luglio 2011 su Il Piccolo di Trieste

Articolo del 28 giugno 2011 su Corriere fiorentino

Articolo del 15 giugno 2011 su ilsitodifirenze

Articolo del 14 giugno 2011 su La Nazione Lucca

Articolo del 14 giugno 2011 su La Nazione .it

Articolo del 14 giugno 2011 su Il Tirreno Empoli.it

Articolo del 13 giugno 2011 su met provincia di Firenze

Articolo del 10 giugno 2011 su Go news.it

Articolo del  07 giugno 2011 su La Nazione Lucca

Articolo del  07 giugno 2011 su Il Tirreno Livorno

Articolo del 11 maggio 2011 su Settimana veterinaria

Articolo del 16 maggio 2011 su L'Unità

articolo del 11 maggio 2011 su Il Corriere della Sera

articolo del 9 maggio 2011 su La Gazzetta di Mantova

articolo d l 8 maggio 2011 su La Gazzetta di Mantova

articolo del 6 maggio 2011 su La Gazzetta di Mantova

articolo del 4 maggio 2011 su La Gazzetta di Mantova

articolo del 29 aprile 2011 su Maremma news

articolo del 22 aprile 2011 su Il venerdì di Repubblica

articolo del 21 aprile 2011 su L'Unità

newsletter Università degli Studi di Firenze

articolo del 17 aprile 2011 su La Repubblica

articolo del 15 aprile su Il Giornale

articolo del 15 aprile 2011 su La Repubblica

articolo del 15 aprile 2011 su Il Giorno

articolo del 14 aprile 2011 su Lic@nsing

aricolo del 8 aprile 2011 su Il Tirreno

articolo aprile 2011 Informatore Coop

articolo marzo 2011 Infirenze 

newsletter Gruppo Italiano ricerca chirotteri

articolo dicembre 2010 su Il Quotidiano della Basilicata

articolo novembre 2010 su www.rivieraoggi.it

articolo novembre 2010 su www.scintilena.com

articolo novembre 2010 su www.popsci.com

articolo ottobre 2010 su Informatore Coop

articolo del 20 agosto 2010 pubblicato sul Resto del Carlino

articolo del 8 agosto 2010 pubblicato su Focus.it

articolo del 7 agosto 2010 pubblicato su GENTE

articolo del 4 agosto 2010 pubblicato su Corriere Fiorentino

articolo del 4 agosto 2010 pubblicato su Il Giornale Toscana

articolo del 4 agosto 2010 pubblicato su La Nazione - Firenze

articolo del 4 agosto 2010 pubblicato su Nuovo Corriere Aretino

articolo del 4 agosto 2010 pubblicato su Nuovo Corriere di Firenze

articolo del 3 agosto 2010 ANSA

 articolo del 27 luglio 2010 pubblicato su IL Pccolo di Trieste

articolo del 30 giugno 2010 pubblicato su OGGI

articolo on-line 29 giugno 2010 mi-lorenteggio

articolo del 24 giugno 2010 pubblicato on-line su BOLOGNA 2000

aricolo del 23 giugno 2010 pubblicato su Il Giorno (Varese)

articolo 20 giugno 2010 pubblicati sul Menestrello di Fossombrone

articolo del 18 giugno 2006 pubblicato su Corriere della sera

articolo del 16 giugno 2010 pubblicato su Il Nuovo Corriere Aretino

articolo dell’11 giugno 2010 su ADN-Kronos sulla BatNight

articolo del 1 giugno 2010 su corrieredellasera.it

articolo del 26 maggio 2010 pubblicato sul Corriere del Veneto

articolo del 20 maggio 2010 sulla NewsLetter della Università di Firenze

articolo del 19 maggio pubblicato su IL TIRRENO Pisa

Articolo del 13 maggio 2010 su "Il Corriere delle Alpi"

articolo del 12 maggio 2010 fanoinforma.it

 articolo 10 maggio 2010 pubblicato da AdnKronos

articolo del 10 maggio 2010 su Tgcom.it

articolo del 5 maggio 2010 pubblicato su La Repubblica

articolo del 4 maggio 2010 pubblicato su BBC Brasil

articolo del 1 maggio 2010 pubblicato su il giornale

articolo del 1 maggio 2010 pubblicato su La Tribuna di Treviso

articolo del 1 maggio 2010 pubblicato su Il Gazzettino

articolo del 30 aprile 2010 pubblicato su La Repubblica.it

articolo del 30 aprile 2010 pubblicato da ANSA

articolo 28 aprile 2010 pubblicato sulla Gazzetta di Mantova

articolo del 22 aprile 2010 pubblicato su Corriere di Romagna

articolo del 22 aprile 2010 pubblicato su L'Unità (Toscana)

articolo del 22 aprile 2010 pubblicato su QN

articolo del 22 aprile 2010 pubblicato su Il Tirreno

articolo del 22 aprile 2010 pubblicato su La Repubblica (Firenze)

articolo del 12 aprile 2010 pubblicato su Epolis Friuli

articolo del 6 aprile 2010 pubblicato sul Corriere Fiorentino

Articolo 6 aprile 2010 su Informatore (UniCoop Firenze)

articolo 03 aprile 2010 pubblicato sulla Gazzetta di Mantova

articolo 02 aprile 2010 pubblicato su Il Reporter

articolo 1 aprile 2010 pubblicato su LA STAMPA

articolo aprile 2010 pubblicato su Ilsole24ore.com

articolo marzo 2010 pubblicato su www.informazioneambiente.it

articolo marzo 2010 pubblicato su www.informazioneambiente.it

articolo 1 marzo 2010 pubblicato su La Civetta

articolo 26 febbraio 2010 pubblicato sulla Gazzetta di Mantova 

articolo 24 febbraio 2010 pubblicato sulla Gazzetta di Mantova

articolo gennaio/febbraiio 2010 pubblicato su consumatore coop lombardia

 articolo del 10 maggio 2009 pubblicato su Gazzetta dell'Adda

articolo del 10 maggio 2009 pubblicato su Gazzetta dell'Adda

articolo del 27 luglio 2009 pubblicato su Gazzetta del Sud di Milano

articolo del 24 luglio 2009 pubblicato su Il Tirreno

Articolo del 13 luglio 2009 su Il Resto del Carlino, Modena

articolo del 4 luglio 2009 pubblicato su Il Corriere della sera Roma

articolo del 12 giugno 2009 pubblicato su Il Giornale di Vicenza

articolo del 1 febbraio 2009 pubblicato su Il Messaggero

articolo del 04 settembre 2009 pubblicato su La Voce

articolo luglio-agosto 2009 pubblicato su Nuova Ecologia

articolo del 08 luglio 2009 pubblicato su nuovoconsumo.it

articolo del 11 luglio 2009 pubblicato su Resto del Carlino

 articolo del 07 giugno 2009 pubblicato su Libero

articolo del 16 aprile 2009 pubblicato su Il Nuovo Corriere di Firenze

articolo del 16 aprile 2009 pubblicato su La Nazione

articolo del 14 maggio 2009 pubblicato su Il Tirreno

articolo del 2 aprile  2009 pubblicato su  Il Resto del Carlino

articolo del 31 marzo 2009 pubblicato su Corriere Fiorentino 

articolo del 23 marzo 2009 pubblicato su La Voce di Forlì

articolo pubblicato il 2 marzo 2009 on-line su Met

articolo del 1 febbraio 2009 pubblicato sulla cronaca di Roma de La Repubblica

articolo del 26 gennaio 2009 pubblicato su La Stampa.it

articolo pubblicato sull'Informatore Coop di Febbraio 2009

articolo del 26 gennaio 2009 pubblicato su La Stampa.it

articolo del 26 gennaio 2009 pubblicato su La Stampa

articolo del 21 gennaio 2009 pubblicato on line su Unicoop.it

articolo del 24 ottobre 2008 pubblicato sul Resto del Carlino

articolo del 23 ottobre 2008 pubblicato su il Messaggero

articolo del 18 agosto 2008 pubblicato su Il Giornale di Milano

articolo di luglio 2008 pubblicato su Il Reporter

articolo del 17 giugno 2008 pubblicato sulla cronaca di Pisa del Il Tirreno

articolo del 4 giugno 2008 pubblicato su L'Adige

articolo pubblicato a maggio 2008 su Gioia

articolo pubblicato il 20 aprile 2008 su La Nazione di Montecatini

articolo pubblicato sul n°3 di aprile 2008 Quartiere4 Informa

articolo pubblicato il 3 marzo 2008 on-line su Scintilena, notiziario di Speleologia

articolo del 5 febbraio2008 pubblicato on-line su Pikaia.eu

articolo del 2 febbraio 2008 pubblicato su La Nazione

articolo del 29 gennaio 2008 pubblicato on-line su Il Messaggero.it

articolo del 24 novembre 2007 pubblicato su La Nazione

articolo del 14 settembre 2007 pubblicato su Corriere di Firenze

articolo del 30 luglio 2007 pubblicato su Il Messaggero

articolo del 25 luglio 2007 pubblicato su Corriere di Arezzo

articolo pubblicato il 24 luglio 2007 on-line su Scintilena, notiziario di Speleologia

articolo del 20 luglio 2007 pubblicato on-line su L'Unione Sarda

articolo del 18 luglio 2007 pubblicato su Corriere della Sera

articolo del 16 luglio 2007 pubblicato on-line su In Toscana.it

articolo del 14 luglio 2007 pubblicato on-line su PratoBlog

articolo del 13 luglio 2007 pubblicato on-line su Il punto-online.it

articolo del 6 luglio 2007 pubblicato su Corriere di Firenze

articolo del 30 giugno 2007 pubblicato su City

articolo del 26 giugno 2007 pubblicato su L'Indipendente

articolo del 25 giugno 2007 pubblicato su Newton

articolo del 21 giugno 2007 pubblicato su La Nazione di Firenze

articolo del 20 giugno 2007 CNR - Almanacco della scienza

articolo del 17 giugno 2007 pubblicato su Corriere di Firenze

articolo del 16 giugno 2007 pubblicato su Corriere di Firenze

articolo del 10 giugno 2007 pubblicato su Corriere di Firenze

articolo del 10 giugno 2007 pubblicato su Il Firenze

articolo del 10 giugno 2007 pubblicato su La Nazione di Firenze

articolo del 30 maggio 2007 pubblicato su La Repubblica

video trasmesso da Canale10 e RTV38 il 3 giugno 2007  

articolo del 3 maggio 2007 pubblicato su City

articolo del 1 aprile 2007 pubblicato su Il Firenze

video trasmesso da RAI 3 il 24 marzo 2007

articolodi Silvia Amodio sull' informatore Coop marzo 2007

articolo di Sylvie Coyaud del 15 ottobre 2006 vai al blog

articolo del 10 ottobre 2006 pubblicato su La Nazione

articolo del 12 maggio 2006 pubblicato su La Repubblica

articolo del 10 maggio 2006 pubblicato su La Nazione

 




CNR - lotta biologica alle zanzare

CNR

Visto il crescente disagio dovuto alle infestazioni estive delle zanzare, ma soprattutto per fronteggiare il problema del preoccupante incremento dei prodotti chimici immessi nell'ambiente, il CNR (Consiglio Nazionale della Ricerca) ha organizzato una serie di incontri tra specialisti per analizzare la questione e mettere a punto delle linee guida che permettano di affrontare in modo eco-sostenibile il problema “zanzare”. I dati presentati riguardanti gli insetticidi di sintesi chimica sono stati a dir poco allarmanti per quanto riguarda sia l'impatto sull'ambiente che sulla salute dell'uomo. Per preservare dunque il buono stato di entrambi è stata richiesta la piena collaborazione delle istituzioni nel diffondere tecniche di lotta biologica alla zanzara e nell'incrementare i fondi da utilizzare per la ricerca di composti chimici a basso impatto (le bio-molecole). Informazioni più precise e ulteriori approfondimenti si possono trovare nel sito web www.infozanzare.info

Sono stati recentemente diffusi alcuni comunicati stampa da parte di associazioni di entomologia applicata e da parte di assessori comunali poco informati, in cui si diffonde l’infondata notizia che i pipistrelli non sono in grado di predare le zanzare, rendendoli strumenti del tutto vani per la lotta biologica a questi insetti. Prima che questa voce inizi a divulgarsi eccessivamente, vanificando così i nostri sforzi per la tutela dei Chirotteri, abbiamo voluto puntualizzare la questione in maniera scientifica, sfatando così qualsiasi diceria a riguardo. Di seguito riportiamo parte dell’intervista che abbiamo rilasciato al sito web Scienza Online, in cui facciamo un po’ di chiarezza:
 - A proposito della dibattuta questione sulle “evidenze scientifiche” riguardo all’azione dei pipistrelli come controllori biologici degli insetti. Il quesito ricorrente è “quante zanzare i pipistrelli riescono a predare in una singola notte”?
- A questo proposito leggiamo sui giornali delle cifre che poi rimbalzano da un articolo all’altro, aumentando di volta in volta come in una specie di gioco al rialzo.
Vale la pena di fare un po’ di chiarezza:
un pipistrello italiano di medie dimensioni può, durante una sola notte di caccia, aumentare il proprio peso fino al 50%. Questo significa che un individuo di 20 g può predare in una sola notte fino a 10 g d’insetti.
Il peso degli insetti è variabile e se calcoliamo a quante zanzare (circa 5 mg ciascuna) corrispondono 10 g d’insetti, ricaviamo un totale di circa 2.000 zanzare ogni notte. Ovviamente, questo non significa che un pipistrello esca la sera con l’assoluta determinazione di predare solo e soltanto zanzare!
Il pipistrello in questione mangerà ogni insetto che incontrerà durante la sua uscita serale, senza fare troppa attenzione al fatto che questo possa essere una zanzara o una falena. Ciò significa che il numero di zanzare catturate dai pipistrelli, così come il numero di altri gruppi di insetti predati, dipende grosso modo dalla loro disponibilità: più zanzare ci sono e più facilmente saranno predate. Occorre sapere poi che non tutti i pipistrelli cacciano nello stesso modo e negli stessi ambienti, quindi le probabilità di cattura di un particolare gruppo di insetti varia anche in funzione della specie di pipistrello.
Per le specie di Chirotteri italiani disponiamo di molti dati sperimentali (anche se perlopiù studiati in altri Paesi europei) e da questi risulta che la cattura di Culicidi è una componente importante della dieta di molti pipistrelli.

- Attualmente qualcosa si muove in modo negativo nei confronti della Vostra iniziativa, ce ne vuole parlare?
- Volentieri. Nonostante queste evidenze scientifiche, infatti, c’è ancora chi non si arrende: alcuni entomologi coinvolti nella lotta chimica agli insetti sostengono di avere le prove che i pipistrelli non siano per niente efficaci nel regolare il numero delle zanzare, e basano questo convincimento su una serie di pubblicazioni per lo più americane. Recentemente abbiamo letto alcuni articoli su riviste e quotidiani che negano l’efficienza e l’utilità dei pipistrelli nella regolazione del numero degli insetti, in particolare delle zanzare, nonostante che questi piccoli mammiferi si siano specializzati in questo ruolo nel corso di ben 52 milioni di anni!
- Le va di fare un po’ di chiarezza sulla questione?
- In questi articoli vengono citati lavori scientifici che, oltre ad essere ripresi per lo più da siti e riviste settoriali che si occupano esclusivamente di disinfestazione chimica, non fanno altro che dimostrare che esistono alcune specie di pipistrelli che non si cibano quasi per niente di zanzare. Questo non dovrebbe sorprendere più di tanto: visto che circa il 70% delle 1.100 specie di pipistrelli che esistono al mondo mangiano insetti, è più che normale che alcune di queste specie abbiano delle abitudini che le portano a cacciare in luoghi in cui la presenza di zanzare non è poi così elevata da costituire una delle loro prede di elezione.
Non è quindi sufficiente documentare che pochissime specie di pipistrello americane e pochissime altre tedesche usualmente non mangiano le zanzare per dimostrare che i pipistrelli in generale non mangiano le zanzare. La Scienza non funziona così!
E’ bene inoltre sottolineare che non esiste, attualmente, nessuna tecnica (o sostanza chimica di sintesi o naturale) che possa da sola risolvere il “problema” delle zanzare.
Possiamo però impegnarci nella miglior gestione di questi insetti con l’utilizzo di più tecniche integrate che ne tengano sotto controllo il numero.
Se ci concentriamo semplicemente (e ciecamente) sull’eliminazione delle zanzare, viste come un pericoloso problema, ci limiteremo a diffondere una serie interminabile di veleni che, è all’attenzione di tutti, hanno l’unico effetto di avvelenare l’ambiente in cui viviamo, in cambio solo di un breve sollievo temporaneo.
Se invece impegneremo le nostre risorse nella gestione sostenibile delle zanzare, per riportare l’ambiente a quella situazione di equilibrio che l’azione dell’uomo ha compromesso, allora le cose cambieranno radicalmente.
La salvaguardia dei pipistrelli rientra quindi a pieno titolo in quelle tecniche sostenibili di gestione delle zanzare che hanno come priorità la salute dell’uomo e dell’ambiente.

- Questo significa che non si può delegare soltanto ai pipistrelli la lotta alle zanzare?
- Esatto. Occorre mettere in campo una serie di diverse tecniche a basso impatto che riescano a ridurre efficacemente il numero di questi insetti in ogni fase del loro ciclo vitale.
Sappiamo che prima di diventare quei fastidiosi insetti volatori che noi tutti conosciamo, le zanzare hanno una prima fase di vita larvale che si svolge in acqua. Risulta dunque necessario adottare anche delle tecniche che siano in grado di ridurre il proliferare di uova e larve nella fase acquatica. Anzi, occorre tener presente che le tecniche larvicide sono quelle che generalmente riducono in maniera più efficace il numero degli individui.
Non si può pensare ad una lotta alle zanzare che sia rivolta soltanto alla forma adulta o alla forma larvale, l’unico modo per gestire efficacemente il proliferare di questi insetti è la lotta integrata e visto che la nostra priorità è la salute, le tecniche utilizzate devono essere sostenibili per noi e per l’ambiente in cui viviamo.
- Parliamo però della Zanzara Tigre, che da qualche anno ha colonizzato il nostro Paese. Questa specie ha abitudini tipicamente diurne, mentre i pipistrelli, cacciano durante la notte. Cosa può dirci in proposito?
- Giusta osservazione, e, in effetti, ritorna il problema delle specie alloctone che evolutesi in ambienti diversi, spesso non trovano da noi dei predatori “preparati” dall’evoluzione a cacciarle efficacemente. Al tramonto, tuttavia, l’attività della zanzara tigre è massima e questo momento coincide con l’involo serale dei pipistrelli che escono particolarmente affamati dai loro rifugi. Durante il giorno, poi, le rondini e gli altri insettivori, che non siano già stati decimati dalle sostanze chimiche, contribuiscono a liberarci dalla sgradita presenza estiva di questa specie alloctona di Culicidi.

Intervista tratta da www.scienzaonline.com 




Attività del Museo per i pipistrelli
  Memarginatus

I pipistrelli, forse per le loro abitudini notturne ed il loro elusivo comportamento, o magari per il loro volo apparentemente scoordinato, non hanno mai riscosso un grande successo tra la gente. Altri animali di più immediato fascino godono di ben altre fortune. E' il caso del lupo, che nonostante rappresenti un costo gestionale non certo trascurabile, è considerato uno dei simboli della conservazione. Eppure i pipistrelli, che ogni notte d'estate svolgono un silenzioso e instancabile lavoro di controllo biologico delle popolazioni d'insetti, non meriterebbero un po' più di attenzione da parte dell'uomo?

Il Museo di storia Naturale dell'Università di Firenze vanta una lunga tradizione nello studio dei Chirotteri (questo è il nome scientifico dell'Ordine di cui fanno parte i pipistrelli); molti sono i lavori curati dagli specialisti del Museo dove potrete trovare informazioni più dettagliate su questi affascinanti animali.

Progetto Affittasi rifugio per pipistrelli - Valdarno Arezzo

Indagine chirotterologica nel Parco Naturale del Monte San Bartolo

La gestione della colonia del Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana (LU)

Indagine chirotterologica nel Parco Mediceo di Pratolino - Villa Demidoff

I Chirotteri della Provincia di Prato




LA GESTIONE DELLA COLONIA DEL TEATRO ALFIERI DI CASTELNUOVO DI GARFAGNANA (LU)
logo teatro alfieri

Il Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana (LU) risale al 1860 ed è un esempio di teatro all’italiana, che conserva ad oggi ancora tutti gli elementi architettonici originari, sia per quanto riguarda la struttura che per gli apparati decorativi interni ed esterni. Dopo un lungo periodo di abbandono, nell’anno 2000 il Teatro è stato acquistato dall’Amministrazione Comunale che ha iniziato i lavori di restauro e di recupero funzionale. Nel settembre 2002 venne segnalata una colonia riproduttiva di 30 Rhinolophus ferrumequinum (ferro di cavallo maggiore). Alcuni accordi con il Comune permisero alla colonia, rifugiata nelle soffitte del Teatro, di restare relativamente indisturbata mentre i lavori nei locali al piano terra proseguivano. Nel 2006, al termine dei lavori di restauro, con l’avvicinarsi dell’inaugurazione del Teatro, venne richiesto un aiuto al Museo per evitare che i pipistrelli, durante i loro voli all’interno dell’edificio prima dell’uscita serale, raggiungessero la sala del teatro.

Iniziò così un monitoraggio della colonia tramite un conteggio numerico su base fotografica, che nel settembre del 2006 consenti di censire circa 60 esemplari. La colonia del Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana è una delle sole tre colonie riproduttive di ferro di cavallo maggiore note in Toscana [le altre due sono state scoperte solo recentemente nel Parco di San Rossore (PI) e a Montignoso (LU)]. Il numero di colonie riproduttive di questa specie conosciute a livello nazionale è comunque scarso: secondo i dati pubblicati dal GIRC nel 2004, sono soltanto 21 le colonie riproduttive italiane, composte da un numero di esemplari che oscilla tra 4 e 127.

pipistrelli
Al momento dell’inizio dei lavori di restauro e per buona parte dei lavori stessi, gli animali utilizzavano l’intero teatro e venivano avvistati nei locali adibiti a camerini, nei corridoi dei palchi e perfino in platea, mentre la nursery manteneva il suo rifugio nei locali centrali del sottotetto, sopra la volta della platea. Il percorso che dall’esterno portava gli animali a raggiungere tale rifugio passava da una piccola finestra del sottotetto sul retro dell’edificio che si affaccia sul fiume Serchio; da questa accedevano ad una stanza di circa 2x3 m e quindi attraverso un basso corridoio perimetrale lungo 4 metri raggiungevano la parte centrale del sottotetto.
piante del teatro

I lavori di restauro del soffitto della platea hanno via via modificato gli spazi per il rifugio degli animali, inoltre il guano che si accumulava in soffitta danneggiava i sottostanti affreschi che ornano il soffitto della platea. Si rendeva quindi inevitabile lo “spostamento” della colonia.

Grazie alla completa disponibilità e collaborazione del Sindaco di Castelnuovo di Garfagnana, Sauro Bonaldi, e del Direttore dei lavori, Ing. Leonardo Paolini, è stato possibile definire un progetto per la salvaguardia della colonia. Si sono così individuati alcuni spazi da destinare all’uso esclusivo dei pipistrelli, evitando a questi ultimi l’accesso al sottotetto e progettando un nuovo percorso di volo in modo che fossero mantenute le condizioni favorevoli di temperatura e di scarsa illuminazione. Particolare cura si è posta anche nel ricreare quelle caratteristiche di sufficiente lunghezza e “complessità” del percorso tra l’ingresso esterno e la nuova nursery, in modo da garantire ai pipistrelli la necessaria percezione di sicurezza del rifugio.

Gli interventi sono stati eseguiti nell’inverno 2006/2007 e hanno comportato:
# la chiusura e oscuramento della finestra della nuova nursery, tramite il ripristino dei vetri e loro verniciatura di nero;
# l’apertura permanente di un nuovo ingresso dall’esterno tramite rimozione dei vetri dalla finestra del corridoio perimetrale del sottotetto;
# la chiusura dell’accesso alla volta centrale;
# la realizzazione di una porta nel corridoio perimetrale per isolare l’area dedicata ai pipistrelli dagli altri locali dell’edificio, lasciando lo spazio necessario per l’effettuazione del light-sampling prima dell’uscita serale;
# lo spegnimento di tutte le fonti artificiali di luce presenti nella zona dedicata ai chirotteri.

pianta del teatro ristrutturato

Dopo la conclusione dei lavori di restauro del Teatro, durante l’ultimo controllo della colonia avvenuto a fine giugno 2008, si è registrata nuovamente la presenza di 65 esemplari (femmine con piccoli).

(Paolo Agnelli, Cosimo Guaita, Laura Ducci, 2009. IL TEATRO ALFIERI DI CASTELNUOVO DI GARFAGNANA (LU): UN ESEMPIO DI COMPATIBILITÀ TRA RESTAURO E CONSERVAZIONE DEI CHIROTTERI IN EDIFICI. Atti del II° Convegno Nazionale sui Chirotteri, Serra San Quirico (Ancona), 21-23 novembre 2008)

Poster pdf



Link utili

Ecco una serie di link ad interessanti pubblicazioni sui pipistrelli scaricabili dalla rete:

Iconografia dei Mammiferi d’Italia

Linee guida per il monitoraggio dei Chirotteri

Linee guida per la conservazione dei Chirotteri nelle costruzioni antropiche e la risoluzione degli aspetti conflittuali connessi 

Pipistrelli intorno a noi: una presenza "edificante" - Guida pratica alla risoluzione dei problemi di convivenza con i pipistrelli negli edifici

Nel 1998 è stata fondata un’associazione che riunisce i maggiori esperti italiani di Chirotteri, il GIRC (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri) che ha per scopo lo sviluppo della ricerca sui pipistrelli in Italia e la divulgazione di corrette informazioni sulla loro biologia

Molto ben fatto è il sito del Centro Regionale Chirotteri del Piemonte, sempre corretto e ben documentato

Informazioni dettagliate e indicazioni di primo soccorso ad esemplari di pipistrelli in difficoltà possono essere scaricate agli indirizzi:
http://fauna.dipbsf.uninsubria.it/chiroptera/primo_soccorso.pdf
http://www.provincia.torino.it/natura/fauna_flora/salviamoli/pipistrelli

Altre Associazioni Internazionali orientate alla conservazione dei pipistrelli sono:
Bat Conservation Trust

Bat Conservation International

Bat Conservation and Management




FAQ - Frequently Asked Questions

OVVERO: i dubbi più ricorrenti su pipistrelli e bat box…
Domande e risposte tratte in parte dalla sezione FAQ del sito  Bat Friend Trust
E' possibile consultare un'altrettanto interessante sezione di domande e risposte sui pipistrelli sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Ho installato la bat box ma non è stata ancora occupata.
Non tutte le bat box saranno occupate già dal primo anno. Questo dipende da tanti fattori che vanno dal periodo nel quale è stata installata al fatto che i pipistrelli sono animali molto esigenti e potrebbero avere bisogno di un po' di tempo per familiarizzare con la vostra bat box. Dopo il primo anno le probabilità che venga occupata aumentano sempre più. Altro motivo potrebbe risiedere in un'errata installazione. Abbiate cura, quindi, di seguire scrupolosamente le nostre istruzioni.

La bat box può essere occupata da uccelli?
No. Le bat box sono progettate in modo tale da non potere essere occupate in nessun modo da uccelli.

La bat box può essere occupata da insetti?
Sì. Può capitare, specialmente in aree non urbane, che alcuni insetti utilizzino la bat box come rifugio diurno o notturno. La presenza di pochi insetti, in genere, non comporta un disturbo per i pipistrelli, è tuttavia preferibile limitare la loro occupazione per evitare che diventino troppo numerosi da impedire la regolare colonizzazione da parte dei pipistrelli. È importante, quindi, fare caso, durante i controlli di monitoraggio, all'eventuale presenza di questi animali che dovranno essere opportunamente scacciati dalla bat box senza l'utilizzo di prodotti chimici. In pochissimi casi in Italia, è stata riscontrata la colonizzazione della bat box da parte di piccole comunità di vespe, in questo caso si consiglia non avvicinarsi alla bat box fino al periodo invernale, quando con opportuni mezzi si potrà procedere alla rimozione del rifugio artificiale senza incorrere in spiacevoli punture. Dopo aver opportunamente ripulito la bat box evitando prodotti chimici, sarà possibile riposizionarla in un luogo più al sicuro dalla colonizzazione di questi insetti.

A casa mia c'è un pipistrello. Cosa posso fare?
Nel caso che un pipistrello sia entrato in casa vostra in una serata estiva, magari da una finestra aperta, è molto probabile che si tratti di un giovane non ancora in grado di volare perfettamente. Non fatevi prendere dal panico! Tutto quello che dovete fare è spegnere la luce della stanza in cui si trova il pipistrello, chiuderne la porta e lasciando ben aperta la finestra aspettare che il pipistrello se ne vada autonomamente. Nel caso invece che uno o più pipistrelli abbiano deciso di stabilirsi in qualche anfratto esterno della vostra abitazione, oppure in una vecchia soffitta o magari in cantina e volete avere maggiori informazioni su come comportarvi con i vostri insoliti inquilini è necessario avere la consulenza di un esperto chirotterologo che vi dia dei consigli adatti alla vostra particolare situazione. Anche per questo abbiamo creato l'indirizzo di posta elettronica batbox@unifi.it al quale potete sottoporre le vostre domande.

Ho trovato un piccolo di pipistrello. Cosa posso fare?
Se trovate un piccolo di pipistrello ancora vivo è molto probabile che si tratti di un piccolo caduto da poco dalla propria colonia riproduttiva, che di solito si trova proprio sopra al luogo del ritrovamento. Come prima cosa è necessario raccogliere il piccolo, metterlo in una scatola (da scarpe o simile) con il coperchio opportunamente forato al cui interno va disposto un panno nel quale il piccolo può trovare rifugio. Il piccolo sarà probabilmente disidratato, vista anche la maggior probabilità di ritrovo nei mesi estivi, e sarà dunque necessario reidratarlo dandogli poche gocce d'acqua con una siringa senza ago, avendo la premura di tenere il piccolo a testa in giù per non fargli andare alcuna goccia nel naso. La scatola va tenuta al caldo, collocandola ad esempio sopra una borsa termica con dell'acqua calda. Per avere un'adeguata consulenza e per sapere come comportarsi è necessario contattare un esperto nel recupero dei chirotteri. Potete trovare i nominativi degli incaricati per la vostra regione e le indicazioni per accudire il piccolo nel documento, redatto da alcuni membri del GIRC (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri), scaricabile dal sito http://biocenosi.dipbsf.uninsubria.it/chiroptera
Ricordiamo che la Legge italiana considera i pipistrelli “fauna selvatica”e che la loro detenzione senza la necessaria autorizzazione è considerata reato ed è quindi perseguibile a norma di legge.

Ho trovato un pipistrello ferito. Cosa posso fare?
I ritrovamenti più comuni di pipistrelli adulti vivi sono dovuti ad accidentali fratture delle ali oppure alla cattura da parte di qualche gatto. In questi casi si raccomanda prudenza nel raccoglierli, utilizzando un guanto od un panno per evitare potenziali morsi. Il pipistrello va collocato in una scatola (da scarpe o simile) con il coperchio opportunamente forato al cui interno va disposto un panno nel quale l'infortunato può trovare rifugio. In caso di evidente disidratazione è opportuno tentare di dare qualche goccia d'acqua con una siringa senza ago, avendo la premura di tenere il pipistrello a testa in giù per non fargli andare alcuna goccia nel naso. Per avere un'adeguata consulenza e per sapere come comportarsi è necessario contattare un esperto nel recupero dei chirotteri. Potete trovare i nominativi degli incaricati per la vostra regione e le indicazioni per accudire il pipistrello nel documento, redatto da alcuni membri del GIRC (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri), scaricabile dal sito http://biocenosi.dipbsf.uninsubria.it/chiroptera. Ricordiamo che la Legge italiana considera i pipistrelli “fauna selvatica”e che la loro detenzione senza la necessaria autorizzazione è considerata reato ed è quindi perseguibile a norma di legge.

È vero che i pipistrelli catturano 2.000 zanzare a notte?
Potenzialmente sì. Per calcolare questo numero si fa un ragionamento sull'incremento di peso del pipistrello stesso in una notte di caccia, ovvero si calcola l'equivalente di tale aumento "in insetti". Non è verosimile ipotizzare che un meticoloso pipistrello si prodighi per cacciare solo e soltanto 2.000 zanzare a notte tutte le notti, dato che l'animale si rivolgerà agli insetti più comuni e facili da catturare per sfamarsi spendendo il minimo di energie possibile. E' però possibile pensare che in aree dove le zanzare sono numerose un pipistrello riuscirà comodamente a mangiarsene davvero tante.

I pipistrelli si attaccano ai capelli?
No. È assolutamente impossibile che qualche amico di amico abbia dovuto usare un qualche intruglio dai poteri miracolosi per potersi togliere dalla testa un pipistrello, si tratta solo e soltanto di vecchie e infondate superstizioni.

I pipistrelli sono ciechi?
No. Alla luce del sole la loro vista non sarà buona come quella degli animali attivi di giorno, ma al buio ci vedono molto meglio di noi. In pratica i loro ultrasuoni gli concedono un senso in più.

Si possono acquistare i pipistrelli da mettere nella bat box? Se sì, come e dove?
Assolutamente NO. Tutte le specie di pipistrelli italiane sono animali considerati “fauna selvatica” dalla nostra legislazione e sono fortunatamente protetti dalla stessa in maniera rigorosa. Non è dunque possibile né il loro acquisto né il loro reperimento tramite qualsiasi metodo in quanto la loro detenzione è illegale e perciò perseguibile a norma di legge. Posizionando una bat box non facciamo altro che fornire un rifugio ai pipistrelli che vivono nell’ambiente, visto che la carenza di fessure in cui potersi riparare (anche in ambiente urbano) è una delle cause della loro costante diminuzione.

Perché è meglio comprare una bat box professionale e non è consigliato realizzarsela da sé?
La bat box non è una semplice cassetta in legno ma è il frutto di anni di esperienza e ricerche. Le bat box diffuse grazie al Museo di Storia Naturale di Firenze sono realizzate con strumenti e materiali adatti ai quali difficilmente si riesce ad avere accesso a costi abbordabili. Naturalmente ci si può ugualmente cimentare nella realizzazione di una bat box tenendo sempre presente, però, che bat box di qualità scadente presentano una minor probabilità di essere colonizzate. In questi primi anni di sperimentazione, solo pochissime bat box autocostruite sono state colonizzate.

Quando conviene posizionare la bat box?
Il periodo migliore per l'installazione è l'inizio della primavera, quando ancora i pipistrelli non sono tornati dai loro rifugi invernali, tuttavia è cruciale che questi rifugi artificiali vengano posizionati il prima possibile, a prescindere dal periodo dell'anno. Prima vengono installati, infatti, e prima perdono "l'odore di nuovo" e più tempo hanno a disposizione i pipistrelli per individuarli.

In quale periodo i pipistrelli visiteranno la bat box?
I pipistrelli potranno utilizzare la vostra bat box durante qualsiasi periodo dell'anno. E' tuttavia più probabile che la bat box venga colonizzata tra marzo e novembre e difficilmente ci saranno inquilini nel periodo invernale, quando i pipistrelli scelgono di ibernare in rifugi maggiormente isolati termicamente. Durante la colonizzazione non è detto che ci sia una continua presenza di pipistrelli nei rifugi. È probabile che la bat box venga usata saltuariamente nel corso della stagione, sia come comportamento anti-predatorio che come risposta alle diverse esigenze ecologiche che si susseguono nel periodo di attività.

E’ meglio posizionare la bat box al sole oppure in ombra?
E’ difficile dire se sia meglio posizionare la bat box al sole oppure in ombra. Se la bat box viene posizionata al sole è probabile che questa possa venire colonizzata dalle colonie riproduttive di femmine, mentre posizionando la bat box in ombra si offre un rifugio che con maggior probabilità verrà preferito dai maschi. E' dunque preferibile fare attenzione a posizionare la bat box ad una discreta altezza dal suolo ed in zone abbastanza tranquille, in modo da aumentarne le probabilità di colonizzazione più che focalizzarsi sull'esposizione al sole.
In ogni modo, la bat box è fatta in modo da creare al suo interno una buona stratificazione verticale delle temperature, così che gli inquilini possano scegliere se stare più al caldo oppure più al fresco. Nei diversi periodi dell'anno poi, i pipistrelli possono avere diverse esigenze di temperatura e può capitare che un rifugio che sia adatto in primavera non lo sia più in estate o vice versa.
Alla luce di ciò, per tentare di aumentare le probabilità di avere un pipistrello per inquilino, l’ideale risulta essere il posizionamento di due bat box, una posizionata al sole ed una in ombra.

Posso installare la bat box in città?
Sì. In particolare i modelli ideati dal Museo di Storia Naturale di Firenze sono stati pensati proprio per rispondere alle esigenze dei pipistrelli che più comunemente si ritrovano in città, adattati alla vita nelle fessure piuttosto che allo stare appesi all'interno di ampie cavità.

Abito in campagna, perché dovrei installare la bat box?
Perché sempre di più si assiste, anche nelle campagne, ad una crisi di rifugi per i pipistrelli adattati a rifugiarsi negli anfratti. I vecchi casolari sono spesso utilizzati da diverse specie di pipistrelli, che ne sfruttano le molte potenzialità di riparo finché questi non crollano a causa dell'usura del tempo oppure non vengono ristrutturati. Esistono inoltre alcuni modelli di bat box più adatti per il posizionamento su alberi, pensati per vicariare i rifugi all'interno dei cavi degli alberi, oggi sempre più rari per la cattiva gestione del bosco che elimina gli alberi maturi, morti o deperienti. Per i posizionamenti in campagna occorre tuttavia fare maggiore attenzione al problema degli insetti all'interno della bat box.

Mi hanno detto che i pipistrelli trasmettono la Rabbia. Cosa c'è di vero?
I pipistrelli sono potenziali vettori della rabbia e il virus può essere trasmesso all'uomo tramite il loro morso, ma in realtà da noi il virus della rabbia non è presente. In Italia, in tanti anni di ricerca, nessuno studioso che nel maneggiare un pipistrello sia stato morso, ha mai contratto questa malattia. Nel resto d'Europa i casi di rabbia, trasmessi principalmente dalle volpi, sono in regressione, e sinora sono stati registrati solo cinque casi di rabbia trasmessa dai pipistrelli. Occorre anche ricordare che un pipistrello affetto da rabbia non si comporta mai in modo aggressivo e ciò riduce ulteriormente la reale possibilità di trasmissione all'uomo. Comunque, sebbene non ci siano al momento motivi che facciano ritenere il nostro Paese particolarmente soggetto a casi di Rabbia, vari elementi come la facilità di spostamento di persone ed animali (e quindi una generale più veloce diffusione dei virus) inducono ad una particolare cautela, che si traduce in un divieto di maneggiare i pipistrelli per i “non addetti ai lavori”.

I pipistrelli sono efficienti contro le zanzare tigre dato che queste sono attive di giorno?
L'azione predatoria su Aedes albopictus (la zanzara tigre) è senz'altro ridotta rispetto a quella su Culex pipiens (la zanzara comune). Occorre però considerare che la zanzara tigre raggiunge il suo picco di massima concentrazione proprio al tramonto, quando anche per i pipistrelli si registra la massima attività di caccia. C'è quindi una sovrapposizione temporale tra preda e predatore in corrispondenza del momento di maggiore attività giornaliera.

Che pipistrelli ci sono nella mia zona?
Per rispondere correttamente serve uno studio condotto da specialisti che con particolari attrezzature e permessi di cattura rilevino ogni possibile rifugio, catturino i pipistrelli con particolari reti e registrino i loro ultrasuoni con appositi strumenti. Una più semplice indicazione di presenza potenziale o presumibile può essere ricavata dalle informazioni sull'ecologia e sulla distribuzione delle specie italiane reperibili nella letteratura scientifica. Si veda ad esempio Agnelli et al., 2004, scaricabile dal sito del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare - www2.minambiente.it/Sito/settori_azione/scn/docs/qcn/qcn_monitoraggio_chirotteri.zip

Vivo in un'area boscosa e vorrei sapere se posso utilizzare le vostre batbox. Ho il dubbio che i pipistrelli non riescano a muoversi agevolmente in mezzo agli alberi e infatti li vedo soltanto in aree aperte qua vicino.
Sappiamo che in Italia esistono 35 diverse specie di pipistrelli, ognuna specializzata a cacciare in ambienti diversi, anche se magari solo leggermente, da quelli delle altre specie. Questo per sfruttare al meglio ogni risorsa alimentare disponibile e ridurre la competizione tra le specie.
Esistono anche specie di pipistrelli che cacciano nel bosco. Alcune preferiscono boschi fitti, altre quelli più radi, c'è chi caccia sopra le chiome e chi nel folto dei rami o vicino al suolo. Questi pipistrelli sono i più difficili da vedere, sia perché sono in genere più rari (rispetto a quelli che cacciano in aree aperte o ai margini della vegetazione arborea), sia perché è molto più difficile osservarli nel buio del bosco rispetto a quelli che al tramonto si stagliano chiaramente contro il cielo.
In un'area boscata è consigliabile utilizzare diverse tipologie di batbox con lo scopo di attrarre il maggior numero possibile di specie diverse:
Le batbox posizionate in ambienti forestali servono a sostituire in parte i rifugi che normalmente si creano nei vecchi alberi (oggi purtroppo sempre più rari), come gli spazi sotto le corteccie che si desquamano dal tronco, oppure le cavità di marcescenza o quelle scavate dai picchi, dai ghiri, ecc. Installare delle bat box in un bosco è come tentare di trasformarlo in un bosco maturo, almeno dal punto di vista dei pipistrelli. Le bat box devono essere installate il più in alto possibile sul tronco principale in prossimità di radure e lungo le strade forestali, avendo cura di evitare che le fronde degli alberi le coprano alla vista dei pipistrelli.

Esiste un modo per attrarre i pipistrelli dentro la bat box?
Il miglior metodo per aumentare la probabilità che i pipistrelli colonizzino la bat box è quello di posizionare nel miglior modo possibile il proprio rifugio. Dall’analisi dei dati dei primi anni di sperimentazione risulta cruciale il posizionamento della bat box ad almeno 4 m dal suolo, oltre ad una discreta dose di pazienza in quanto i rifugi artificiali posizionati da più tempo sono quelli con la maggior probabilità di essere colonizzati. Un semplice ed ulteriore accorgimento che si può adottare per aumentare le probabilità di colonizzazione della propria bat box è quello di sporcarne l’interno con del terriccio o del guano di pipistrello, per tentare di far sembrare la bat box meno “nuova” rispetto a quello che è. “L’odore di nuovo” sembra, infatti, scoraggiare la colonizzazione da parte dei pipistrelli, che percepirebbero il rifugio come meno affidabile rispetto ad uno presente da più tempo oppure già utilizzato da altri simili. Si tratta in ogni modo di un metodo non ancora avvalorato da uno studio scientifico specifico e quindi ancora non del tutto attendibile. E’ opportuno inoltre ricordare che sono sempre i pipistrelli a scegliere dove rifugiarsi e non è proprio possibile forzarli a occupare un particolare rifugio.




Gadget
La distribuzione delle bat box nei negozi Coop della Toscana è accompagnata da una serie di gadget ispirati ai pipistrelli e ad altri animali che necessitano di tutela e protezione.
Con l'acquisto di questi articoli potrete sostenere economicamente il progetto Bat Box e, a fronte di una piccolissima spesa, ricevere un simpatico simbolo della vostra volontà di salvaguardare i pipistrelli e l'ambiente.
Le bat-magliette sono disponibili nei mesi primaverili ed estivi negli stessi negozi Coop in cui sono in vendita le bat box. Potete trovarne l’elenco completo qui...

magliette
Articolo dell’Informatore di maggio 2008 sulle bat-magliette

 

Appositamente disegnati per questo progetto anche i bat-quaderni e altri articoli per la scuola. L’elenco dei negozi in cui sono venduti è lo stesso delle bat-magliette e delle bat box.

quaderni
Articolo dell’Informatore di luglio 2008 sugli articoli per la scuola

 

quaderni
Puoi personalizzare il tuo cellulare con gli ultrasuoni dei pipistrelli registrati dal bat-detector dei ricercatori del Museo Scarica gratis le suonerie



L'albero dei pipistrelli

a volte le leggende sono più affascinanti della realtà…

…così ci suggerisce il poeta Sergio Zuccaro, uno dei membri della nostra bat-community, che insieme a Elmerindo Fiore, artista visivo e poeta, ha realizzato un bel volumetto edito dall'Associazione Dedalus di Casalvieri (FR) e presentato nell'ambito della “Giornata Mondiale della poesia del 2007”. Si tratta della suggestiva storia di una colonia di pipistrelli che durante il giorno dimora su di un albero ad Accra, la capitale del Ghana.

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Il racconto, corredato di bellissimi disegni, è stato pubblicato grazie all'iniziativa del gruppo EMERGENCY di Imola con lo scopo di raccogliere offerte per la clinica pediatrica di Campo Mayo (Khartoum – Sudan) come contributo concreto a sostegno della pace e della solidarietà, un appello contro tutte le guerre.

 

Anche voi potete sostenere EMERGENCY!

Tutte le donazioni a favore di Emergency sono fiscalmente deducibili o detraibili

Per ulteriori informazioni: info@emergency.it - http://www.emergency.it





Risultati della sperimentazione

Per quanto riguarda l'analisi dei dati raccolti nel 2008, la prima considerazione da fare riguarda senz'altro la necessità di costanza nei controlli. È infatti emerso chiaramente come sia necessario effettuare il controllo della propria bat box ALMENO una volta al mese, da aprile a novembre per riuscire ad ottenere dati attendibili sulla frequentazione dei pipistrelli.
Altro risultato apparso subito evidente è la mancata colonizzazione delle bat box “fai da te”, ossia di quelle costruite autonomamente.
Per quanto riguarda le nostre bat box distribuite nel 2007, il successo di colonizzazione alla fine del primo anno è stato del 20,6%, mentre alla fine del secondo anno (2008) si è raggiunto il 34,8%. Per le bat box posizionate nel 2008, il successo di colonizzazione dopo il primo anno è stato del 16,0%. Evidentemente il successo di colonizzazione aumenta con il passare del tempo, per cui, anche se nel primo anno di posizionamento non avvengono colonizzazioni, è opportuno non disperare e continuare ad avere pazienza.

I rifugi preferiti sono risultati quelli messi in ombra e ad altezza dal suolo superiore ai 4 m. Il grafico riportato di seguito mostra infatti come il successo aumenti addirittura linearmente con l’aumentare dell’altezza dal suolo della bat box.

altezza dal suolo - grafico
Le bat box più fresche e poco soleggiate hanno avuto un maggior successo di colonizzazione e presumibilmente sono quelle frequentate dai maschi e dai giovani. Le bat box a maggior insolazione hanno avuto un successo inferiore e poiché sono quelle generalmente preferite dalle colonie riproduttive composte da femmine gravide, la limitata colonizzazione è probabilmente dovuta al fatto che questi nuovi rifugi non sono ancora percepiti come rifugi abbastanza sicuri per essere utilizzati nel periodo critico del parto e dello svezzamento dei piccoli. Per verificare questa ipotesi non ci resta che aspettare i dati dei prossimi anni.
ore di sole - grafico
Come ultima osservazione, riportiamo l’aumento di occupazione da parte dei pipistrelli nelle bat box sul finire dell'estate e all'inizio dell'autunno. L'andamento delle colonizzazioni è probabilmente dovuto ai giovani in dispersione in quel periodo e alla ricerca di rifugi da utilizzare dagli adulti come rifugi di accoppiamento.
cronologia delle presenze - grafico
In conclusione, nel 2008 le nostre bat box sono state prevalentemente usate sia dai giovani pipistrelli impegnati a fuggire di casa, che dai loro genitori occupati in ben altre faccende...



RISULTATI DELLA SPERIMENTAZIONE 2009

Come nel 2008, anche nel 2009 è stato necessario selezionare le segnalazioni ricevute: non abbiamo ritenuto prudente considerare i dati delle bat box controllate meno di una volta al mese come attendibili. A causa di questo, molti dati, sia di bat box colonizzate che di non colonizzate, sono purtroppo stati scartati dallanalisi.
Nel 2009 abbiamo registrato il successo di 4 bat box realizzate con il fai-da-te seguendo il nostro progetto. Si tratta di 4 rifugi veramente ben realizzati, che niente hanno a che vedere con molti dei modelli improvvisati che si trovano (purtroppo) in vendita su internet.
Per quanto riguarda il successo delle nostre bat box, quelle distribuite e posizionate nel 2007 sono arrivate, dopo tre anni dal posizionamento, al 40% di colonizzazione (avevano raggiunto il 34,8% nel 2008 e il 20,6% nel 2007). Le bat box vendute nei negozi Coop nel 2008 e posizionate lo stesso anno hanno raggiunto questanno un successo del 25,5% (e il 16,0% nel 2008). Le bat box distribuite nel 2009 dopo un solo anno di posizionamento hanno infine registrato un successo di colonizzazione dell11,5%.
Risulta dunque evidente che il successo di colonizzazione è profondamente influenzato da quanto tempo le bat box restano posizionate. Proprio per questo è opportuno posizionare i rifugi artificiali il prima possibile oltre a lasciarli in posizione anche in inverno, quando potrebbero essere utilizzati dai pipistrelli come rifugi invernali di fortuna.

grafico
L'analisi multivariata ha messo in evidenza che oltre al fattore tempo, le altre componenti che incidono maggiormente sul successo di colonizzazione sono laltezza dal suolo e la quantità di insolazione giornaliera:
l'altezza dal suolo ha confermato la preferenza dei pipistrelli per le bat box posizionate ad almeno a 4 m, percepite molto probabilmente come più sicure e meno disturbate.
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Più complicata è l'interpretazione dei dati per l'esposizione al sole. I pipistrelli sembrano preferire sia i rifugi posizionati in ombra che quelli in pieno sole, utilizzando meno di frequente quelli con esposizione intermedia. La differenza risulta tuttavia essere minima e non è possibile dunque individuare un'insolazione nettamente preferita. Tale duplice preferenza potrebbe essere verosimilmente legata al sesso e a diverse esigenze stagionali.
grafico
Un ulteriore interessante aspetto risulta evidente dall'analisi del grafico della cronologia delle presenze all'interno delle bat box. Nel 2009 i pipistrelli hanno iniziato a colonizzare generalmente prima le bat box rispetto al 2008, registrando un picco di colonizzazioni nei mesi estivi rispetto a quello autunnale dell'anno precedente. Ciò può significare che gli esemplari stanno iniziando a fidarsi delle bat box, scegliendo di occuparle prima e più stabilmente rispetto all'anno precedente.
grafico
In conclusione, nel 2009 sinizia ad avere un tipo di colonizzazione più stabile da parte dei pipistrelli, che iniziano a colonizzarle prima durante la buona stagione e che talvolta rimangono anche in inverno. Insomma, un ottimo rifugio per ogni evenienza!
Sperimentazione 2008



Bat Friend Trust
Bat Friend Trust - logo notturno
Bat Friend Trust nasce dalla collaborazione tra il Museo di Storia Naturale dell'Università di Firenze e la ditta Wildlife Care.
Wildlife Care è un'azienda specializzata nella realizzazione di prodotti per la gestione della fauna selvatica. I prodotti Wildlife Care sono tutti progettati secondo precise ricerche scientifiche, utilizzando sempre i materiali migliori. In questo modo si sono realizzati tre diversi modelli di bat box di ottima qualità, acquistabili on-line
Gli obbiettivi di questa proficua collaborazione sono:
• DIFFONDERE l'utilizzo delle batbox su tutto il territorio nazionale.
• AMPLIARE la rete di collaboratori, i possessori delle batbox, che raccogliendo dati attraverso una scheda appositamente elaborata per il progetto, concorrano a migliorare le conoscenze sull'uso delle batbox.
• APPROFONDIRE gli studi sulle specie italiane di chirotteri con abitudini fessuricole.
• PROMUOVERE una cultura di conoscenza e rispetto dei pipistrelli.
• AIUTARE privati o amministrazioni pubbliche nell'affrontare il problema degli insetti attraverso il ripristino della naturale presenza di pipistrelli anche in ambienti antropizzati.



Suonerie per cellulari

Puoi cliccare sulla suoneria desiderata con il tasto destro del mouse e scegliere Salva oggetto con nome. Il suono mp3 verrà così copiato sul tuo pc.

suoneria di NyctalusNoctula-H. mp3

suoneria di PipistrellusPipistrellus-H .mp3




Schema bat box
bb_batbox_schema


Collaborazioni
In questi anni è stato possibile avviare una serie di collaborazioni con alcuni Comuni che ci hanno permesso di diffondere il progetto e di promuovere la lotta biologica alle zanzare. In particolare i comuni coinvolti sono stati:

Barberino del Mugello

Fiesole

Firenze-Quartiere4

Forlimpopoli

Fossombrone

Lago Trasimeno

Mantova 

Montignoso

Pontassieve

Pieve Ligure

 

Prato

San Casciano Val di Pesa

San Benedetto del Tronto

San Prospero 

Senigallia

Sesto Fiorentino

Terranuova Bracciolini

 

Sono state inoltre avviate delle collaborazioni con alcune scuole che hanno inserito il progetto BAT BOX all'interno della loro programmazione didattica. Ecco un elenco degli Istituti che hanno aderito al progetto:

LianaTrentin 
Alunni della Scuola Elementare Baselga Di Piné (TN) - foto di Liana Trentin

Liceo Scientifico "Leonardo da Vinci" di Firenze

Scuola elementare "Livia Gereschi" di Pisa

ITI-IPIA "Leonardo da Vinci" di Firenze

Istituto Comprensivo Statale di Barberino di Mugello

Scuola Elementare "A. Frank" di Pesaro

Scuola Elementare "Oberdan" di Pisa

A proposito di scuole, ci fa moltissimo piacere presentare il bel lavoretto di un nostro giovanissimo collaboratore, Matteo Annessi, di soli 10 anni. Il piccolo “pipistrellofilo” in erba si è messo a cercare un sacco d’informazioni sui pipistrelli, riassumendole in un breve documento dal titolo “I pipistrelli stanno scomparendo”. Potete scaricare il lavoro di Matteo (I pipistrelli stanno scomparendo.pdf)
 

logo_tridentinoGrazie alla collaborazione con il Museo Tridentino di Scienze Naturali è stato inoltre possibile diffondere il progetto anche in alcune scuole di Trento e dintorni.
Museo Tridentino di Scienze Naturali

logo_falconaraIl Parco Zoo Falconara ha deciso di aderire al nostro progetto promuovendo alcune attività didattiche, tra cui addirittura un campo estivo, interamente dedicate ai pipistrelli.

 




Forlimpopoli

Nel Comune di Forlimpopoli sono state installate un centinaio di BATBOX di cui una trentina sono gestite direttamente dal Comune e le altre da privati cittadini che partecipano alla sperimentazione. Si tratta davvero di un risultato formidabile e un validissimo esempio di collaborazione. Nelle foto che seguono, alcuni esempi di ottime installazioni di BATBOX su edifici pubblici e privati

Forlì
Bat box
Bat Box

 



Bat boxBat boxBat boxBat boxBat boxBat boxBat boxBat boxBat boxBat boxBat boxBat boxBat box


Il Lago Trasimeno chiede aiuto ai Pipistrelli
INSETTI MOLESTI AL TRASIMENO? CHIEDIAMO AIUTO AI PIPISTRELLI...

 

Vi piace trascorrere le vostre serate di plenilunio estivo nei ristoranti e bar che costeggiano il lago Trasimeno? Se avete risposto di si e se il vostro palato non disdegna le delicate fritture di pesce, così “gettonate” nei locali che affollano il litorale, una cosa è certa: avrete pane per i vostri denti!
Le lampade e i lampioni dei ritrovi, indubbiamente utili per le vostre consumazioni, possiedono però un potere formidabile: riescono ad attrarre un vero e proprio esercito di insetti, che, letteralmente stregati dall’incandescente “sole elettrico”, come satelliti graviteranno attorno al vostro tavolino scatenandosi nei loro voli notturni. E così, addio relax…
Tra queste presenze “moleste” figurano senz’altro i Chironomidi, piccoli insetti simili a zanzare ma incapaci di pungere. Non sono dannosi e non trasmettono malattie: alimento prediletto di numerosi vertebrati e invertebrati, costituiscono invece un anello fondamentale della catena alimentare delle acque dolci e salmastre. Sono però piuttosto invadenti, e durante l’estate affollano le nostre coste arrecando un po’ di disturbo.
Per far fronte al problema si è pensato così di rivolgerci ad alcune creature alate certamente molto utili: i pipistrelli, in gergo zoologico denominati Chirotteri. Questi curiosi mammiferi volanti sono infatti delle vere e proprie “macchine mangiainsetti”: ciascun individuo può catturarne ogni notte dai 1000 ai 2000, tra cui appunto numerosi Chironomidi. Immaginiamo cosa può fare un’intera colonia!
Per questo motivo l’AUSL 2 dell’Umbria, la Provincia di Perugia e la Regione Umbria con il coordinamento scientifico del Dipartimento di Biologia Cellulare e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia, hanno avviato un esperimento di controllo integrato delle popolazioni di Chironomidi.
La sperimentazione prevede l’ubicazione di 200 bat box, nidi artificiali per pipistrelli, presso alcuni siti della riva del Trasimeno, nei centri abitati prossimi allo specchio d’acqua, nei parchi privati e pubblici e presso gli edifici privati. L’iniziativa interessa prioritariamente i quattro comuni lacustri che presentano attività antropiche lungo la costa: Tuoro sul Trasimeno, Passignano sul Trasimeno, Magione e Castiglione del Lago.

batbox Trasimeno batbox al Trasimeno
Questa strategia rappresenta un esempio di lotta biologica, ed è analoga alla pratica di introdurre in prossimità di coltivazioni, serre e vivai alcune specie di insetti utili, antagonisti naturali di quelli “dannosi”, che hanno la funzione non di sterminare i nemici delle nostre piante, bensì di contenerne il numero entro limiti accettabili. E a conti fatti è una necessità: la progressiva alterazione dell’habitat dei pipistrelli da parte dell’uomo ha notevolmente ridotto la disponibilità di rifugi naturali, così che negli ultimi decenni molte popolazioni sono in calo. Con i pipistrelli l’agricoltura perde preziosi ausiliari: voraci divoratori di insetti, sono in grado di bilanciare lo sconsiderato uso dei pesticidi.
Nel caso del Trasimeno, la sperimentazione è senz’altro lodevole: se coronata da successo permetterà di controllare le popolazioni di Chironomidi riducendo l’utilizzo di insetticidi, così nocivi per la nostra salute e per l’ambiente.

Insomma, vi piacerebbe “adottare” una bat box e collocarla in terrazza, nell’orto o nel giardino?

Studio naturalistico associato Hyla

di Dott. Cristiano Spilinga e Dott.ssa Silvia Carletti

Via Montessori n. 5, 06069 Tuoro sul Trasimeno (PG)

contatti:

Cristiano Spilinga cell. 339.8644946

Silvia Carletti cell. 334.6720913

e-mail: info@studionaturalisticohyla.it




Scuola Primaria “Livia Gereschi” di Pisa
Nel 2009 la classe II B della Scuola “Gereschi” di Pisa, grazie alla loro maestra Patrizia Nocchi, ha aderito ad un progetto di educazione ambientale per conoscere meglio i pipistrelli. All’inizio questi strani animali intimorivano un po’ i bambini che tuttavia se ne sono poi innamorati! Grazie all’incontro con alcuni membri del GIRC (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri) i bambini hanno imparato a conoscere i pipistrelli fino addirittura ad incontrarne uno dal vivo. Il piccolo pipistrello “Fred” è un esemplare mantenuto in cattività a causa di una menomazione all’ala che non gli consente purtroppo di essere liberato e per il quale i bambini hanno realizzato disegni ed inventato storie.
Disegno pipistrelli
Come conclusione del progetto, i bambini insieme alla loro maestra hanno realizzato infine una breve presentazione in cui raccontano il loro insolito e divertente incontro con il mondo dei Chirotteri.
Progetto "I chirotteri....animali meravigliosi.pdf
Disegno.jpg



Comune di Montignoso
Il comune di Montignoso (MS) ha previsto il posizionamento di 30 rifugi artificiali per pipistrelli (bat box), nell'Area Naturale Protetta di Interesse Locale (A.N.P.I.L.) del Lago di Porta, una zona umida a pochi chilometri dal mare. I rifugi in questione appartengono a diversi modelli e sono stati forniti dalla ditta Wildlife Care . Lo scopo è quello di combattere una particolare specie di zanzara molto fastidiosa, la Coquillettidia richardii, che si nasconde proprio nelle acque del lago. L’impossibilità di combattere il proliferare di questo insetto tramite i convenzionali metodi larvicidi ha reso i pipistrelli degli alleati ancor più preziosi nella lotta biologica alle zanzare.
Lago di Porta
La forma larvale della Coquillettidia richardii non è, infatti, in grado di svilupparsi nei classici ambienti umidi urbani caratterizzati dall’assenza di vegetazione come fa ad esempio la ben più famosa zanzara tigre. La larva della Coquillettidia, invece di salire a galla per respirare come tutte le altre forme larvali di zanzara che abbiamo in Italia, utilizza il proprio sifone (così si chiama l’organo respiratorio di molte larve acquatiche d’insetto) per perforare i sottili fusti sommersi delle piante acquatiche. In questo modo l’insetto prende contatto con i tessuti respiratori della pianta e riesce a sfruttarli per la propria respirazione, rimanendo adeso alla pianta e spesso nascosto sotto il detrito del fondo, al riparo da eventuali predatori. Una volta raggiunta la forma adulta, questo piccolo insetto “assetato di sangue” raggiunge le vicine zone abitate dove parassita soprattutto le persone, sia di giorno che di notte, rendendosi particolarmente fastidioso al tramonto. Le caratteristiche uniche di questa zanzara fanno si che la lotta agli adulti sia l’unica perseguibile con tecniche ecocompatibili, e qui entrano in gioco i pipistrelli (ma anche rondini e affini!).

Un primo intervento del settembre 2009 ha riguardato il posizionamento di 20 bat box su alcuni alberi dislocati in diverse zone dell’area protetta. Prima della primavera 2010 verranno installati altri 10 rifugi: 8 su pali disposti lungo i sentieri dell’ANPIL mentre altri due, di più grandi dimensioni, saranno fissati ad un edificio attualmente in via di ristrutturazione, Casina Mattioli, che verrà presto utilizzato come Centro Visite dell’area protetta.

installazione bat box bat box

Per ulteriori informazioni sulle attività del Comune di Montignoso in proposito www.comune.montignoso.ms.it




Parco Naturale San Bartolo
I Chirotteri del Parco Naturale del Monte San Bartolo

Il Parco Naturale del Monte San Bartolo ha una superficie di circa 1.600 ettari e comprende una sottile fascia costiera tra Pesaro e Gabicce Mare. Lungo tutta la costa è presente un’estesa falesia ad elevata naturalità, dove il rilievo più alto raggiunge i 200 metri s.l.m.. L’entroterra ha invece subito un’attività antropica ormai secolare e l’attività agricola risulta essere piuttosto diffusa, anche se di tipo estensivo, con aree coltivate alternate a siepi, filari di alberi e piccole superfici a vegetazione naturale che in alcuni casi raggiungono buoni livelli di maturità. Sono presenti anche aree a bosco più esteso e maturo, derivanti principalmente da parchi privati, in cui si trovano anche alberi secolari. Ne risulta un paesaggio ad alta biodiversità, ricco di aree idonee al foraggiamento per molte specie di pipistrelli, di formazioni lineari per il riferimento spaziale durante il volo notturno. Il Parco è stato istituito nel 1994 e quello svoltosi negli anni 2008/2009 rappresenta il primo studio sui Chirotteri realizzato sul suo territorio.
http://www.parcosanbartolo.it/
Monte S.Bartolo
Al termine delle ricerche sono state identificate 7 specie: Pipistrellus kuhlii (pipistrello albolimbato), P. pipistrellus (pipistrello nano), Hypsugo savii (pipistrello di Savi), Myotis emarginatus (vespertilio smarginato), Rhinolophus ferrumequinum (ferro di cavallo maggiore), Eptesicus serotinus (serotino comune) e Nyctalus leisleri (nottola di Leisler). Di particolare rilievo è la colonia riproduttiva di R. ferrumequinum composta da almeno 60 esemplari adulti, presente a Villa Imperiale.
pipistrelli
Per quanto riguarda le diverse tecniche d’indagine, sono stati individuati e ispezionati 67 edifici di cui 9 accertati come frequentati da 4 diverse specie di pipistrelli. L’utilizzo del bat-detector, strumento che permette di svolgere un’indagine bio-acustica sulla base delle registrazioni notturne degli ultrasuoni, ha portato al rilevamento di 5 delle specie di pipistrelli censite. Sono inoltre state posizionate 20 bat box e dopo soli tre mesi dalla data di posizionamento si è registrata la colonizzazione di una di queste, installata sull’edificio che ospita la sede del Parco.
Casa con batbox
Nel corso del proseguimento dello studio, svoltosi nel 2009, si è riusciti a collocare all’interno della bat box una piccola web cam che consente di monitorare in maniera continua e decisamente ravvicinata la presenza e i comportamenti degli ospiti.
 

(Paolo Agnelli, Laura Ducci, Cosimo Guaita, Giacomo Maltagliati, 2008. Studio, conservazione e gestione dei Chirotteri del Parco Naturale del Monte San Bartolo. Relazione finale all’Ente parco regionale del Monte San Bartolo. Museo di Storia Naturale, Università di Firenze. 37 pp.)

(Paolo Agnelli, Laura Ducci, Cosimo Guaita, Giacomo Maltagliati, Laurent Sonet, 2009. PRIMI DATI SULLA CHIROTTEROFAUNA DEL PARCO NATURALE DEL MONTE SAN BARTOLO (PU). Atti del II Convegno Nazionale sui Chirotteri, Serra San Quirico (Ancona), 21-23 novembre 2008)

Poster convegno pdf video interno bat box



Video su youtube

Riprese nella Bat Box del Museo del Cielo e della Terra di Bologna

Filmato su televisione Svizzera

Pipistrelli nelle BatBox sul Torrino della Specola a Firenze
(Museo di Storia Naturale) 27 marzo 2010

Bat box, Un Pipistrello per amico a Mantova

Il Parco di San Bartolo studia, protegge e promuove i pipistrelli

BatBox-Cam nel Parco di San Bartolo (PU) -
Museo di Storia Naturale di Firenze.

BatBox a Pisa - aprile 2009

Istruzioni per l’installazione della BatBox   16 maggio 2009

Pipistrelli e Batbox a Geo & Geo, Museo di Storia Naturale
Università di Firenze e COOP

Un pipistrello per amico   17 novembre 2007




BAT ART
 

In questi anni abbiamo avuto l’occasione di conoscere e raccogliere una serie di interessanti e curiosi componimenti e disegni che hanno come protagonisti principali proprio i pipistrelli. Protagonisti al positivo, s’intende! Oltre a raccoglierli nella nostra inusuale collezione di “bat oggetti” abbiamo pensato di creare una pagina web dedicata proprio a questi brevi lavori, sia letterari che d’arte visiva, per farli conoscere a tutti gli appassionati di questo tanto insolito quanto affascinante gruppo animale. Cogliamo l’occasione per ringraziare gli autori che hanno reso possibile la realizzazione di questa pagina, con la speranza che la lista di opere di “bat art” diventi sempre più lunga. Buona lettura e buona visione.

 
Il Pipistrello Tommaso Russo
 
L’albero dei pipistrelli Sergio Zuccaro ed Elmerindo Fiore

 

Il pipistrello emigrato Nadia Crucitti
 
Le fiabe di Fred della classe II B - Scuola Primaria “L. Gereschi” di Pisa
 
Chi ha paura dei pipistrelli? - Maria Rabozzi
 

Per inviarci o semplicemente segnalarci un lavoro artistico di qualsiasi tipo che abbia come protagonisti i pipistrelli, scriveteci al nostro indirizzo batbox@unifi.it

Di seguito vi proponiamo un elenco di racconti per bambini e ragazzi che trattano di pipistrelli. Anche in questo caso, protagonisti al positivo!

Famiglia Testaingiù Antonella Pandini e Carla Manea - edito da San Paolo
Gisella pipistrella Tony Ross e Jeanne Willis - edito da Il Castoro
Giulio Coniglio e il pipistrello Nicoletta Costa - edito da Panini Franco Cosimo
I pipistrelli di Guardalà Simone Fornara e Mario Gamba - edito da Raffaello Ragazzi
Il pipistrello poeta Randall Jarrell - edito da Mondadori
Pipistrelli in biblioteca Brian Lies - edito da Il Castoro
Pipistrelli sulla spiaggia Brian Lies - edito da Il Castoro
Pipistrello robotic Paul Beck - edito da De Agostini
Rufus il pipistrello colorato Tomi Ungerer - edito da Il Gioco di Leggere
Storia di Pipistrello Jackie Robb e Berny Stringle - edito da Il Castoro
Una pipistrella da urlo Camille Saféris - edito da Arka




Tommaso Russo

L’opera del maestro Russo è stata donata al Museo di Storia Naturale di Firenze nel marzo del 2008. Il pipistrello visto in volo è raffigurato magistralmente dall’artista con una serie di segni che conferiscono un accentuato dinamismo, che riporta al primo Futurismo. Attraverso segni concentrici emerge la struttura del pipistrello ad ali aperte attraversata da grandi bagliori di luce. Bagliori aurorali assimilabili alle tonalità di un arcobaleno dopo una tempesta. Si tratta di una luce freudiana, interiore, dell’anima, un’accensione policroma nel buio della notte.

quadro russo giacomo

Per visionare le altre opere dell’artista Tommaso Russo, vi consigliamo di visitare il sito http://www.tommasorusso.it/ all’interno del quale, oltre ai quadri dell’autore è possibile ammirarne le pregevoli doti di designer.



Nadia Crucitti
Il pipistrello emigrato

 

Nadia Crucitti è nata a Reggio Calabria il 18 giugno 1955. Laureata in Materie letterarie, ha già pubblicato alcuni lavori tra cui una raccolta di racconti dal titolo “Notti di luna bugiarda” ed il romanzo ”Casa Valpatri” oltre a vari altri componimenti per riviste e premi letterari. Il suo ultimo lavoro è il romanzo “Berlino 1940 – La convocazione”, ambientato nella Germania nazista. Vi presentiamo di seguito il racconto con il quale Nadia si è classificata seconda al concorso “Panorama Planet – Un racconto per un viaggio” indetto dal mensile Panorama. Per saperne di più su tutti i componimenti di Nadia, www.nadiacrucitti.it

 

Ma tu guarda che mondo! C'erano due che si cotonavano i capelli come si usava negli anni 60, e nelle sere d'estate se ne stavano in terrazza, sulla mia traiettoria. Mio padre me lo diceva sempre: "Sta' attento a quelle tappe fanatiche che si cotonano i capelli per sembrare più alte, e che magari non mangiano per essere filiformi; così quando se ne vanno in giro con quella piramide cotonata in testa, e noi c'inciampiamo contro, quelle svengono. Così ti esce fuori la calunnia che noi ci aggrappiamo ai capelli per succhiare poi il sangue".

Ci aveva ragione, mio padre, ci aveva. I vampiri esistono, è vero, ma non è che lo siamo tutti, è come dire che gli uomini sono tutti assassini. Beh! il paragone non regge perché quelli potenzialmente lo sono davvero tutti. Insomma, a me, per esempio, il sangue mi fa un po’ schifo; certo, se becco una zanzara ripiena di sangue la mangio lo stesso, però le preferisco asciutte. E invece mi additano ai bambini come un mostro succhiasangue.
Scommetto però che se fossi biondo mi farebbero le coccole, perché, diciamocelo chiaramente, alla gente il nero non piace. Fanno un gran parlare contro il razzismo, ma se mi becca un antirazzista mi spiaccica comunque. Anche quella del pianerottolo dove abitavo la notte non è che poi era granché. Faceva tutta l'intellettuale, vivi e lascia vivere, siamo tutti uguali, ecc. ecc., e poi mi ha messo il ddt sul muro per non farmi avvicinare. Solo dopo aver visto un documentario sui pipistrelli ha cominciato a chiamarmi Pippi e a dire alle sue amiche che in fondo mangio le zanzare; però, quando la sera rientrava tardi camminava piegata in due. E allora dillo, no? Dillo che anche tu avevi paura che mi attaccassi ai capelli!

Che poi a un mio conoscente è pure successo, e gli è venuta la sindrome del capello cotonato, così si è trasferito in montagna, sopra Scilla, alle grotte di Tremusa. Zona stupenda, con il paesaggio dello Stretto di fronte, ma solitaria, buona per il letargo, sennò di notte a me senza gente mi prende la malinconia. Poi l'altra sera ho sentito una signora che mi piaceva, con i capelli belli lisci, raccontare di quanto sono fascinosi i Sassi di Matera, che non sono pietre come avevo pensato all'inizio, ma un antico villaggio, dove ci abita pure gente sì, ma le case sono basse e molte anche disabitate.
Così sono emigrato qui, tra questi Sassi silenziosi dove volo tranquillo, con scarse probabilità di ritrovarmi una dai capelli cotonati, e, quel che più conta, senza neppure soffrire di solitudine.




Scuola Gereschi
Le fiabe di Fred

 

Nel 2009 la classe II B della Scuola “Gereschi” di Pisa, grazie alla loro maestra Patrizia Nocchi, ha aderito ad un progetto di educazione ambientale per conoscere meglio i pipistrelli. All’inizio questi strani animali intimorivano un po’ i bambini che tuttavia se ne sono poi innamorati! Grazie all’incontro con alcuni membri del GIRC (Gruppo Italiano Ricerca Chirotteri) i bambini hanno imparato a conoscere i pipistrelli fino addirittura ad incontrarne uno dal vivo. Il piccolo pipistrello “Fred” è un esemplare mantenuto in cattività a causa di una menomazione all’ala che non gli consente purtroppo di essere liberato e per il quale i bambini hanno realizzato disegni ed inventato storie. Stupitevi anche voi della fantasia di questi piccoli artisti!

 

fiabe di fred
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Come conclusione del progetto, i bambini insieme alla loro maestra hanno realizzato infine una breve presentazione in cui raccontano il loro insolito e divertente incontro con il mondo dei Chirotteri.
Presentazione "I chirotteri....animali meravigliosi” in pdf



Maria Rabozzi

rabozzi

Chi ha paura dei pipistrelli?

Maria Rabozzi, un’insegnante che collabora al nostro progetto, ci racconta il suo travolgente incontro con un piccolo pipistrello orfano. Consigliamo a tutti di leggere questo bellissimo e divertente racconto intitolato "Chi ha paura dei pipistrelli?". Il volumetto contiene anche tanti consigli pratici, alcune schede didattiche, attività e giochi divertenti per bambini oltre a favole e racconti provenienti da varie parti del mondo, tutto ovviamente dedicato ai pipistrelli!
Il libro è edito da Belvedere al prezzo di 12 euro